Buona o cattiva giustizia?

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Due notizie giudiziarie. La prima arriva da Bologna, dove la Corte di assise di appello ha assolto perché il fatto non sussiste Daniela Poggiali, 45 anni, ex infermiera imputata per l’omicidio di una sua paziente 78enne all’ospedale di Lugo, in provincia di Ravenna, che in primo grado era stata condannata all’ergastolo in quanto ritenuta colpevole. L’altra arriva da Roma, dove la Cassazione ha revocato la condanna a 10 anni inflitta all’ex numero due del Sisde, il servizio segreto del tempo, Bruno Contrada, accusato di concorso in associazione mafiosa ed assurto al ruolo poco piacevole di eroe in negativo della lotta alla mafia. In precedenza, due anni fa, la Corte Europea dei diritti dell’Uomo aveva condannato il nostro Paese a risarcire il poliziotto, sospeso anche del diritto alla pensione, ritenendo che Contrada non dovesse essere né processato né condannato perché all’epoca dei fatti a lui contestati il reato di concorso in associazione mafiosa non era «chiaro, né prevedibile». La domanda a questo punto viene spontanea, ma funziona la giustizia in Italia? Sì, tutto sommato, semplificando al massimo e in modo assai empirico la questione, soprattutto se i tempi per arrivare alle sentenze fossero ragionevolmente assai più contenuti. (foto Giovanni Armenante)

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Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore delle pubblicazioni Testimone di parte, edita nel 2006, Appunti sul Governo della Città, edita nel 2009, e insieme a Silvia Lamberti Maionese impazzita - Comunicazione pubblica ed istituzionale, istruzioni per l'uso, edita nel 2018, nonché curatore di Tornare Grandi (2011) e Salerno, la Provincia del buongoverno (2013), entrambe edite dall’Amministrazione Provinciale di Salerno.

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