Napoli, “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”: la mostra del MANN chiude con 150mila presenze

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20mila ingressi ad agosto: esaurita la capienza quotidiana prevista per l’emergenza Coronavirus

“150mila persone. Thalassa è la dimostrazione della centralità del tema del Mediterraneo, dal mondo antico sino ai giorni nostri. E’  il primo passo per candidare il MANN a punto di riferimento culturale degli Istituti similari che affacciano sul Mare Nostrum, a partire da Palazzo Reale di Palermo, in cui si allestirà,  dal prossimo 16 settembre, la mostra Terracqueo, che, diversa nel titolo, condivide la stessa visione del Mediterraneo”.

Così il Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Paolo Giulierini, commenta la conclusione dell’exhibit “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”: in programma al MANN dallo scorso dicembre sino ad oggi, la mostra non soltanto ha rappresentato una vera e propria summa di tesori scoperti grazie alle ricerche dell’archeologia subacquea, ma ha permesso di fare squadra, a livello scientifico e programmatico, tra le istituzioni pubbliche e private che valorizzano la cultura del Mediterraneo.

150mila visitatori nell’arco di otto mesi, segnati anche dal doloroso lockdown per l’emergenza Coronavirus: 20mila presenze ad agosto, periodo in cui il Museo ha avuto il tutto esaurito quotidiano nell’ambito degli ingressi contingentati per le misure anti-Covid.

E, restando sui numeri, 400 opere per narrare la cultura antica, che, proprio grazie al mare, trovò molteplici e cangianti forme di integrazione: tra i capolavori di “Thalassa”, sarà l’Atlante Farnese ad essere trait d’union con la mostra “Terracqueo”, che avrà come simbolo la splendida scultura marmorea del MANN.

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