L’Italia tra sicurezza, servizio pubblico e rincari: cosa racconta l’ultimo Radar SWG
Dalla legittima difesa alla qualità del palinsesto Rai, fino alla shrinkflation: l’indagine SWG fotografa un Paese attento, diviso su alcuni temi e molto sensibile ai cambiamenti economici. Cresce la richiesta di tutela, trasparenza e servizi pubblici percepiti come beni collettivi
L’ultima edizione di Radar SWG (20-26 luglio 2026) offre una panoramica nitida delle opinioni degli italiani su tre temi centrali del dibattito pubblico: la legittima difesa, il ruolo della Rai e il fenomeno della shrinkflation. A questi si aggiungono i trend sulla fiducia nelle forze dell’ordine, la preoccupazione per l’aumento dei prezzi e le intenzioni di voto.
Legittima difesa: un Paese diviso, ma contrario al “far west”
Il caso del gioielliere di Grinzane Cavour continua a polarizzare l’opinione pubblica. Sebbene il 36% chieda di estendere la legge sulla legittima difesa, oltre la metà degli intervistati preferisce mantenerla com’è, sottolineando la necessità di evitare reazioni sproporzionate. La frattura politica è evidente: gli elettori di centrodestra tendono a sostenere la non punibilità di chi reagisce a un illecito, mentre nel centrosinistra prevale la difesa dell’attuale impianto normativo. Ampia invece la condivisione su un punto: l’obbligo di risarcire le vittime dell’eccesso colposo è considerato inopportuno da più della metà degli italiani. E quasi la metà vorrebbe criteri più severi per il porto d’armi.
Rai: patrimonio pubblico da rilanciare
La televisione resta un mezzo centrale e la Rai viene percepita come un bene collettivo da tutelare. Quasi 7 italiani su 10 chiedono che la TV pubblica privilegi informazione indipendente, cultura e approfondimento, anche a costo di fare meno ascolti. Tuttavia, più della metà ritiene che la qualità del palinsesto sia peggiorata negli ultimi anni. Le aspettative sono chiare: più documentari, giornalismo d’inchiesta, divulgazione scientifica e grandi eventi live, soprattutto per intercettare la Generazione Z.
Shrinkflation: 8 italiani su 10 se ne accorgono
La riduzione delle quantità a parità di prezzo è ormai sotto gli occhi di tutti. L’82% degli intervistati dichiara di aver notato confezioni più piccole, e il 39% si sente tradito al punto da cambiare marchio. La nuova normativa che impone avvisi nei punti vendita è poco conosciuta e giudicata insufficiente: l’83% ritiene che le misure siano troppo deboli e chiede segnalazioni più evidenti, preferibilmente direttamente sulla confezione.
Fiducia e preoccupazioni: due curve che raccontano il clima del Paese
La fiducia nelle forze dell’ordine resta alta, pur con oscillazioni nel tempo: nel 2026 si attesta attorno al 74% nel totale Italia. Diverso il quadro sulla preoccupazione per l’aumento dei prezzi: dopo un picco nel 2023, il dato resta elevato e nel luglio 2026 si colloca al 33%, segno di un malessere economico persistente.
Intenzioni di voto: quadro stabile, astensione alta
Il rilevamento del 27 luglio 2026 conferma una sostanziale stabilità: Fratelli d’Italia è al 27%, seguito dal Partito Democratico al 20,9% e dal Movimento 5 Stelle al 12,9%. Da segnalare il 27% di non espressi, in crescita, che continua a rappresentare una componente decisiva del quadro politico.







