Cava de’ Tirreni, la Disfida… il giorno dopo

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foto Angelo Tortorella

Ieri sera sono stato al campo sportivo per assistere alla disfida tra i gruppi dei trombonieri che ad oggi gareggiano tra loro.

Notavo non solo lo stadio pieno, pienissimo, ma che per il 90% il pubblico era composto da giovani! Un dato che dovrebbe mettere in moto una riflessione seria e una progettualità concreta per incanalare queste grandissime energie e la passione che i vari gruppi muovono.

Qualche idea: perché non sedersi intorno ad un tavolo e programmare eventi per un intero anno? Si potrebbe affidare a un gruppo l’animazione della città per un mese; si potrebbe riprendere l’idea del sindaco Galdi di far sparare ogni giorno un colpo di pistone a mezzogiorno davanti al Comune; si potrebbero raccogliere le idee di ogni singolo gruppo e metterle insieme e spalmarle su ogni fine settimana…

Insomma, il concetto è questo: più eventi si creano più persone vengono a Cava, più soldi girano per Cava, più opportunità di lavoro si creano per tutti i cavesi. Ma quando si avrà il coraggio di sedersi tutti, ma proprio tutti, intorno ad un tavolo e lavorare insieme?

Sono convinto che “passato il santo, passata la festa”, come si sul dire… Ma rendere Cava città del folklore richiede confronto, progettazione, capacità organizzativa.

E non diamo la colpa alla politica di turno: la realtà è che chissà per quale ragione (lo dico ingenuamente) non si aprono gli occhi e non ci si rende conto delle tante possibilità che abbiamo e che non sfruttiamo, unicamente per la nostra mentalità provinciale!

Tra i miei alunni ho ragazzi di diverse squadre: ho fatto il tifo per tutti: quando li ho visti sfilare orgogliosi nelle loro divise (e qualcuno mi ha anche salutato) ho pensato che ieri sera ha vinto tutta la città di Cava… e non è poco.

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