Cava de’ Tirreni, una croce sulla scheda… un peso sul futuro
Domani si vota: tra disillusione e responsabilità, scegliere resta un dovere verso la città e verso noi stessi
Pochi giorni fa un vecchio amico mi ha inviato un’immagine di Fernandel nei celebri panni di don Camillo. La frase riportata era semplice quanto efficace: «Fate attenzione a dove mettete la croce… perché poi bisogna portarla».
Un monito ironico, ma profondamente vero. Votare non è un gesto automatico né una formalità. Scegliere a chi affidare il governo della città significa assumersi una responsabilità che riguarda il presente, ma soprattutto il futuro della comunità.
Domani saremo chiamati alle urne per eleggere i nuovi amministratori della nostra città. E, francamente, era tempo che si chiudesse una stagione politica che, sotto il profilo amministrativo e contabile, ha lasciato dietro di sé più ombre che risultati. Dopo undici anni, si avverte l’esigenza di voltare pagina.
Si chiude anche una campagna elettorale tra le più deboli e opache degli ultimi anni. In molti momenti il confronto politico è apparso povero di contenuti e, talvolta, persino grottesco. Un segnale evidente del progressivo impoverimento del dibattito pubblico e di una politica sempre meno autorevole, spesso incapace di mantenere misura, serietà e visione.
Viene quasi naturale guardare con nostalgia alle campagne elettorali di un tempo: i comizi nelle piazze, le auto con gli altoparlanti, il contatto diretto con la gente e non mediato dai social. Erano altri linguaggi, ma soprattutto un altro modo di vivere la politica.
Eppure, nonostante la disillusione e un’offerta elettorale che forse non entusiasma, rinunciare al voto sarebbe un errore. Comprendere le difficoltà della politica non significa abbandonare il proprio diritto-dovere di scegliere. L’astensione non migliora le cose: lascia semplicemente agli altri la decisione sul nostro futuro.
Per questo domani è importante andare a votare. Farlo con responsabilità, con equilibrio, con consapevolezza. Senza superficialità, senza rabbia, senza rassegnazione.
Perché quella croce sulla scheda dura un attimo. Le sue conseguenze, invece, possono accompagnare una città per molti anni.
Buon voto.







Bellissimo poster di Don Camillo………. Pasquale sei un genio!!!!!!;