scritto da Pasquale Petrillo - 20 Maggio 2026 17:08

Cava de’ Tirreni, impresentabili o innocenti fino a sentenza? Il garantismo non può valere a giorni alterni

La vicenda dei due candidati cavesi segnalati dalla Commissione parlamentare Antimafia riaccende una campagna elettorale finora spenta. Ma un rinvio a giudizio non è una condanna. La politica può e deve essere giudicata, senza però anticipare le sentenze

Una campagna elettorale finora piatta e poco coinvolgente ha rischiato di incendiarsi nelle ultime ore dopo la notizia dei due candidati cavesi considerati “impresentabili” dalla Commissione parlamentare Antimafia.

È bene però chiarire subito un punto: i due candidati non sono stati condannati. Sono rinviati a giudizio e, dunque, in attesa di un processo. Vale ancora, almeno in uno Stato di diritto, il principio della presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva.

Di uno dei due candidati si conosce appena il nome. E a quanto pare si è già ritirato dalla competizione. L’altra è una consigliera comunale uscente del Pd che, come già riportato dal nostro giornale clicca qui per leggere, ha scelto di rinunciare alla prescrizione per affrontare il processo e ottenere una piena assoluzione “per non aver commesso il fatto”. Una decisione che, al di là delle opinioni politiche, merita almeno di essere registrata con correttezza.

Le valutazioni politiche restano ovviamente legittime. D’altronde, da sempre abbiamo criticato con durezza l’amministrazione Servalli, che continuiamo a ritenere una delle peggiori esperienze amministrative vissute dalla città, al netto delle narrazioni autocelebrative del sindaco. Ma una critica politica, anche aspra, è altra cosa rispetto alle vicende giudiziarie.

Su questo il principio dovrebbe essere semplice: le sentenze le emettono i giudici, non il dibattito pubblico, né tantomeno il tribunale mediatico. Anticipare condanne prima di una decisione definitiva significa scivolare nel giustizialismo.

Il garantismo, se è un valore, deve esserlo sempre. Non può essere applicato a convenienza o in base all’appartenenza politica. Per questo continuiamo a ritenere che le inchieste vadano rispettate, ma che i processi debbano svolgersi nelle aule di tribunale e non nelle campagne elettorali. E questo vale soprattutto per chi si riempie la bocca di parole magiche come solidarietà, etica, legalità.

Gli elettori hanno il diritto di giudicare candidati e amministratori nel loro complesso. Per ciò che hanno fatto, per la loro capacità amministrativa, per la loro credibilità politica e personale. E, a voler essere sinceri, nella competizione in corso non mancano figure “impresentabili” nel senso più politico del termine. Persone cioè che hanno dimostrato limiti evidenti nella gestione della cosa pubblica, pur senza alcuna contestazione giudiziaria. Altri, invece, impresentabili in quanto improponibili e improbabili come amministratori di una città.

Eppure, su questo, nessuna commissione si pronuncia. Lo dovremo fare noi elettori. Questa è la democrazia.

Chiudiamo quindi qui la vicenda degli “impresentabili” con due ultime considerazioni.

La prima. Questa campagna elettorale continua a non entusiasmare, ma almeno finora ha evitato di trasformarsi in una guerra fatta solo di colpi bassi e delegittimazioni personali per nascondere il vuoto politico che pure emerge in più di uno schieramento.

La seconda. Vale la pena ricordare oggi più che mai una celebre frase di Pietro Nenni: «Gareggiando a fare i puri, troverai sempre uno più puro che ti epura».

Meno oltranzismo e più equilibrio restano una buona regola di civiltà, soprattutto quando si parla di giustizia ed etica pubblica.

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Territoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni "Testimone di parte" (2006), "Appunti sul Governo della Città" (2009), "Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso" coautrice Silvia Lamberti (2018), "Il trionfo della mediocrità" (2025), nonché curatore di "Tornare Grandi" (2011) e "Salerno, la Provincia del buongoverno" (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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