Coronavirus, il presidente De Luca: “Aiutateci ad aiutarvi e vinceremo la battaglia”

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foto tratta da profilo Fb

Nella consueta conferenza stampa settimanale, il governatore Vincenzo De Luca ha fatto il punto della situazione sull’emergenza coronavirus in Campania ed spiegato il perché dei toni alti usati col governo nei giorni passati.

Parlando delle stringenti misure prese e delle polemiche sollevate da chi ha parlato di lesione della libertà, De Luca ha spiegato chiaramente che il contagio può diventare drammatico più di quanto già non sia. “La prima libertà è quella di vivere ed oggi non è garantita ai nostri concittadini. Tante misure sono state prese per garantire questa prima libertà”.

“Abbiamo assunto in anticipo decisioni di rigore prese a livello nazionale 10 giorni dopo. Questo ci ha aiutato altrimenti oggi avremmo il doppio dei contagiati”, ha precisato senza mezze misure De Luca il quale ha poi sottolineato come col passare dei giorni emergeranno comportamenti che tendono a sottovalutare la gravità del problema ed è necessario tenere i nervi saldi fino alla conclusione del cammino.

“Il governo sta facendo un lavoro importante. In Campania abbiamo adottato misure rigorose in anticipo. Sarebbe stato più efficace prenderle da subito ovunque per un effetto più tempestivo e per stressare meno i cittadini. La Regione ha fatto quanto riteneva più utile per la tutela della vita dei cittadini.

Bisogna stringere i denti e avere fiducia. La battaglia non si vincerà a brevissimo, ma sarà vinta. E sarà vinta prima se faremo i sacrifici che ci sono richiesti”.

Il governatore ha poi puntualizzato: “Ho lanciato una richiesta forte al governo per la necessità di forniture. Abbiamo il dovere di dire i problemi quando emergono e il coraggio parlare in tempo utile. Abbiamo alzato i toni per l’emergere di difficoltà pericolose”.

I toni allarmistici sono stati giustificati da De Luca con la necessità assoluta di evitare che l’epidemia esploda anche nel sud perché sarà una tragedia per l’Italia. “Senza imbarazzo abbiamo detto che alcune cose andavano corrette. Oggi c’è il tempo, tra una settimana sarà tardi. Voglio che mi si parli chiaramente, se una cosa al momento non è possibile bisogna che qualcuno ci informi”.

De Luca ha dispiegato il quadro della situazione che era creata in Campania lunedì notte e che lo ha portato a fare quel messaggio forte: il livello di criticità è stato tale che mancavano le mascherine da destinare agli operatori del 118. Non arrivava nulla. “A quel punto – ha continuato a spiegare – abbiamo detto: parliamo chiaro e forte. Ma con spirito collaborativo. Ieri è arrivata per la prima volta una fornitura di tute e visiere. Ringrazio e mi auguro che sia l’inizio di una programmazione delle forniture che sia continua nel tempo e ci dia serenità”.

“Per garantire la fiducia della gente ho bisogno di parlare sempre un linguaggio di verità. A questo impegno io non derogo. Il carico giunto di ieri dura negli ospedali 8 ore. Mi auguro che arrivi un carico di materiale adeguato alle esigenze dei plessi ospedalieri. Mi è stato garantito che arrivavano 225 ventilatori. Avremo spirito di collaborazione, ma ci faremo sentire se il meccanismo si inceppa”.

Il governatore si è poi lanciato in uno dei suoi ormai consueti “show” quando ha fatto vedere le mascherine inviate dalla Protezione Civile: “Servono ai bambini per mascherarsi da Bugs Bunny a Carnevale; io ho scoperto che vanno bene per pulire gli occhiali, ma per darle agli ospedali… lasciamo perdere!”.

Tornando alla situazione, ha concentrato il discorso su quello che ha definito l’obiettivo fondamentale: creare posti necessari in terapia intensiva e avere i posti necessari di degenza per i pazienti che hanno problemi, ma non sono in condizioni tali da richiedere di essere intubati.

“Per settimane non abbiamo avuto reazioni, ma negli ultimi giorni ho visto emergere interventi di sciacallaggio. In Campania ci sono due nemici da combattere: il virus e i ‘porta seccia’, soggetti dotati di poteri oscuri che stanno male quando le cose vanno bene e non ci sono problemi. Il collasso non è arrivato, mi spiace per loro ma il problema è governabile, però devono arrivare le forniture”, ha ribadito ancora una volta.

Il picco dei contagi è atteso per la fine della prima settimana di aprile. “A questo stiamo lavorando, a essere pronti quando avremo più di 3000 contagi. Ce la possiamo fare a condizione che ogni livello faccia la sua parte. Garantisco ai miei concittadini che ce la faremo, al netto delle forniture che aspettiamo. Ci aspettiamo di raggiungere verso il 3/5 aprile il plateau, ovvero la situazione piatta di circa 8 contagi al giorno per poi cominciare a rallentare. Ora dobbiamo essere pronti per lo tsunami che arriverà da qui a 10 giorni. Ma non succederà quello che sta accadendo a Bergamo e a Brescia”, ha garantito De Luca che ha poi terminato la diretta con un messaggio che ha ribadito in maniera forte: “Non possiamo permetterci rilassamenti, né momenti di depressione. Dobbiamo stringere i denti. Andrà bene a condizione che tutti facciano la loro parte. Nessuna angoscia, nessun crollo. La vita è diventata più complicata, ma dobbiamo avere fiducia. Aiutateci ad aiutarvi”.

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