Cava de’ Tirreni, San Cesareo non ha firmato una cambiale in bianco
Da trentacinque anni la frazione attende chiarezza sull'uso dei propri spazi e interventi concreti su strade e rifiuti. Dalla comunità arriva un fermo richiamo all'amministrazione: il mandato dei cittadini non è una delega in bianco
Ci sono problemi che durano qualche mese.
Altri qualche anno.
E poi ci sono problemi che, a San Cesareo, sembrano aver imparato a convivere con le generazioni.
Da oltre trentacinque anni, quattro piazzole aspettano ancora di conoscere il proprio destino.
Nel corso del tempo la comunità ha sollevato verbalmente la questione con amministratori e dirigenti comunali, senza ottenere una risposta definitiva.
Eppure la domanda è semplice.
Quelle aree sono comunali oppure appartengono a privati?
Se sono comunali, perché in tutti questi anni non sono state destinate a quel verde pubblico che la comunità aspettava?
Se invece appartengono a privati, a quale titolo sono stati utilizzati fondi pubblici per la loro pulizia?
Per anni, persino la manutenzione ordinaria è sembrata essere venuta meno, fino a trasformare quelle aree in una sorta di discarica a cielo aperto.
Recentemente una pulizia, peraltro parziale, è stata finalmente effettuata.
Poi, dopo appena due giorni, sono comparsi nuovamente materiali di risulta provenienti da cantieri.
E allora una domanda diventa inevitabile: a cosa serve pulire se non si interviene sulle cause che permettono al problema di ripresentarsi?
Ma le piazzole non sono l’unico problema.
Basta percorrere le strade della frazione per rendersi conto dello stato del manto stradale. Rattoppi, pavimentazione deteriorata, strettoie, marciapiedi insufficienti o inesistenti e una manutenzione che, secondo molti residenti, non sembra essere all’altezza delle necessità.
Anche la raccolta dei rifiuti continua a suscitare malumori.
Naturalmente esistono comportamenti incivili e chi abbandona i rifiuti deve assumersi le proprie responsabilità. Ma non può diventare questa la risposta a ogni problema.
Un servizio pubblico deve essere valutato anche per come funziona, non soltanto per come si comportano gli utenti.
E poi c’è una questione ancora più importante: gli spazi della comunità.
Con la realizzazione del parco è prevista un’area attrezzata destinata al verde pubblico. È dunque legittimo chiedersi quale ruolo sia stato pensato per San Cesareo nella programmazione degli spazi destinati alla socialità.
Le altre frazioni dispongono di aree e strutture utilizzabili per finalità sociali.
Perché San Cesareo dovrebbe essere diversa?
Non stiamo chiedendo privilegi.
Stiamo chiedendo attenzione.
E soprattutto stiamo chiedendo di sapere quale progetto questa amministrazione abbia per la nostra frazione. Perché rivolgersi alla coalizione che oggi governa la città non significa fare una guerra politica.
Significa ricordare una cosa molto semplice: noi cittadini non abbiamo firmato una cambiale in bianco.
Abbiamo affidato a chi amministra un mandato. Ma il mandato non cancella il diritto dei cittadini di chiedere conto delle decisioni, dei ritardi e delle priorità.
Per questo, dopo tanti anni di parole, questa volta vorremmo qualcosa di diverso. Risposte chiare. Pubbliche. Documentate. Non soltanto sulle quattro piazzole, ma sul futuro di San Cesareo. Perché una comunità che da oltre trentacinque anni aspetta di conoscere il destino dei propri spazi pubblici ha tutto il diritto di chiedere: quanto ancora dobbiamo aspettare?
E forse la domanda più importante è un’altra: San Cesareo deve continuare semplicemente ad aspettare, oppure è arrivato il momento che qualcuno ci dica quale futuro ha immaginato per questa comunità?













