Omaggio alle donne della Costituente: a Roma una mostra celebrativa

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“Le Costituenti nella memoria – storie, luoghi, politiche” è il titolo della mostra che è stata inaugurata  pochi giorni fa a Roma, alla Casa della Memoria, e che sarà allestita sino al 12 gennaio 2018.

Viene raccontata la storia, ma anche i luoghi e il percorso politico delle ventuno donne che sedettero per la prima volta in Parlamento. Nomi che ci dicono poco, soprattutto alle giovani generazioni, ma che svolsero un lavoro fondamentale nell’elaborazione dei principi dei diritti egualitari, soprattutto nei temi del genere femminile.

Ventuno donne provenienti da tutta Italia, da culture ed educazioni diverse, alcune divennero personaggi istituzionali di grande riferimento e rimasero a lungo nelle aule parlamentari, altre tornarono alle proprie occupazioni. Molte erano state  attive antifasciste e protagoniste nella Resistenza e in tutte era presente la volontà democratica di contribuire attivamente alla vita politica. Insieme segnarono una tappa indimenticabile nella storia italiana e, attraverso il loro impegno e le loro capacità, furono protagoniste ai più alti livelli delle istituzioni.

Ventuno donne che vennero elette il 25 giugno 1946, nel Palazzo di Montecitorio, all’Assemblea Costituente su un totale di 556 deputati: 9 della Democrazia cristiana, 9 del Partito comunista, 2 del Partito socialista e una dell’Uomo Qualunque.

Maria Agamben Federici, Adele Bei, Bianca Bianchi, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Maria De Unterrichter Jervolino, Filomena Delli Castelli, Nadia Gallico Spano, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi Cingolani, Leonilde Iotti, Teresa Mattei, Angelina Lina Merlin, Angiola Minella Molinari, Rita Montagnana Togliatti, Maria Nicotra Verzotto, Teresa Noce Longo, Ottavia Penna Buscemi, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, Vittoria Titomanlio.

Sicuramente tra questi nomi spicca quello di Nilde Iotti, prima donna ad essere eletta Presidente della Camera, e Lina Merlin, prima donna ad essere eletta al Senato e ricordata soprattutto per la legga che porta il suo nome con la quale venne abolita la prostituzione legalizzata nel 1958.

C’è anche un po’ di “napoletanità” tra di esse, Maria De Unterrichter Jervolino, infatti, originaria di Trento, sposò il napoletano Angelo Raffaele Jervolino e dalla loro unione nacque Rosa Russo Jervolino (prima donna a capo del Ministero dell’Interno nonché il primo sindaco donna di Napoli). La De Unterrichter fu eletta più volte nella circoscrizione Salerno-Avellino-Benevento e ricoprì la carica di Sottosegretario alla Pubblica Istruzione.

Teresa Mattei, la partigiana Chicchi che ha provato sulla sua pelle la ferocia nazista, fu la più giovane ad essere eletta all’Assemblea Costituente a soli 25 anni, “madre” della mimosa come simbolo dell’8 marzo, la versione definitiva dell’art. 3 della Costituzione sul tema dell’uguaglianza reca la sua firma.

Ma tante altre sarebbero le storie da raccontare, come quella di  Adele Bei, cui il Comune di Roma ha dedicato, insieme ad altre sei donne partigiane,  il percorso ciclopedonale che da Ponte Milvio porta a Castel Giubileo. E ancora, Maria Nicotra Vezzotto, prima donna presidente di una società calcistica (Siracusa Calcio). Maria Agamben Federici, presidente e cofondatrice nel 1944 del Centro Italiano Femminile (CIF).

A 70 anni dalla Costituzione questa mostra intende rendere omaggio alle 21 madri della Repubblica. Le brevi biografie riassumono la loro attività politica, e i loro interventi nelle riunioni dell’Assemblea appaiono ancora oggi particolarmente attuali.

I pannelli espositivi ricordano anche vie, piazze e giardini a loro dedicati in diverse città italiane e fanno parte della più ampia esposizione “Donne e lavoro”, mostra itinerante di Toponomastica femminile volta a valorizzare il ruolo delle donne.

La mostra, a cura della F.I.A.P., dell’A.N.P.I., dell’I.R.S.I.F.A.R., Biblioteche di Roma e dell’Associazione Toponomastica femminile, è promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale – Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Archivia ha collaborato con la Casa della Memoria alla ricerca e alla scansione di materiali d’epoca.  Hanno collaborato anche la Biblioteca di Storia moderna e contemporanea e  per la grafica Mauro Zennaro  di Toponomastica femminile e l’Ufficio Zetema.

CASA DELLA MEMORIA E DELLA STORIA  Via San Francesco di Sales, 5  –  060608 – 06.6876543  Aperta dal lunedì al venerdì, 9.30 – 20,00   www.comune.roma.it/cultura     INGRESSO LIBERO

 

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