Il sindaco Marco Galdi: “Se c’è continuità, per Cava ci sarà una nuova «età dell’oro»”

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“Cinque anni fa ero molto più incerto di ora. La continuità per un politico e un amministratore è importante, perché ti permette di maturare con l’esperienza. Sono arrivato a questo incarico già con un percorso importante, con un’esperienza e una capacità che non molti possono vantare, ma fare il sindaco è un’altra cosa”. Così confessa al nostro giornale il sindaco di Cava de’ Tirreni Marco Galdi. 

Il Tricerone completato,  lavori di arredo urbano in via di definizione, l’ospedale ancora funzionante, la sopravvivenza amministrativa in presenza di una “non maggioranza”, lo scenario politico cittadino frammentato e i suoi tanti competitori alle prossime elezioni, sono stati alcuni degli argomenti che abbiamo approfondito con il sindaco Marco Galdi, forse il più probabile successore di se stesso alle comunali di primavera.

 

Alcuni progetti del suo programma politico non sono stati ancora realizzati, solo per citarne alcuni: il nuovo complesso ospedaliero, il restyling di piazza Abbro. Altri sono appena partiti. Lo slogan di questa amministrazione è stato “Cava la città che cambia”: a che punto del cambiamento siamo in questo momento?

Premesso che i lavori di piazza Abbro e dell’area circostante sono ripresi subito dopo la pausa delle feste natalizie,  adesso si stanno completando i lavori in via Castaldi e in tutte le traverse dove già sono stati realizzati tutti i marciapiedi, manca solo l’asfalto e quindi a breve i lavori a piazza Abbro riprenderanno a pieno ritmo. Per il completamento non si prevedono tempi lunghi, per cui credo entro maggio l’opera sarà consegnata alla città, dunque prima della fine del mandato.

I bunker saranno coperti e verrà reso visitabile il cunicolo più grande, quello sito in piazza Abbro: si accederà attraverso una scala posta nei pressi di una delle quattro fioriere previste. La scoperta di questi rifugi antiaerei ha ovviamente determinato una revisione del progetto, i tempi si sono allungati ma fortunatamente non ci sono state riserve da parte della ditta.

Per il resto,  riguardo ai lavori pubblici noi abbiamo avuto nei primi due anni di amministrazione un forte contrasto con la Regione, che sono coincisi con l’assessorato di Taglialatela, perché ritenevamo che fosse doveroso per l’Amministrazione rivedere alcune scelte del passato. In particolare, la scelta del boulevard che prevedeva una spesa di circa 8 milioni di euro per la copertura del trincerone. Abbiamo faticato molto per ottenere questa revisione del programma, poi anche grazie all’arrivo del nuovo assessore Russo in Regione è stato possibile, ma indubbiamente ciò ha ritardato un po’ l’andamento dei lavori finanziati dal Piu Europa.

cava 1

Oggi tutti i lavori del Piu Europa sono partiti o sono in procinto di farlo. Credo che come Amministrazione l’aver completato i lavori della terza corsia in corso Mazzini all’uscita dell’autostrada, aver realizzato il trincerone dopo venti anni di attesa, terminare (come faremo entro fine consiliatura) piazza Abbro e Villa Rende, aver avviato una serie di opere pubbliche di notevole importanza, abbia segnato tutto ciò una profonda discontinuità con le amministrazioni degli ultimi quindici anni.

Per quanto concerne il Trincerone, quali sono i tempi di realizzazione dell’area di superficie e del parcheggio sotterraneo?

Su 5.000 metri quadrati ce ne saranno 3.500 di verde attrezzato, poi ci sarà un primo blocco attrezzato a ludoteca per consentire ai genitori di recarsi al centro per lo shopping; ci sarà un secondo blocco che prevede una serie di servizi come banche e il fitto di bici elettriche; un terzo blocco con ristoranti, bar e servizi igienici. Rispetto a quello iniziale, il progetto è stato parzialmente rivisto e approvato in Sovrintendenza. Abbiamo già avviato i lavori per il parcheggio sotterraneo;  in questi giorni saranno accreditati i finanziamenti necessari derivanti dal progetto Jessica e sottolineo che siamo stati gli unici in Campania a ricevere questo fondo della Bce che finanzia opere che sono produttrici di reddito che, invece, il Piu Europa non finanzia.

La parte superficiale del trincerone sta per essere appaltata ed è in corso anche il bando per il parcheggio sotterraneo che sarà composto da circa 210 posti auto.

Per ciò che riguarda il sottovia, si sta predisponendo una relazione tecnica poiché per il completamento dei lavori occorre ancora un importo di 1,7 milioni di euro in parte coperto da un riutilizzo di mutui non ancora spesi e la parte restante potrà essere reperita attraverso un altro mutuo. I tempi lavorativi di realizzazione sono circa 2 mesi, ma la variante deve essere prima approvata in giunta e supportata con adeguate motivazioni.

SOTTOVIA CAVA

E’ dunque difficile vederne la realizzazione prima delle elezioni?

Non mettiamo limiti alla provvidenza. Per quanto concerne la rampa, il problema è risolto. Quando arrivò la mia Amministrazione si ritrovò una situazione bloccata a causa di una rampa di in paio di metri più lata del dovuto e il Consiglio di Stato aveva bloccato l’utilizzo di tali rampe poiché dichiaratamente abusive, in attesa del merito. Noi abbiamo deciso di ammettere l’abusività delle rampe poiché durante l’amministrazione Gravagnuolo obiettivamente era stato fatta una modifica del progetto senza il permesso della  Sovrintendenza. Abbiamo scelto la strada di una sanatoria chiedendo un processo di mitigazione dell’impatto ambientale paesaggistico. La Sovrintendenza ci ha negato questa strada mentre il Tar di Salerno si è espresso a favore della legittimità della nostra richiesta e ha imposto alla  Sovrintendenza di rivalutare e di concordare un progetto di mitigazione dell’impatto ambientale paesaggistico dando delle prescrizioni. Questa sentenza è divenuta inoppugnabile e da ciò ne consegue che possono iniziare i contatti con la Sovrintendenza, da una parte per capire quali saranno queste opere di mitigazione necessaria, dall’altra per chiedere l’apertura delle rampe in tempi ragionevolmente brevi e così avere percorribile il percorso che ci consente di bypassare il ponte di San Francesco e di raggiungere direttamente dalla Tengana lo svincolo per Rotolo.

Dopo cinque anni di cambiamenti ce ne sono stati e tanti. Ha dei rimpianti? Quali provvedimenti avrebbe voluto realizzare e non ci è riuscito? Uno di questi è il progetto del nuovo ospedale?

Per quanto riguarda l’ospedale, l’Amministrazione termina il quinquennio con un successo indiscusso. Quando siamo arrivati c’era un decreto che dichiarava zero posti letto. Ad oggi ospedali di altri centri importanti come Scafati e Agropoli sono stati chiusi; a Cava l’ospedale è aperto e abbiamo ancora aspettative importanti grazie all’impegno che con noi ha assunto il presidente della Regione Caldoro e al lavoro svolto in modo eccellente da Giovanni Baldi. Abbiamo buone speranze di vedere riconfermati almeno i 100 posti del nostro nosocomio. Rispetto al piano ospedaliero approvato dal direttore generale del Ruggi d’Aragona Viggiani ci sono alcuni aspetti su cui noi siamo critici: in particolare, secondo noi la Cardiologia non può scomparire perché altrimenti perderebbe di senso anche il Pronto soccorso, anch’esso fondamentale.

ospedale cava sanitàStiamo ancora combattendo su questo fronte, la partita non è chiusa, ma finora abbiamo ottenuto risultati importanti. Per fare tutto ciò è stato importante il lavoro di squadra fatto con tutto il consiglio comunale. Ritengo che sia stato frutto anche di un impegno personale del Sindaco: credo che le immagini del giugno 2010, quando il sindaco si incatenò dinnanzi alla Regione, siano rimaste nell’immaginario collettivo come un momento di forte rappresentanza della comunità. Il tema ospedale era il primo punto del nostro programma e non credo affatto di averlo disatteso.

Per quanto concerne altri provvedimenti, l’Italia del 2009-2010 era una Italia molto diversa da quella che poi  abbiamo vissuto. Il 2010 è stato l’anno della svolta: abbiamo registrato anno per anno tagli di milioni di euro al bilancio comunale. Era difficile attuare quel processo che riguardava una Italia che non c’è più. Oggi abbiamo una consapevolezza molto concreta di cosa sia possibile fare con le risorse che abbiamo a disposizione. Nel momento della mia elezione non avevo questa consapevolezza così come credo nessuno possa averla prima di ritrovarsi difronte alla realtà degli uffici, dei problemi di bilancio, dei problemi quotidiani della vita amministrativa.

Credo che abbiamo risolto alcuni problemi strategici. Dando continuità al nostro lavoro penso che nel prossimo quinquennio potremmo avere quella che io definisco una nuova “età dell’oro” di Cava de’ Tirreni. 

Oltre le difficoltà economiche, Quanto hanno inciso sul suo mandato i continui cambi nella giunta comunale?

La continuità amministrativa che abbiamo vissuto in questi cinque anni è rappresentata dalla permanenza del sindaco e dall’unità di indirizzo politico. L’instabilità politica che indubbiamente abbiamo registrato sia per la crisi del centro destra che si è diviso in una  pluralità di soggetti politici e sia per le difficoltà di dialogo con una componente che era stata centrale nell’avvio dell’amministrazione  (FdI, ndr.), con cui si è consumata una separazione tranciante,  ha certamente influito su singoli aspetti dell’azione amministrativa, anche perché non sempre ho potuto scegliere i miei collaboratori in piena discrezionalità  dovendo cercare equilibri talvolta precari.

Alla fine di questo percorso, posso dire che pochi avrebbero portato la nave in porto; io ci sono riuscito. E’ stata una palestra importante e quando nella prossima consiliatura ci sarà una maggioranza compatta attorno al primo cittadino, tutte le esperienze maturate diverranno altrettante opportunità  e energie positive da investire sul futuro della città.

Noi abbiamo attraversato un purgatorio politico, c’è attendersi una prospettiva di indubbia stabilità e dunque di effettivo progresso per la comunità.

Il centrodestra è sempre più frammentato;  alle prossime elezioni quasi sicuramente non ci sarà un fronte unito. Esiste qualche possibilità di ristabilire un’alleanza almeno con parte del centrodestra?

Personalmente da circa tre anni ho fatto una scelta civica che peraltro è stata quella che mi ha permesso di terminare la consiliatura. Sono uscito da quelle logiche strettamente partitiche: in questo momento stanno sostenendo la mia azione politica un numero di consiglieri che mi ha permesso di andare avanti, che sono i sette del gruppo consiliare “Responsabili per Cava”, i quali sono stati il vero nucleo portante del mio mandato e hanno lavorato senza mai chiedere nulla in cambio, e il gruppo dell’Udc che fa riferimento diretto al consigliere regionale Baldi, il quale rappresenta anche per me un punto di riferimento assoluto, e da una parte di Forza Italia con Fortunato Palumbo in giunta  e dal consigliere Enrico Polacco che sta guardando alla nostra azione con grande attenzione. Non posso prevedere gli equilibri futuri, ma dipenderà molto dagli assetti che si stabiliranno a livello regionale , dove vige ancora una certa incertezza. Posso dire, però, di essere in campo con la lista dei Responsabili per Cava  e che sosterrò con grande convinzione il progetto politico di Giovanni Baldi.

Assodata la crisi del centrodestra, resta la frantumazione complessiva del panorama politica con candidati a sindaco che spuntano come funghi e destano meraviglia le spaccature del centrosinistra…

All’origine di questa frantumazione c’è anche la nuova legge elettorale che prevede una riduzione dei consiglieri comunali, da 30 a 24: credo che diversi candidati sindaco non puntino realisticamente a competere per la carica di primo cittadino, ma tentano soltanto di ritornare in consiglio.

Condivido l’opinione secondo cui dietro questo scenario ci sia una crisi  etica della comunità. Credo che chi ha amministrato in anni complessi così come ho fatto io  possa esserne favorito. Facendo una analisi serena, credo di poter dire che sono l’unico candidato già matematicamente al ballottaggio. Il mio sfidante al ballottaggio probabilmente non c’è ancora, poiché almeno 2-3 candidati potranno raggiungere  quel quorum molto basso (intorno ai 4-5 mila voti) che può consentire allo sfidante di competere al secondo turno.

cava montecastello panorama tortorella

Nella prossima campagna elettorale gli altri candidati spingeranno sul tema della rinascita della città. In molti già ora la accusano di aver voluto mantenere la “poltrona a tutti i costi”, anche a discapito del bene della città di Cava de’ Tirreni. La sua campagna elettorale su quali temi verterà? Sarà una campagna di difesa o andrà all’attacco?

Ascolterò tutti i candidati e i movimenti che parteciperanno alla competizione per cogliere i possibili suggerimenti e per valutare concretamente le proposte nell’interesse della città, anche perché nell’eventuale secondo turno sarà possibile trovare delle convergenze programmatiche con alcuni candidati. La mia campagna sarà impostata prima di tutto su cosa è stato fatto in cinque anni perché abbiamo diverse cose da dire da diversi punti di vista e dimostrare che questi anni non sono passati invano, anzi. Poi, parleremo di come abbiamo già impostato soluzioni per problemi molto seri che erano sul tappeto e ora sono in via di risoluzione. Penso soprattutto al tema dell’abusivismo su cui abbiamo assunto una posizione seria destinata a dare risposte concrete all’incertezza di migliaia di cittadini. Infine, chiariremo come si definisce la città di domani.

In questi anni, abbiamo risolto problemi di natura strutturale lasciati dalla precedente amministrazione,  grazie all’avvio del lavoro ancora in corso riguardo il rapporto tra il Put e il piano Asi e grazie alla legge che ad agosto la Regione ha approvato in merito. Nel Puc, come lo abbiamo portato avanti,  sono insite tutte le possibilità di sviluppo che abbiamo costruito e che nei prossimi anni potranno dare importanti risposte ai cittadini. Su questo intendiamo confrontarci con gli altri candidati.

Per quanto riguarda la poltrona di sindaco, credo che tutta quella parte maggioritaria della città, fatta da persone che la mattina si alzano per andare a lavorare e di persone che vorrebbero lavorare ma non hanno l’opportunità, desiderasse che l’Amministrazione terminasse il suo percorso. Aver tenuto duro nei momenti difficili credo che da una parte mi ha consentito di prova della caratura personale  e della capacità di far fronte alle difficoltà, e dall’altra ha permesso di assicurare un’attività amministrativa che oggi può presentarsi al vaglio con gli elettori come qualcosa di compiuto.

CONSIGLIO COMUNALE AULA VALENTINA

La situazione della sua maggioranza della “non sfiducia” è qualcosa di incredibile, forse di unico. L’opposizione, pur avendo i numeri sulla carta, non è stata in grado di concretizzare la minaccia della mozione di sfiducia. Alla luce dei fatti, è stato più bravo lei a tenere duro o sono maggiori i demeriti dell’opposizione che non ha fatto il proprio lavoro?

A dire il vero non lo so, lo lascio decidere alla cittadinanza. Se valutassero le mie capacità o le incapacità altrui, in entrambi i casi ciò implicherebbe un giudizio positivo per il sottoscritto e ciò non può che farmi piacere.

Una domanda di fantapolitica: se ci fossero le condizioni per il ricompattamento in blocco di tutto il centrodestra a sostegno di un altro candidato, lei farebbe un passo indietro?

Innanzitutto, dico che non sarò mai più il candidato di tutto il centrodestra per due ragioni: la prima è che la frizione con l’area Cirielli, quindi con Fratelli d’Italia, è definitiva; la seconda è che questi anni di crisi hanno inciso sulla mia concezione delle categorie politiche. Se fino al 2010 per ragioni di carattere etico, come la tutela della famiglia, la lotta contro l’aborto, potevano essere elementi idonei  a giustificare un’appartenenza politica, oggi la frattura economica è tornata con prepotenza come l’elemento dirimente delle posizioni di parte. Siamo in una situazione paragonabile a quella che si ebbe dopo la rivoluzione industriale, con un ampio proletariato in condizioni precarie; oggi ampie fasce della popolazione, circa il 60%, vive in condizioni drammatiche e ci sono intere generazioni senza futuro. A fronte di questa situazione io non mi sento più di potermi collocare in uno schieramento. Questo non è trasformismo, è semplicemente  la capacità di lettura del cambiamento realizzatosi negli ultimi quattro anni.

Quindi lei in ogni caso non farebbe mai un passo indietro…

Non m’interessa quel tipo di ragionamento politico.

Per i prossimi cinque anni il nostro giornale propone di firmare un codice etico, dove tra le altre cose si chiede ai consiglieri comunali di  impegnarsi a non diventare assessori nel corso della consiliatura. Ricordando ciò che è accaduto in questa Amministrazione con la girandola di assessori, con quali criteri saranno scelti i nuovi assessori?

Per legge avremo una importante presenza femminile in giunta, che consentirà naturalmente di puntare anche alla qualità come già sta accadendo con le presenze femminili molto qualificate attualmente presenti nel governo municipale.

galdi ascoli

In sostanza, scelte ispirate a criteri teorici spesso si scontrano con la realtà, la quale, invece, ci induce a valutare caso per caso per trovare soluzioni di interesse per la comunità.

Dopo cinque anni da sindaco come si ritrova sul piano politico-amministrativo, ma anche su quello più strettamente personale?

Cinque anni fa ero molto più incerto di ora. La continuità per un politico e un amministratore è importante, perché ti permette di maturare con l’esperienza. Sono arrivato a questo incarico già con un percorso importante, con un’esperienza e una capacità che non molti possono vantare, ma fare il sindaco è un’altra cosa. All’inizio, le decisioni importanti che ho preso erano forse un po’ impacciate; ora con il maturare dell’esperienza, avviene l’opposto: prevale in me la capacità di decidere in modo istintivo, non nel senso negativo ma nel senso che subentra la dimensione dell’animale politico e cioè quella di chi riesce a saltare i passaggi logici intermedi e arriva velocemente alla soluzione, non perché i passaggi logici non  ci siano, ma perché la mente è così allenata da consentire di agire in  modo immediato.

Oggi credo di aver acquisito una sicurezza ed una consapevolezza dei problemi che nei primi anni del mio mandato non c’era e non poteva esserci. Chiunque assume questo incarico deve scontare un percorso di rodaggio  di almeno un paio di anni.

Sfogliando l’album di famiglia della sua vittoria del 2010, molti dei suoi amici e sostenitori ora sono collocati all’opposizione e li ritroverà come avversari poltiici. Qual è il suo personale bilancio politico e umano di questi anni?

Il tempo consente di conoscere più a fondo e di valutare  i compagni di percorso. E’ naturale che nel tempo la squadra si consolidi anche attraverso scelte dolorose. Sul piano personale, difficilmente sono in grado di portare rancore e dovrei sforzarmi a pensare a qualche personaggio nei cui confronti possa nutrire sentimenti di rancore. Ma una cosa è la mia valutazione personale, altra cosa è la selezione dei miei compagni di percorso quando si hanno responsabilità così complesse. Su questo piano sono costretto a fare tesoro dell’esperienza e a fare le scelte migliori per la città.

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