Le ambiguità di Futuro Nazionale
Il programma di Vannacci mescola tradizionalismo e contraddizioni, tra rifiuto della spesa militare e richiami a un’Italia passata. Resta da capire quale peso avrà davvero nelle future dinamiche di governo
Fanno discutere le proposte del programma elettorale di Futuro Nazionale, il partito del generale Vannacci. Nulla di davvero eclatante, a dire il vero. Questo non significa che siano condivisibili, tutt’altro. Non sorprende la contrarietà ad aborto ed eutanasia: obiettivi legittimi in democrazia, certo, ma segnano un evidente ritorno a un’Italia che non esiste più e che sarebbe inutile, oltre che dannoso, provare a rievocare. C’è poi il rifiuto dell’aumento della spesa militare al 5% del PIL richiesto da Nato e Ue. Non è una posizione nuova, ma stride con la proposta di introdurre lezioni di difesa a scuola «per far conoscere ai ragazzi il ruolo delle Forze armate e attirarli verso la carriera militare». Poche idee, e ben confuse. Forse, almeno all’apparenza. Resta da capire se i voti raccolti da FN finiranno “in frigorifero”, come accadeva un tempo con il MSI, o se diventeranno utili per comporre un futuro governo. Non resta che attendere, nella consapevolezza che in politica mai dire mai.





