scritto da Pasquale Petrillo - 23 Maggio 2026 10:29

Cava de’ Tirreni, una croce sulla scheda… un peso sul futuro

Domani si vota: tra disillusione e responsabilità, scegliere resta un dovere verso la città e verso noi stessi

Pochi giorni fa un vecchio amico mi ha inviato un’immagine di Fernandel nei celebri panni di don Camillo. La frase riportata era semplice quanto efficace: «Fate attenzione a dove mettete la croce… perché poi bisogna portarla».

Un monito ironico, ma profondamente vero. Votare non è un gesto automatico né una formalità. Scegliere a chi affidare il governo della città significa assumersi una responsabilità che riguarda il presente, ma soprattutto il futuro della comunità.

Domani saremo chiamati alle urne per eleggere i nuovi amministratori della nostra città. E, francamente, era tempo che si chiudesse una stagione politica che, sotto il profilo amministrativo e contabile, ha lasciato dietro di sé più ombre che risultati. Dopo undici anni, si avverte l’esigenza di voltare pagina.

Si chiude anche una campagna elettorale tra le più deboli e opache degli ultimi anni. In molti momenti il confronto politico è apparso povero di contenuti e, talvolta, persino grottesco. Un segnale evidente del progressivo impoverimento del dibattito pubblico e di una politica sempre meno autorevole, spesso incapace di mantenere misura, serietà e visione.

Viene quasi naturale guardare con nostalgia alle campagne elettorali di un tempo: i comizi nelle piazze, le auto con gli altoparlanti, il contatto diretto con la gente e non mediato dai social. Erano altri linguaggi, ma soprattutto un altro modo di vivere la politica.

Eppure, nonostante la disillusione e un’offerta elettorale che forse non entusiasma, rinunciare al voto sarebbe un errore. Comprendere le difficoltà della politica non significa abbandonare il proprio diritto-dovere di scegliere. L’astensione non migliora le cose: lascia semplicemente agli altri la decisione sul nostro futuro.

Per questo domani è importante andare a votare. Farlo con responsabilità, con equilibrio, con consapevolezza. Senza superficialità, senza rabbia, senza rassegnazione.

Perché quella croce sulla scheda dura un attimo. Le sue conseguenze, invece, possono accompagnare una città per molti anni.

Buon voto.

 

 

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Territoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni "Testimone di parte" (2006), "Appunti sul Governo della Città" (2009), "Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso" coautrice Silvia Lamberti (2018), "Il trionfo della mediocrità" (2025), nonché curatore di "Tornare Grandi" (2011) e "Salerno, la Provincia del buongoverno" (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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