L’insostenibile disorganizzazione della sanità cavese

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“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

Così recita l’articolo 32 della Costituzione Italiana, secondo cui lo Stato è obbligato a fornire ogni servizio ritenuto essenziale e indispensabile alla tutela della salute, assegnando le risorse necessarie senza alcuna limitazione.

Doverosa premessa per ripetere che “siamo alle solite” quando ci si reca agli sportelli dell’ASL di Cava de’ Tirreni, la cui foto a corredo scattata ieri mattina dà il polso dell’inesauribile pazienza dei poveri utenti, che cercano non tanto il loro dovuto servizio sanitario bensì uno straccio di informazione, anch’essa soggetta a ore di file interminabili.

C’è anche qualcuno che si esaspera, come una delle donne  nella foto, che spazientita e dopo aver inoltrato invano decine di mail e effettuato telefonate si era decisa a recarsi presso gli uffici cavesi.

Non siamo più un Paese che sostiene i propri cittadini e già questo è un fatto malato. La sanità italiana a causa dei troppi sprechi, consulenze, ruberie e bilanci taroccati negli ultimi anni non ha certo brillato di luce propria. Ma a volte le cose peggiorano a causa della negligenza o superficialità del personale sanitario.

Da Nord a Sud dello stivale funziona così. Se però succede nell’amena cittadina metelliana la cosa viene giustificata con l’immobilismo di un semplice “cosa possiamo fare”?

È una battaglia continua che forse mai arriverà a una fine. Lo sa la citata signora, che aveva minacciato di chiamare i carabinieri, assieme ai ‘poveracci’ che erano in fila da ben 2 ore per raccontare la loro storia di bisogni urgenti in un momento emergenziale come questo.

Ma sembra proprio che di questi bisogni urgenti nessuno se ne frega, adducendo come scusante il Covid. Ormai tutto è causa del Covid.

L’economia va in frantumi? È il Covid. La giustizia è bloccata? È il Covid. I malati terminali non possono fare le terapie e muoiono? È il Covid.

Nasce in noi tuttavia un quesito: ma davvero proprio è tutta colpa di quel virus che ha avuto la capacità globale di immobilizzare un intero pianeta o anche delle solite ormai endemiche lungaggini burocratiche?

Lasceremo la risposta ai posteri, a quei giovani che, come noi della vecchia generazione studiammo la nota crisi americana del ’29, loro affronteranno i fatti (e misfatti) di questa pandemia che, ancora una volta, ha evidenziato nella modalità gigantografica l’inefficienza e la disorganizzazione del genere umano.

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Saggista e musicologo, è laureato in “Sociologia delle Comunicazioni di Massa”. Tra i suoi libri ricordiamo: Il Canto Nero (Milano, 1982), Trecento anni di jazz (Milano, 1986), Jazz moderno (Milano, 1990), Vesuwiev Jazz (Napoli, 1999), Il popolo del samba (Roma, 2005), Ragtime, Jazz & dintorni (Milano, 2007), prefato da Amiri Baraka, Una storia sociale del jazz (Milano 2014), prefato da Zygmunt Bauman, Saudade Bossa Nova (Firenze, 2017). Per i “Saggi Marsilio” ha pubblicato l’unica Storia del ragtime, in due edizioni (Venezia, 1984 e 1989) edita in Italia e in Europa. Ha scritto monografie: due su Frank Sinatra (Venezia, 1991) e The Voice – Vita e italianità di Frank Sinatra (Roma, 2011), e su Vinicio Capossela (Milano, 1993), Francesco Guccini (Milano, 1993), Louis Armstrong (Napoli, 1997), un paio di questi col contributo amichevole di Renzo Arbore e Gianni Minà. Collabora con la RAI, per la cui struttura radiofonica ha condotto diverse trasmissioni musicali, e per La Storia siamo noi ha contribuito allo special su Louis Armstrong. Tiene periodicamente stage su Civiltà Musicale Afroamericana oltre a collaborare con la Fondazione Treccani per le voci afroamericane. Tra i vari riconoscimenti ha vinto un Premio Nazionale Ministeriale di Giornalismo, ed è risultato tra i finalisti del Premio letterario Calvino per l’inedito. Per la narrativa ha pubblicato un romanzo breve per ragazzi dal titolo Easy Street Story, (Npoli, 2007), la raccolta di racconti È troppo tardi per scappare (Napoli, 2013), il romanzo epistolare Caro Giancarlo – Epistolario mensile per un amico ammazzato, (Terracina, 2014), che gli è valso il Premio ‘Giancarlo Siani’ 2014. È il direttore artistico del Festival Italiano di Ragtime e il suo sito è www.gildodestefano.it.

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