Museo Filangieri, un gioiello d’arte e cultura dedicato al grande filosofo e giurista napoletano

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Illuminista carismatico, Gaetano Filangieri ispirò a Benjamin Franklin il “diritto alla ricerca della felicità” inserito nella Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America

La scoperta di un piccolo gioiello, custodito nel palazzo situato nella piccola piazzetta che reca il suo nome.

Un palazzo che scopri essere stato smontato e rimontato, pezzo per pezzo, per rendere più ampia la strada.

Un palazzo che custodisce un sorprendente carteggio che varca l’oceano per arrivare fino agli Stati Uniti. Un palazzo che ti permette di scoprire un legame con la tua città e le tue origini.

Ma andiamo con ordine.

L’edificio in questione ospita oggi il museo Filangieri, dedicato alla figura di Gaetano Filangieri senior e al suo pensiero filosofico.

Varcando quella soglia si scopre l’antica biblioteca che espone in questi giorni, per la prima volta, il prezioso carteggio tra il filosofo giurista napoletano e Benjamin Franklin. Illuminista carismatico, Filangieri ebbe una stretta corrispondenza con i più grandi filosofi, intellettuali e politici europei ed americani del suo tempo, arrivando ad ispirare in Benjamin Franklin l’esigenza del “diritto alla ricerca della felicità” come diritto inalienabile di tutti gli uomini, inserito nella Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America.

Nell’ambito della XXV edizione del Maggio dei Monumenti 2019 a cura dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli dal titolo Il diritto alla felicità_Filangieri e il ‘700 dei Lumi, il Museo Filangieri apre al pubblico le sue meraviglie, tutte da scoprire, già nell’atrio dove si viene subito rapiti dai quadri che sono presenti in maniera sovrabbondante e che recano la firma tra gli altri di Ribeira

La prima piacevole scoperta è la sala dedicata a Carlo Filangieri, figlio di Gaetano senior, illustre militare, tra i più in vista del Regno Napoletano: fu insignito dell’onorevole titolo di Cavaliere dell’Ordine di San Gennaro, mostrando uno strettissimo legame con la Deputazione che da secoli amministra e conserva il Tesoro di San Gennaro. Si diceva del legame con la città Cava de’ Tirreni, qui nacque Carlo, come ricorda la targa in marmo posizionata vicino al busto realizzato da Tino Angelini.

Poi si accede al piano superiore attraverso una scala a chiocciola che ha tutto l’aspetto di condurre ad un castello medioevale, qui si possono ammirare elmi, spade, armature.

Lo stupore ha il sopravvento quando si accede alla sontuosa sala Agata che ospita la pinacoteca, e si resta abbagliati più che dalla luce proveniente dall’ampio lucernaio in ferro e vetro, dalla sequenza di quadri che ornano le pareti sino al soffitto. Il pavimento maiolicato, riproduce lo stemma dei Filangieri, la cui direzione artistica fu curata da Filippo Palizzi, di cui si ammira un ritratto entrando nella sala.

La galleria contiene opere pittoriche, dal XVII al XIX secolo, di grandi maestri europei tra cui si annoverano: Heckart, Fuger, Luca Giordano, Solimena, Andrea Vaccaro e Jusepe de Ribera.

Senza trascurare il passetto in legno che permette l’accesso al passaggio pensile che consente di raggiungere la biblioteca e dove trovano posto altri dipinti, porcellane di fattura di Capodimonte, ma anche di provenienza francese, tedesca, cinese, inglese.

La visita è resa piacevole dall’accoglienza del personale che non manca di informare il visitatore di questa o quella chicca da scoprire, con gentilezza e soprattutto grande orgoglio verso questa istituzione culturale.

La vera scoperta è la biblioteca del principe e soprattutto la corrispondenza con Benjamin Franklin, conservata nell’Archivio del Museo Filangieri di Napoli. Fu grazie alla mediazione di Luigi Pio, amico di Filangieri e segretario di Legazione a Parigi per il Regno delle Due Sicilie a partire dal marzo 1781, che la corrispondenza iniziò.

Luigi Pio parlò a Franklin dei primi due volumi della Scienza della Legislazione, suggerendo all’americano la lettura dei testi. Fu lo stesso Luigi Pio a trasmettere a Filangieri gli scritti di Franklin e fu sempre attraverso il suo tramite che Franklin inviò le sue missive a Filangieri.

Secondo Filangieri uno Stato costruito su leggi che si fondano e che tutelano la Libertà è impossibilitato a degenerare nell’abominevole e aberrato Sistema Feudale, ed è invece destinato a prosperare grazie all’armonico equilibrio delle sue parti.

Filangieri individua varie forme di Libertà: la Libertà Naturale, Personale, Economica, Civile e Politica.

Solo grazie alla presenza di tali libertà sarà possibile per i popoli ottenere la felicità. E aggiungiamo noi la libertà culturale, di poter ammirare tanta bellezza.

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Sono un giornalista e mi occupo di comunicazione pubblica in un Piano sociale di Zona. Amo leggere, sono appassionata del mare e nei miei consumi culturali ci sono il cinema, la musica e i beni artistici. Sono il presidente dell’Associazione Comunicazione&Territorio che pubblica Ulisse on line e organizza da undici edizioni la rassegna letteraria Premio Com&Te, che rappresenta, tra l'altro, un momento di confronto tra giovani studenti e scrittori del panorama letterario italiano. Ho collaborato per molti anni con testate giornalistiche a diffusione locale e regionale, quali Confronto, l’Opinione, il Giornale di Napoli, Il Mattino, il Corriere del Mezzogiorno, e curato uffici stampa ed attività di comunicazione pubblica ed istituzionale presso comuni, aziende pubbliche ed il Conservatorio statale Martucci di Salerno. Ho insegnato teoria e tecnica della comunicazione presso alcuni istituti superiori della provincia di Salerno. Seguo con grande attenzione le evoluzioni della comunicazione pubblica in Italia ed in particolare il gruppo dell’Associazione #PASocial. Credo che la Pubblica amministrazione debba stare là dove sta il cittadino e quindi anche utilizzare, con la dovuta accortezza, i canali social.

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