Consumi in ripresa, la domanda interna torna a trainare la crescita
Le vendite al dettaglio di marzo segnano un aumento sia in valore sia in volume: per Unimpresa è la conferma che la ripresa dei consumi è reale e sostiene il pil italiano
La ripresa dei consumi rafforza il quadro economico italiano. Dopo il dato positivo sul pil del primo trimestre 2026, anche le vendite al dettaglio registrano un’accelerazione: secondo l’Istat, a marzo il commercio cresce dello 0,8% in valore e dello 0,7% in volume rispetto a febbraio, mentre su base annua l’aumento raggiunge il 3,7% in valore e il 2,1% in volume. Numeri che, secondo il Centro studi di Unimpresa, indicano un miglioramento concreto della domanda interna e una maggiore capacità di spesa delle famiglie.
La crescita non riguarda solo l’effetto prezzi: aumentano infatti anche i volumi acquistati, segnale di consumi reali in espansione. L’incremento interessa sia il comparto alimentare (+4,3% in valore, +1,5% in volume) sia quello non alimentare (+3,3% e +2,7%). Un andamento che si inserisce in un contesto macroeconomico più solido rispetto alle attese formulate a fine 2025.
«I dati Istat confermano che l’economia italiana sta mostrando segnali di vitalità superiori alle previsioni» commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi. «La crescita dei consumi testimonia una maggiore fiducia delle famiglie e una tenuta del potere d’acquisto. Non è solo un effetto prezzi: la domanda interna sta ripartendo e questo è un segnale importante per commercio, pmi e sistema produttivo».
Il Centro studi ricorda che nel primo trimestre il pil è cresciuto dello 0,2% congiunturale e dello 0,7% tendenziale, confermando la resilienza dell’economia nonostante le tensioni geopolitiche. Il rafforzamento delle vendite al dettaglio indica che una parte significativa della crescita deriva proprio dalla domanda interna, tradizionalmente uno dei punti deboli del Paese.
Particolarmente dinamico il commercio elettronico, che segna un +11,2% su base annua, confermando la trasformazione delle abitudini di acquisto. Crescono anche le piccole superfici (+3,1%) e la grande distribuzione (+3,7%), segno di una ripresa diffusa. Tra i beni non alimentari spiccano le dotazioni informatiche e le telecomunicazioni (+8,6%), mentre resta debole il settore calzature e articoli in cuoio (-1,3%), ancora penalizzato dalla frenata della moda.
Nel complesso del primo trimestre 2026, le vendite al dettaglio aumentano dello 0,6% in valore e dello 0,2% in volume, confermando una fase di espansione moderata ma estesa.
In un contesto internazionale segnato da instabilità, tensioni energetiche e incertezze geopolitiche, la tenuta dei consumi interni assume un valore strategico: contribuisce a rafforzare la percezione di stabilità dell’Italia sui mercati finanziari e sostiene investimenti, occupazione e finanza pubblica. (fonte Unimpresa)







