Cava, furti e allarme sicurezza: ma il ministro Salvini cosa ne pensa?

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foto tratta dal profilo Fb

Nella giornata di ieri abbiamo letto che Prefetto e Questore di Salerno, a margine di un evento conviviale, hanno dichiarato, stando a quanto scrive un quotidiano salernitano, che a Cava sul tema dei furti nelle abitazioni c’è troppo allarmismo.

Sarà.

Poche ore dopo, in questa notte tra sabato e domenica, c’è stato l’ennesimo furto in un’abitazione cavese, ultimo di una escalation per ora senza fine. Questa volta l’evento criminoso non si è verificato in una delle frazioni metelliane, ma in una palazzina di Viale degli Aceri, in pratica, nel centro cittadino. A dimostrazione di come questi malviventi non si fermano davanti a nulla, entrano di notte, ma in qualche caso anche appena all’imbrunire se non di giorno, come gatti negli appartamenti, incuranti della presenza dei suoi occupanti.

Inutile dire che i cittadini cavesi vivono  nel timore di trovarsi i ladri in casa. Di essere derubati, ma anche che possa accadere qualcosa di peggio.

Sta di fatto che, nonostante il caldo, in molti di notte si tappano in casa per cercare in qualche modo di difendersi dalle incursioni di questi malviventi tanto sfrontati quanto spavaldi. E ci si sveglia di soprassalto per il minimo rumore sospetto durante la notte.

Questo è. Psicosi? Eccesso di timori? Errata percezione della realtà? Sarebbe così se non ci fosse questa drammatica e devastante sequela di furti o tentativi di furti sventati in qualche modo, che da mesi sta sconvolgendo la quiete di una città che, in genere, a questi ed altri fenomeni malavitosi non era affatto avvezza.

Poi, magari Prefetto e Questore avranno ragione nel ritenere che ci sia molto allarmismo. Dalla loro, hanno competenza ed esperienza. Quello che manca proprio a noi, ai cittadini metelliani in genere.

Certo è, però, che in una città di poco più di cinquanta mila abitanti non può essere considerata una normalità, qualcosa di ordinario, un numero di furti così elevato in poco tempo e con una sistematicità e periodicità a dir poco preoccupante e disarmante.

Viene da chiedersi, con tutto il dovuto rispetto per il Prefetto e il Questore, se quando parliamo di sicurezza intendiamo la stessa cosa, noi comuni mortali e loro Autorità?

Questo dubbio, ci sia consentito, noi ce l’abbiamo ed è legittimo.

E ci piacerebbe, sempre come comuni cittadini, sapere cosa pensa in proposito il ministro Salvini, che della sicurezza ha fatto il suo cavallo di battaglia. Se pure lui pensasse che stiamo esagerando nel preoccuparci e nell’avere paura di questo fenomeno che sta colpendo Cava, allora dovremmo riconsiderare parecchie cose e ritenere che abbiamo sbagliato Ministro dell’Interno.

Sì, perché, senza per questo voler fare polemiche o essere tacciati di non essere per il rispetto della legge, non si può pensare per davvero che attentino alla nostra sicurezza una cinquantina di disgraziati sulla SeaWatch o di qualche altra imbarcazione Ong. Più che di donne incinte e bambini denutriti e spaventati, nella nostra città abbiamo paura di questi delinquenti che ci entrano in casa con inquietante destrezza.

E’ questo che noi consideriamo un attentato alla sicurezza. E’ questo che ci fa vivere con disagio e agitazione. E se in questo esageriamo, ma è più forte di noi, come cittadini sinceramente ce ne scusiamo. Ma chi chiederà scusa ai derubati o a quelli che potranno essere derubati in un prossimo futuro? Il ministro Salvini? O chi per lui?

Un’ultima annotazione. Non siamo esperti del settore, ma proprio da profani una domanda ce la poniamo: possibile mai che finora non ci sia stata un’attività di intelligence capace di sgominare questa banda o queste bande di malfattori che operano indisturbati nella valle metelliana?

In passato, anche recente, le forze dell’ordine in poco tempo hanno in modo brillante fatto luce su diversi episodi di criminalità avvenuti in città. Questa volta, i tutori dell’ordine, nonostante l’evidente impegno, continuano a brancolare nel buio. Almeno così sembra.

E questo è quello che ci prostra di più.

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Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore di due pubblicazioni, Testimone di parte, edita nel 2006, e Appunti sul Governo della Città, edita nel 2009.

1 commento

  1. 7 luglio 2019 – By Nino Maiorino – Caro Direttore, concordo su tutto tranne che sulla scelta del Ministro dell’Interno: “allora dovremmo riconsiderare parecchie cose e ritenere che abbiamo sbagliato Ministro dell’Interno”. Io non l’ho scelto, penso nemmeno tu.
    Una chiosa finale: i neoleghisti metelliani, che fino a qualche settimana fa sembravano volessero promettere mari e monti e osannavano a Salvini e alla sua sicurezza, non ti sembra che osservino uno strano e assordante silenzio?

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