Cava de’ Tirreni, l’analisi del voto di Francesco De Simone: «Cava Sia, la novità che ha scosso la città»
Il giovane imprenditore De Simone rivendica il risultato della lista civica e il suo exploit personale, indicando in entusiasmo, credibilità e pragmatismo le chiavi del successo. E avverte: ora serve una società civile vigile e una politica capace di rimettere in moto l’orgoglio cavese
30 anni, laurea triennale e magistrale in Economia e Gestione delle Imprese alla Luiss di Roma, imprenditore di terza generazione, specializzato nella gestione delle risorse umane e nell’organizzazione aziendale. E’ il ritratto di Francesco De Simone, uno dei giovani più interessanti e di prospettiva per il futuro politico-amministrativo cittadino, che nelle ultime comunali si è candidato con la lista Cava Sia a sostegno del candidato sindaco Eugenio Canora. Con lui quest’oggi Ulisse on line continua l’approfondimento sul voto dei cavesi alle elezioni amministrative dello scorso maggio.
«La società civile deve tornare a essere un organo di controllo:
noi costruiremo una vera Giunta Civica»
Il candidato sindaco Eugenio Canora e la sua lista Cava Sia hanno indubbiamente riscosso un consistente successo elettorale oltre che politico, anche se alla fine è stato ottenuto un solo consigliere comunale. C’è delusione per questo risultato?
Sapevamo fin dall’inizio che l’impresa non sarebbe stata semplice, ma non possiamo negare che ci siano stati alcuni momenti durante la campagna elettorale in cui abbiamo percepito un grande entusiasmo intorno alla nostra proposta e abbiamo creduto di poter fare qualcosa in più. Oggi accogliamo il risultato elettorale con la consapevolezza di avere in Consiglio comunale una testa di serie che saprà farsi rispettare e far valere le istanze della nostra lista.
Tra gli esordienti lei è in assoluto il candidato più votato della sua lista. Come valuta il suo successo elettorale? Se lo aspettava o è rimasto sorpreso? Per dirla tutta, è un risultato che la sprona a restare in politica e a cimentarsi in nuove iniziative, o si è trattato solo di una bella esperienza e basta?
Qualcuno più esperto di me mi ha consigliato di contare i voti papabili facendo la metà più 10 di quelli che mi avrebbero detto si. Devo dire che nel mio caso si è avverata l’eccezione che conferma la regola. Non me lo aspettavo, ma davvero chi mi ha dato fiducia verbale ha poi confermato l’appoggio anche nell’urna e questo mi rende super orgoglioso. Credo che chi mi ha votato, lo abbia fatto per stima sincera e perché conosce la mia forte determinazione e coerenza di idee. Anche la scelta di candidarmi in una lista come quella di Cava Sia ha dato maggiore credibilità alla mia proposta perché non dettata dalla ricerca del carro del vincitore, piuttosto da una condivisione di idea di politica e di città.
Coerenza e rettitudine sono per me la base di tutto.
282 voti personali e il 10% della nostra lista impongono di non abbandonare la vita politica cittadina, per questo stiamo già lavorando per strutturare la squadra che dovrà affrontare la prossima tornata elettorale. Speriamo solo che questa amministrazione ci dia il giusto tempo per farlo (sarcastico, n.d.r.).
A suo avviso in questa campagna elettorale cosa ha premiato Canora e Cava Sia e cosa invece li ha penalizzati?
Sicuramente la novità, l’entusiasmo e la credibilità sono stati elementi che hanno favorito la nostra affermazione. Un gruppo di ragazzi giovani e competenti che hanno deciso di prestarsi alla politica per mettersi a disposizione della città, guidati da un capitano la cui storia politica parla da sé. Non è stato difficile spiegare ai nostri concittadini perché dare fiducia alla persona di Eugenio Canora.
Se dovessi individuare un elemento che può averci penalizzato, le rispondo con una valutazione del tutto personale. Cava SIA è nata con un’identità libera da schemi e appartenenze, ma inevitabilmente inesperta. Confrontarci e collaborare con persone che avevano alle spalle un percorso politico più strutturato è stato fondamentale per superare determinati ostacoli e rafforzare il nostro radicamento sul territorio. Allo stesso tempo, però, abbiamo probabilmente pagato il prezzo di essere percepiti come una realtà politicamente più caratterizzata, anziché come un contenitore aperto a tutti coloro che volevano semplicemente mettere Cava al centro della discussione.
Continuo a pensare che in una città come Cava de’ Tirreni le categorie tradizionali di destra e sinistra contino meno della capacità di affrontare concretamente i problemi del territorio. Credo che una parte dell’elettorato fosse alla ricerca proprio di questo: di una proposta civica, pragmatica e capace di parlare a sensibilità diverse. Anche alcuni risultati emersi dalle urne sembrano andare in questa direzione.
Sta di fatto, però, che le divisioni del centrosinistra hanno favorito indubbiamente il centrodestra che era da tempo unito, compatto e organizzato. Forse a sinistra si dovrebbe recitare un po’ il mea culpa, non crede?
Non sono un fan del campo largo. Quando si vogliono mettere insieme soggetti politici cosi differenti tra di loro per una questione numerica e non per una reale condivisione di valori e programmi la coalizione viene percepita sempre poco coesa. Questo sicuramente ha portato ad un ritardo nell’identificazione del candidato sindaco che potesse essere gradito a tutti.
Veniamo dalla sconfitta del centrosinistra di Giancarlo Accarino. Qual è la sua valutazione?
Sono sinceramente convinto che il dr. Accarino sia un valido professionista e davvero una brava persona, ma entrambe le caratteristiche non sono garanzia di competenza nell’amministrare una città. Se ci aggiungiamo che, per motivi caratteriali e caratteristiche personali, non sia riuscito ad avere presa sulla cittadinanza, è facile spiegare perché non sia riuscito a raccogliere la fiducia dei nostri concittadini. I voti vanno conquistati, non sommati. Saper spiegare il progetto politico e programmatico è fondamentale.
E del successo di Luigi Petrone?
Ci sono stati tre elementi che hanno contribuito.
Sicuramente la popolarità raggiunta nella sua vita precedente durante la quale è sempre stato a contatto con le persone e ha sempre fatto percepire grandi le sue gesta all’interno del convento.
L’essere apolitico e apartitico lo ha aiutato ad intercettare tutti coloro che non vogliono essere rappresentati da una bandiera, piuttosto da un governo del fare, dalle piccole alle grandi cose.
In fine, forse l’elemento più importante, la sensazione di dare forza ad una protesta. Un po’ come se, deluso dalla politica politicante, l’elettore dicesse “fai quello che vuoi, distruggi tutto e ricostruiamo”.
In conclusione, vorrei solo ricordare a tutti che governare una città non è certo come gestire un convento, né tanto meno si ha la stessa libertà di azione.
Cosa si aspetta dalla nuova Amministrazione di centrodestra? Dovendo dare un consiglio non richiesto al sindaco Giordano, Lei cosa gli suggerirebbe?
Le dico cosa vorrei che facesse la nuova amministrazione, al di là del colore politico. Vorrei che rimetta in moto la nostra città, che da troppi anni è come una bellissima Ferrari con il motore ingolfato. Credo sia capitato a tutti quel sottile imbarazzo quando raccontando la nostra città a chi non la conosce, la riempiamo di elogi per poi realizzare che stiamo presentando un malinconico ricordo del passato. Ecco, va riacceso l’orgoglio di essere cavesi, per la Cava che è (che potrebbe essere) e non per quella che fu.
Il consiglio che vorrei dare al Sindaco è quello di mettere al centro solo l’esclusivo interesse della città, affiancandosi di professionisti competenti e, al contrario di quanto da lui affermato, dare poco spazio alle pretese dei partiti. Abbiamo bisogno delle persone giuste ai posti giusti.
Un’ultima domanda. Alla città, alla società civile cavese, qual è il messaggio che attraverso il nostro giornale vuole rivolgere?
La società civile dovrebbe essere un reale organo di controllo capace influenzare il processo decisionale dell’amministrazione. È necessario che non si ci disinteressi delle questioni all’ordine del giorno e si faccia arrivare forte la voce dei soci proprietari di questa bellissima azienda che abbiamo affidato a questo nuovo board manageriale.
È quello che ci stiamo prefissando di fare in Cava Sia. Stiamo dando vita a una Giunta Civica con delegati per ogni settore con i quali andremo a presidiare quei temi e portare proposte anche all’interno delle commissioni attraverso la voce del nostro rappresentante in consiglio.
Come abbiamo detto il giorno dopo l’elezioni, abbiamo messo un punto importante dal quale far partire un percorso di costruzione di una proposta forte, seria e affidabile.








