La politica dei morti di fame

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Aula Montecitorio (foto tratta dal profilo Fb del presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico)

Una vergogna. Una indecenza. Quanto malcostume.

Rispetto a certe notizie non si può che restare allibiti e disgustati. A quanto sembra, a dirlo è il quotidiano Repubblica, tre deputati della Lega, uno del Movimento 5 Stelle ed uno di Italia Viva, avrebbero chiesto ed ottenuto il bonus da 600 euro destinato alle partite iva e agli autonomi per contrastare gli effetti economici negativi del Coronavirus. Secondo Repubblica, però, nella vicenda sarebbero coinvolti addirittura altri duemila politici, tra assessori regionali, consiglieri regionali e comunali, governatori e sindaci.

C’è poco da aggiungere. E’ imbarazzante persino parlarne. Se non constatare che un simile gesto è semplicemente disonorevole. E’ un comportamento non solo da straccioni, da morti di fame, ma soprattutto eticamente riprovevole. E in un momento come questo, poi, in cui milioni di italiani si trovano in difficoltà economiche. E tanti altri temono di restare senza lavoro nel prossimo autunno. E questo mentre lo Stato cerca di dare sollievo alle imprese, ai lavoratori, alle famiglie, aggiungendo altro debito pubblico e mendicando finanziamenti europei.

Certo, è anche vero che le norme sono scritte male, visto che addirittura dei parlamentari, ma chissà quante altre partite IVA con redditi tuttora cospicui, hanno richiesto e ottenuto il bonus. Sì, perché a quanto pare tra i beneficiari del bonus di 600 euro ci sarebbero molti altri professionisti. Notai, ingegneri, commercialisti, ma anche personaggi televisivi e del cinema.

In breve, si è fatto man bassa senza ritegno, ma è tutto legale. Ciò non toglie, però, che fare richiesta di benefici pubblici quando non se ne ha bisogno, sottraendo risorse, è comunque un atto disonesto, infame, miserabile. E’ ancora più grave quando si è in politica, tanto in Parlamento quanto in Consiglio regionale o comunale. Significa non avere dignità e rispetto per le istituzioni, ma anche di essere senza onore e sleali nei riguardi dei cittadini-elettori.

Un’ultima considerazione. Si parla, anche in questi ultimi mesi, di semplificazione. In altri termini, procedure e norme più semplici per ottenere i provvedimenti della Pubblica Amministrazione. Dall’erogazione di bonus, finanziamenti e contributi, a permessi, licenze, autorizzazioni e così via. Nel nostro Paese, infatti, lamentiamo il fatto che la Pubblica Amministrazione è troppa farraginosa perché quando agisce parte dal presupposto che i cittadini non siano o comunque possono non essere in buona fede. Da qui l’esigenza di essere accorti e prudenti fino agli eccessi della tortuosità e della pedanteria in cui sguazza la nostra burocrazia.

Bene, questa vicenda non può che far riflettere. L’esigenza di semplificare la vita amministrativa e tagliare la testa alle mostruosità della burocrazia restano esigenze ineludibili ed attuali, comunque. Il problema vero, però, è che questa nostra società, di cui la classe politica ne è una espressione, ma non l’unica, è malata in quanto a senso civico e ad etica pubblica.

Certo, non facciamo di ogni erba un fascio. Non tutti i politici sono poco raccomandabili, anzi, riteniamo che solo una minoranza compia azione fraudolente o, come in questo caso, da pezzenti, da poveracci. Resta, però, da capire cosa faranno i partiti e i loro leader nei riguardi di questi signori. La sospensione è poca cosa. Andrebbero espulsi dalla vita politica, senza concedere loro alcuna via di scampo. Salvini, Renzi, Di Maio, o chi altro ancora sarà chiamato in causa, lo faranno?

Ci crediamo poco. Il rischio è che tutto finisca a tarallucci e vino. Si troveranno mille giustificazioni, tante scappatoie e soprattutto molta generosa indulgenza. Se così sarà, allora, come è già avvenuto in passato, la politica nel suo insieme si renderà complice oggi di questa porcheria. Come ieri lo è stato del malaffare e delle ruberie…

E questo Paese cadrà sempre più a pezzi e la sua classe politica continuerà ad essere non credibile e vista, a torto o a ragione, come la sentina di tutti i mali.

Stiamo a vedere. Per ora, cerchiamo di sopportare questo disgustoso senso di nausea che ci assale. E sperare di essere messi, come cittadini-elettori, nella condizione di saper distinguere il grano dal loglio.

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Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte, edita nel 2006, Appunti sul Governo della Città, edita nel 2009, e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso, edita nel 2018, nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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