scritto da Francesco Angrisani - 25 Agosto 2026 07:59

Rifiuti abbandonati, dal volume ESPER una strategia concreta per i Comuni

Prevenzione, controlli mirati, videosorveglianza, collaborazione tra enti, raccolta puntuale e organizzazione del servizio: sono alcune delle leve da mettere in campo per contrastare un fenomeno che pesa sull’ambiente, sul decoro urbano e sui bilanci delle amministrazioni

L’abbandono dei rifiuti non è soltanto un problema di decoro urbano. Il fenomeno comporta costi per le amministrazioni, degrado del territorio e difficoltà nella gestione ordinaria dei servizi di raccolta. Per affrontarlo in modo efficace occorre però superare la logica dell’intervento occasionale e costruire una strategia strutturata.

È questa una delle indicazioni che emergono dal volume “Strategie ed azioni sinergiche per contrastare l’abbandono dei rifiuti”, pubblicato da ESPER in collaborazione con Zero Waste Italy e Greenaccord, in occasione del ventennale della fondazione della società. La pubblicazione raccoglie esperienze e buone pratiche maturate in diversi territori italiani e propone agli amministratori una serie di strumenti per prevenire e contrastare il fenomeno.

Il documento parte da un presupposto importante: non esiste una soluzione unica. Il contrasto agli abbandoni richiede l’integrazione di più strumenti, calibrati sulle caratteristiche del territorio e sulle modalità con cui il fenomeno si manifesta.

Conoscere il fenomeno prima di intervenire

Uno dei primi passi consiste nella conoscenza puntuale del fenomeno. Non basta sapere che esistono discariche abusive o punti di abbandono: è necessario individuare dove si verificano gli episodi, con quale frequenza, quali tipologie di rifiuti vengono abbandonate e in quali condizioni o momenti il fenomeno tende a ripetersi.

Una mappatura sistematica consente al Comune di individuare le aree maggiormente esposte e di concentrare lì le proprie risorse, evitando di distribuire controlli e strumenti in modo indistinto.

Controlli mirati e tecnologie

Tra le strategie di contrasto assumono un ruolo importante i controlli sul territorio e gli strumenti tecnologici di sorveglianza, da utilizzare in funzione delle caratteristiche delle aree maggiormente interessate dagli abbandoni.

L’obiettivo non dovrebbe essere quello di installare sistemi di videosorveglianza ovunque, ma di impiegarli in modo mirato, integrandoli con l’attività della Polizia Locale e con quella degli altri soggetti coinvolti.

La tecnologia, in questa prospettiva, non sostituisce il controllo del territorio: ne aumenta la capacità di intervento e può contribuire all’individuazione dei responsabili.

Non basta rimuovere i rifiuti

Un altro elemento centrale riguarda il rapporto tra rimozione e prevenzione.

Ripulire sistematicamente un’area senza intervenire sulle cause rischia infatti di creare un ciclo difficilmente sostenibile: abbandono, rimozione, nuovo abbandono.

La rimozione resta necessaria per ripristinare le condizioni di sicurezza e decoro, ma dovrebbe essere accompagnata da interventi di prevenzione, controllo e, quando possibile, identificazione dei responsabili.

Anche il servizio di raccolta può fare la differenza

La responsabilità dell’abbandono non deve essere attribuita automaticamente soltanto al comportamento degli utenti. Occorre verificare anche se il sistema di raccolta renda effettivamente semplice conferire correttamente i rifiuti.

Orari, frequenze, accessibilità dei centri di raccolta, gestione degli ingombranti, modalità di esposizione e servizi dedicati alle attività economiche sono tutti elementi che possono incidere sui comportamenti.

In questo quadro può assumere un ruolo importante anche la raccolta puntuale, cioè un sistema nel quale la tariffa o una parte di essa è collegata, secondo modalità definite dal Comune, alla quantità di rifiuto conferito. L’obiettivo è rendere più evidente il rapporto tra comportamenti individuali e costi del servizio, incentivando la corretta separazione dei materiali e la riduzione del rifiuto residuo.

La raccolta puntuale, tuttavia, non può essere considerata da sola uno strumento di contrasto agli abbandoni. Deve essere inserita in un sistema più ampio, nel quale siano garantiti servizi accessibili, adeguate modalità di conferimento, informazione agli utenti e controlli sulle situazioni maggiormente critiche.

Per un Comune questo significa che il contrasto agli abbandoni deve essere collegato anche alla qualità complessiva del sistema di gestione dei rifiuti, valutando quali modalità di raccolta possano favorire comportamenti corretti e ridurre le occasioni di conferimento irregolare.

Educazione e sanzioni devono procedere insieme

Un’altra componente della strategia riguarda l’informazione e l’educazione ambientale, attraverso il coinvolgimento di cittadini, scuole, attività economiche e associazioni.

L’informazione, tuttavia, non è sufficiente nei casi in cui l’abbandono sia intenzionale. Devono essere presenti anche controlli efficaci e un sistema sanzionatorio concretamente applicabile.

L’approccio più articolato combina quindi informazione, facilitazione del comportamento corretto, controllo e sanzione.

Una responsabilità che coinvolge più soggetti

Per ottenere risultati duraturi è inoltre necessario coordinare le diverse competenze. Comune, Polizia Locale, gestore del servizio di igiene urbana, uffici comunali e altri enti interessati devono poter condividere informazioni, responsabilità e obiettivi.

La stessa impostazione è alla base delle iniziative di approfondimento organizzate attorno al volume, che hanno coinvolto amministrazioni locali, gestori, forze di controllo e soggetti istituzionali. Il confronto tra esperienze diverse permette infatti di individuare soluzioni adattabili alle caratteristiche dei singoli territori.

Misurare i risultati

Per un’amministrazione comunale, la vera sfida è trasformare queste indicazioni in un piano concreto.

Non dovrebbe essere misurata soltanto la quantità di rifiuti rimossi, ma anche l’evoluzione del fenomeno: numero degli abbandoni, siti interessati, costi sostenuti, controlli e accertamenti effettuati, responsabili individuati, sanzioni comminate e andamento delle aree critiche nel tempo.

In questo modo il Comune può verificare quali interventi producono risultati e concentrare progressivamente le risorse sulle misure più efficaci.

Il messaggio che emerge dal volume ESPER è quindi quello di un approccio integrato: contrastare l’abbandono dei rifiuti significa prevenire, controllare e organizzare meglio il servizio e il territorio, senza limitarsi a intervenire dopo che il danno è già avvenuto.

Pubblicato nel dicembre 2025 in occasione del ventennale di ESPER, il volume “Strategie ed azioni sinergiche per contrastare l’abbandono dei rifiuti” costituisce un repertorio di esperienze e strumenti rivolto agli amministratori e agli operatori del settore.

La sfida per i Comuni è ora trasformare queste esperienze in piani territoriali misurabili, con obiettivi, responsabilità, risorse e tempi definiti.

 

 

Fonte: ESPER, Strategie ed azioni sinergiche per contrastare l’abbandono dei rifiuti,
dicembre 2025, pubblicato in collaborazione con Zero Waste Italy e Greenaccord.

Per approfondire strategie, esperienze e strumenti proposti per contrastare l’abbandono dei rifiuti, è possibile consultare il report completo di ESPER: Strategie ed azioni sinergiche per contrastare l’abbandono dei rifiuti

Cavese, dopo la maturità scientifica prosegue gli studi in Economia e Commercio, ma è il mondo del volontariato a segnare in modo decisivo il suo percorso umano. Fin dal 1980 si impegna nell’associazionismo ambientalista, muovendo i primi passi nel M.A.P.A.N. (Movimento Anticaccia Protezione Animali Natura), con cui promuove campagne di sensibilizzazione contro la strage dei cuccioli di foca destinati all’industria delle pellicce. Il suo impegno civile si amplia con iniziative di respiro internazionale, tra cui la raccolta firme a sostegno della candidatura di Nelson Mandela al Premio Nobel per la Pace. Per quasi un decennio dedica tempo ed energie alla tutela dei cani abbandonati, collaborando con un ricovero situato tra Vietri sul Mare e Molina, occupandosi dell’assistenza agli animali e della sensibilizzazione sul tema del randagismo. Parallelamente porta avanti un percorso politico locale, diventando consigliere della Prima Circoscrizione di Cava de’ Tirreni nella Lista Verde Alternativa, con un’attenzione particolare alla tutela ambientale e alla partecipazione civica. La sua vocazione per uno stile di vita sostenibile si traduce anche in un progetto imprenditoriale: è cofondatore de L’Orto Biologico, negozio specializzato in alimenti biologici che da quasi quarant’anni promuove un’alimentazione sana, il consumo consapevole e il rispetto dell’ambiente.

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