Stravaganze, la casa che gira

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Confessiamo che non avevamo mai sentito parlare di case che girano, lo abbiamo appreso grazie ad uno dei tanti programmi di intrattenimento con i quali la Tv sta riempendo i tempi morti di questa calda estate.

Incuriositi siamo andati ad approfondire l’argomento, in verità la Tv indicava una casa che gira realizzata in Italia, in provincia di Cuneo, precisamente a Barge, di proprietà di Michele Beltramone, un ottantunenne che l’ha progettata e costruita circa trent’anni fa.

Una storia strana e in parte entusiasmante, derivante dalla volontà del proprietario-costruttore di realizzare qualcosa di particolare.

La cosa incredibile è che il proprietario è un idraulico in pensione, ed ha solo la quinta elementare.

La “casa che gira” sembra un incrocio tra un fungo e un’astronave; il costruttore era proprietario di uno sperone roccioso dal quale si gode una bella vista sul paese e su tutta la pianura fino a Torino e alle Langhe, una estensione di vigneti e altro a vista d’occhio, nella quale crescono anche funghi e tartufi, pregiati quelli di Alba.

Beltramone ne parlò con un amico geometra il quale, dopo aver bevuto qualche bicchiere del buon vino locale, gli fece notare che quel territorio era anche conosciuto per funghi e tartufi, per cui la casa avrebbe dovuto avere quella forma.

Ma inizialmente non si era parlato di una casa girevole, l’appetito venne mangiando: perché non farla girare su sé stessa? chiese Beltramone.

La cosa coinvolse il tecnico, inizialmente scettico, ma per il progetto passarono due anni.

Frattanto Beltramone incominciò ad appassionarsi all’idea e ad ipotizzare gli ambienti, la disposizione delle stanze, e tutto il resto. E più ci pensava, più si appassionava.

Il risultato è che i lavori iniziarono nel 1983, terminarono, si fa per dire, tre anni dopo, ma il proprietario ha dichiarato che con una casa così i lavori non si concludono mai, c’è sempre il cantiere aperto.

Ma come fa una casa a girare su sé stessa a 360 gradi?

Gli ingranaggi e il motore sono stati ideati dal Beltramone; il motore, 2 cavalli, è alimentato elettricamente, consuma come una vecchia lampadina da 100 candele, permette alla casa di girare su sé stessa in 56 minuti alla velocità massima, ma alla velocità minima ci impiega 24 ore. Ovviamente la rotazione può essere fermata a piacimento dell’utilizzatore.

Il tetto della casa è una cupola di acciaio inox, al di sotto il geniale ideatore ha piazzato putrelle e tiranti che costituiscono la struttura della casa e le garantiscono la solidità.

Il cuore del meccanismo è sottoterra, dove il proprietario conserva anche salami e bottiglie di vino; è l’unica parte della costruzione che non ruota, ed è lì che c’è un enorme cuscinetto composto da 98 sfere, solo questo pesa 30 q.li, ma il peso totale della casa che gira è di 4.mila quintali, il costruttore non ha mai voluto spiegare come lo ha calcolato.

L’altezza dell’edificio è di 8 metri, ha un diametro di 16 metri, ma il piedistallo ha un diametro di 5 metri.

All’interno della casa sono state ricavate 7 stanze, di cui due bagni.

Il Beltramone dichiara di aver ricevuta una offerta di acquisto da parte di un club privato, ma ha rifiutat0, prima perché non saprebbe darle un valore, inoltre sarebbe stato come privarsi di un pezzo della sua vita.

Frattanto si diverte a organizzare cene e feste per gli amici.

E giacché questo singolare personaggio pensa sempre a qualcosa di nuovo, aveva pensato di realizzare una struttura analoga per il suo “riposo eterno”, ma il Comune non glielo ha permesso.

La sua casa che gira andrà ai suoi eredi che decideranno cosa farsene.

Cercando sul web abbiamo scoperto che di case che girano ce ne sono altre, sia in Italia che nel mondo.

Ma il primato della casa che gira non è di Beltramone; tra il 1929 e il 1935 a Mezzavilla di Marcellinese (Verona), l’Arch. Angelo Invernizzi, ne aveva costruita un’altra come casa di villeggiatura per la sua famiglia, chiamata “Villa girasole”.

Il motore di questa grande dimora era alimentato a nafta, all’interno c’era anche un ascensore.

Oggi quella struttura appartiene alla Fondazione Cariverona e ospita un centro di ricerche sulle energie rinnovabili; attualmente la struttura non è aperta al pubblico per lavori di restauro e manutenzione.

Se ne trovano altre in provincia di Parma, a Noceto in provincia di Cuneo e in Sicilia a Barge, provincia di Messina.

Nel mondo esistono altre strutture rotanti, generalmente denominate “Case girasole”, destinate prevalentemente ad attrazioni turistiche, infatti la maggior parte di esse ospita ristoranti, come a Berlino, a Vienna, a Toronto, a New York e in Australia.

Una delle più spettacolari si trova in Australia a Wingham, a 250 chilometri da Sidney. A vederla sembra un po’ un disco volante atterrato chissà da quale pianeta. A pianta ottagonale e realizzata su una piattaforma girevole alimentata da un sistema elettrico, è stata ideata da un ingegnere del suono desideroso di esperienze senza limiti spazio-temporali, Luke Everingham, che con le sonorità era abituato a viaggiare più veloce della luce e così ha pensato bene di costruire una sorta di navicella spaziale, o meglio terrestre per potersi muovere con lo sguardo senza spostarsi. Una navicella naturalmente ecosostenibile perché sfrutta i raggi solari in ogni stagione dell’anno.

L’intero sistema è guidato da un computer che consente alla casa di ruotare di 360 gradi in meno di mezz’ora: schiacci il tasto del telecomando e invece di cambiare programma tv cambi il paesaggio.

Sempre in Australia, alla periferia di Canberra, ne esiste un’altra realizzata, con lo stesso sistema, dallo studio di architettura Dna Architects.

In Europa, progettata nel 1994 dall’architetto tedesco Rolf Disch, c’è “Casa Eliotrope” a Friburgo, nella Foresta Nera: tutta in legno, ha una forma cilindrica e ruota su sé stessa di 2 gradi ogni 10 minuti seguendo il sole.

Ma, al di là della bizzarria di queste costruzioni, le quali comunque destano grande curiosità specialmente in chi è particolarmente sensibile alla genialità di chi ha tali iniziative, personalmente non ci attrae l’idea di vivere in una struttura che, indipendentemente da ogni altra considerazione, rimane estremamente precaria, specialmente in territori ad elevato rischio sismico, come il nostro; già vivere in una casa solida, possibilmente costruita su di una roccia, non ti esime da preoccupazioni, immagina vivere in una struttura di per sé mobile quante ambasce creerebbe, specialmente a noi che abbiamo più volte sperimentata la paura del terremoto.

Perciò concludiamo dicendo: tenetevi le vostre case mobili e rotanti, se noi volessimo stare in una casa mobile preferiremmo vivere in una roulotte.

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