Monumento ai Caduti… una medaglia per CasaPound?

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Dobbiamo ammetterlo, questa volta i giovani neofascisti cavesi di CasaPound hanno fatto centro. Stiamo parlano della manifestazione, intelligente, civile e provocatoria, organizzata a difesa del Monumento ai Caduti. E della loro successiva e, almeno per noi, orribile proposta di una installazione metallica per impedire che sia preso d’assalto dai giovani, soprattutto durante la movida del fine settimana.

E che hanno fatto centro lo si capisce dalla reazione spropositata dell’Amministrazione comunale che, attraverso un suo autorevole esponente, ha qualificato come un arrogante gesto di scarso rispetto istituzionale quello dei giovani di CasaPound, minacciando addirittura i fulmini e le saette di una denuncia non si sa bene per cosa. In fondo, di cosa si sono resi colpevoli: di aver ripulito le aiuole dai bivacchi serali della movida, che riduce il monumento a panchina-belvedere su piazza Abbro?

E che hanno fatto centro lo si capisce anche dalla reazione del Partito Comunista, che in un comunicato molto arzigogolato sulla vicenda -tradendo il loro disappunto per essersi fatto scippare dai fascisti il “Monumento ai Caduti che a Cava de’ Tirreni è il terreno delle Commemorazioni del 25 Aprile”- hanno qualificato l’azione di CasaPound “un insulto ai morti di tutte le guerre”.

Che questi giovani di CasaPound siano nostalgici del fascismo è indubitabile e per questo non possiamo che considerarci distinti e distanti. Tuttavia, quello che hanno denunciato con il loro gesto provocatorio è una dato di fatto. E’ una sconcezza che un luogo da ritenersi sacro per il suo valore civile, etico, storico e politico, sia in balia dei giovani che forse, purtroppo, nessuno ha mai insegnato loro cosa esso rappresenti. E che questo Monumento meriti rispetto reverenziale per i tanti caduti, giovani anche loro, che nel secolo scorso a decine di migliaia sono stati chiamati a sacrificare la loro vita per la Patria. A volte senza conoscerne, capirne oltre che condividerne le ragioni.

C’è da chiedersi, ma i giovani comunisti finora dov’erano? Non si sono mai accorti di questo scempio che non ha colore politico? E l’Amministrazione comunale che ha fatto al riguardo? Si è scaldata tanto per una manifestazione pacifica e condivisibile, ma è rimasta finora sorda, indifferente ed inerte nel contrastare una simile bruttura con azioni esemplari. E il Comando dei Vigili Urbani si è mai reso conto di questa sconcezza e, in caso affermativo, ha mai avvertito l’esigenza di fare qualcosa per scoraggiare efficacemente questa prassi così incivile e deplorevole?

E non si obietti che gli uomini della Polizia Municipale sono in numero limitato. Basterebbero, come dovrebbe essere anche per contrastare altri fenomeni, delle azioni mirate ed esemplari di vigilanza e repressione. Senza contare poi che vorremmo sapere di chi è la responsabilità del passaggio di vigili urbani al ruolo impiegatizio, con il risultato di sguarnire ancor più un Comando che può contare su pochi uomini rispetto alle esigenze della città.

E non si eccepisca che tanto l’Amministrazione comunale quanto il Comando della Polizia Municipale hanno ben altro di più importante e grave cui attendere per il bene dei cittadini metelliani. Magari fosse così! Il problema è che con il benaltrismo questo nostro Paese, non solo la nostra città, lo stiamo mandando allo sfascio, sempre più negli inferi dell’inefficienza, della superficialità, dell’immobilismo.

La verità, e lo ripetiamo ancora una volta, è che la nostra è una città abbandonata a se stessa. C’è un’assenza diffusa di autorevolezza. Tutto si lascia correre, salvo poi destarsi dal sonno, o dall’incubo, ogni tanto. Panta rei, sosteneva Eraclito. Il nostro, però, è un bruttissimo, un pessimo Panta rei.

In conclusione, altro che denuncia. I giovani di CasaPound per questa vicenda andrebbero ringraziati e, se non fossero dei fascisti, non avremmo avuto remora alcuna nel proporli per una medaglia di riconoscimento.

In ultimo, al sindaco Servalli chiediamo di assumere le dovute iniziative per garantire il rispetto del Monumento ai Caduti senza, però, recintarlo come propone CasaPound. Sarebbe un obbrobrio e una pessima soluzione per una piazza già brutta di suo, ma soprattutto una resa senza condizioni. E così il Monumento ai Caduti si trasformerebbe, come per un malefico incanto, in un altare votivo all’inciviltà, all’ignoranza, all’incuria. E all’incapacità.

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Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte, edita nel 2006, Appunti sul Governo della Città, edita nel 2009, e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso, edita nel 2018, nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

1 commento

  1. I monumenti ai caduti, con tutto il rispetto dei milioni di ragazzi morti per guerre volute dai potenti, sono un retaggio ottocentesco. Un contentino che il potere erigeva per ricordare quelli che erano morti per guerre assurde. Negli USA abbattono le statue di Colombo che rappresenta il genocidio dei nativi americani. Noi potremmo almeno interrogarci sul senso dei monumenti ai caduti. Tanti ragazzi sul monumento per me non significa mancanza di rispetto, ma la vita che vince sulla morte.

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