scritto da Pasquale Petrillo - 23 Agosto 2026 08:56

Conte e la svolta identitaria

L’attacco di Giuseppe Conte alla cultura woke segna una mossa politica mirata a distinguersi dal Pd e a parlare a un elettorato più ampio. Ma rivela anche una contraddizione profonda nella sua identità politica

foto Giovanni Armenante

L’uscita di Giuseppe Conte contro la cultura woke è significativa e apre diverse letture. Serve innanzitutto a marcare la distanza dal Pd, con l’obiettivo di contendere a Elly Schlein la candidatura a premier del campo largo. Allo stesso tempo, schierarsi contro quelle che definisce le degenerazioni del politicamente corretto gli permette di intercettare consensi in aree culturali non propriamente di sinistra. In sintesi, la mossa anti‑woke è astuta: può portare vantaggi elettorali e rafforzare il suo posizionamento politico. Ma rivela anche altro. Conte è spregiudicato, certo, ma mostra la natura di un leader moderato, se non conservatore, distante dalla tradizione culturale della sinistra. L’impressione è quella di un politico catapultato in un ruolo poco coerente con la sua formazione culturale, etica e politica. Se questa lettura è corretta, Conte rischia di diventare l’uomo della contraddizione e, alla lunga, la vera pietra d’inciampo del centrosinistra.

Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Territoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni "Testimone di parte" (2006), "Appunti sul Governo della Città" (2009), "Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso" coautrice Silvia Lamberti (2018), "Il trionfo della mediocrità" (2025), nonché curatore di "Tornare Grandi" (2011) e "Salerno, la Provincia del buongoverno" (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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