A Carlo Lucarelli il premio Jean Claude Izzo 2026, dedicato al noto scrittore noir francese
Chi è insomma lo scrittore di noir? Lucarelli chiosa, incupendo il tono di voce, creando in un attimo suspence e in un attimo è il Lucarelli di Blu notte: “Noi siamo quelli che fanno questa voce qui”
Ieri sera, nella pregiata Villa Calvanese a Castel San Giorgio, si è svolta la serata conclusiva della ottava edizione del Città noir – Premio Jean Claude Izzo, con la premiazione di Lucarelli che ha presentato il suo nuovo libro “Almeno tu” ma soprattutto ha accompagnato il pubblico nella comprensione del genere a cui ha dedicato gli ultimi 30 anni, in dialogo con Cristina Marra, giornalista e responsabile del premio, e Massimo Adinolfi, Professore di Filosofia Teoretica presso l’Università Federico II e direttore del Campania Libri Festival.
Jean Claude Izzo è stato giornalista, poeta, scrittore. La sua fama è legata soprattutto alla cosiddetta trilogia marsigliese, serie di romanzi con cui diede vita al c.d. noir mediterraneo. Lucarelli racconta al pubblico i suoi incontri con lui e ne ricorda la modestia malgrado il grande successo di pubblico.
“Eravamo seduti accanto a lui io e Marcello Fois, in un lungo table de dédicaces, lui aveva avanti una fila immensa e, anziché vantarsene, quasi si scusava con noi per non poter conversare”.
Si parla poi di noir e giallo, di noir mediterraneo e di noir anglosassone, si cerca una definizione che – puntualizza Lucarelli – “non è chiesta a qualsiasi scrittore ma è chiesta allo scrittore noir o di noir”. Rispetto a questa esigenza, Adinolfi cita Foucalt, per cui la filosofia è ontologia della realtà, e osserva che il trait d’union tra filosofia e noir – genere di cui peraltro era appassionato Wittgenstein – potrebbe proprio essere nel fatto che anche il noir è riflessione sulla attualità.
Chi è insomma lo scrittore di noir? Lucarelli chiosa, incupendo il tono di voce, creando in un attimo suspence e in un attimo è il Lucarelli di Blu notte: “Noi siamo quelli che fanno questa voce qui”. Applausi e sorrisi tra il pubblico, non c’è altro da aggiungere.
Proprio rispetto alla esperienza televisiva e alle storie raccontate in tv, segna il confine tra quelle e le storie dei romanzi. “La verità con la V maiuscola esiste solo in un posto: nei romanzi gialli”
L’intervista prosegue parlando dei suoi romanzi, dell’importanza della musica nella letteratura, della paura e della vendetta, se la prima può aiutarci a fare domande, la seconda è solo una molla per fare cose sbagliate, dei personaggi femminili nei suoi libri. Lucarelli si definisce scrittore-giardiniere per contrasto con lo scrittore-ingegnere, il primo semina raccontando e solo successivamente scopre il raccolto, il secondo ha un progetto iniziale, il primo si stupisce scrivendo, il secondo progettando a priori.
“Almeno tu” è frutto della sua continua ricerca. “Volevo scrivere di un personaggio che pur non essendo me stesso avesse molto di me, delle mie paure”, dice. Il risultato? “Un personaggio che detesto”
E il prossimo romanzo che vorrebbe scrivere? “Un sabato italiano”.
Noi, intanto, il nostro sabato italiano lo abbiamo passato con lui ed è stato un sabato memorabile.








