Cava de’ Tirreni, Giuseppe Benevento rompe il silenzio: “Ricominciamo da lealtà e coraggio politico”
Il rappresentante del M5S analizza senza sconti la frattura del centrosinistra cavese e indica la via per ripartire. Tra autocritica, responsabilità e un appello alla città: “Serve un progetto nuovo, costruito insieme”
Cavese, sessantadue anni, sposato, due figli, Giuseppe Benevento è laureato in Ingegneria civile per la difesa del suolo e la pianificazione territoriale, dipendente di un centro di ricerca universitario operante nel settore della difesa suolo. Impegnato in politica da un po’ di anni con i 5 Stelle di cui è diventato elemento di spicco locale e di cui è Rappresentante del Gruppo Territoriale cittadino. Già candidato sindaco nel 2020, alla Camera dei Deputati alle politiche 2022 nel collegio elettorale uninominale Campania 2 e alle regionali nel 2025, alle ultime elezioni comunali era candidato a consigliere come capolista del M5S a sostegno della candidatura a sindaco di Giancarlo Accarino. Con lui Ulisse on line inizia il viaggio per analizzare l’ultimo voto dei cavesi che ha portato il centrodestra alla guida della città metelliana.
Tra fratture interne e ricerca di un nuovo equilibrio, il centrosinistra cavese deve ripartire da un progetto politico credibile
Non giriamoci intorno: qual è la sua analisi sulla disfatta del centrosinistra guidato da Accarino?
Gentile Direttore innanzitutto grazie per aver pensato a me per proporre una analisi dell’attuale situazione politica cavese. Non mi sottraggo. Ritengo doveroso, anche nella veste di Rappresentante del Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Cava de’ Tirreni, esprimere la mia opinione sul tema.
Veniamo alla domanda.
Immagino che Lei, da acuto osservatore, abbia già sentito radio portici e scrutato i social che si sono già ampiamente cimentati sul tema, quindi alcune delle cose che dirò potrebbero non essere una novità per Lei e per chi ci legge.
A mio modesto avviso la causa principale, di quella che Lei definisce disfatta, è essersi presentati frantumati. E non mi riferisco solo al fatto che ci sono stati 3 candidati sindaco riconducibile ad un’unica area di centrosinistra. La frantumazione ha riguardato anche l’interno della coalizione che ha sostenuto Accarino.
Mi soffermo per un attimo su quest’ultimo aspetto. Non dico nulla di nuovo, perché ne hanno parlato anche i pochi cubetti di basalto rimasti in città, se ricordo che siamo arrivati alla individuazione del dott. Accarino quale candidato sindaco di coalizione con un ritardo pazzesco, ritardo dovuto ad alcune forze politiche. Non hanno aiutato atteggiamenti inconcludenti e/o dissidi interni, causati ad alcune prime donne che pur di non rinunciare a dei privilegi di posizione hanno adottato la tecnica “muoia Sansone con tutti i Filistei”.
Detto ritardo ha fatto si che abbiamo avuto anche pochissimo tempo per fare delle liste competitive, e abbiamo fatto ricorso ad un numero eccessivo di riempilista.
La strategia del marito che pur di non far godere la moglie …, a mio modo di vedere miope, alcuni l’hanno adottata anche in campagna elettorale. Non vado oltre perché già mi sono fatto troppi nemici proprio per alcune mie dichiarazioni rilasciate sul suo giornale in passato.
Voglio solo aggiungere che personalmente è stata grande delusione e mi ha dato una profonda amarezza vedere chi doveva remare insieme ai compagni di voga remare per far affondare la barca e provare a salvare solo se stesso e il seggiolino su cui avrebbe potuto sedere di nuovo.
Con il senno di poi c’è qualcosa che lei non avrebbe fatto e/o che non doveva essere fatto dal centrosinistra?
Non rimpiango la scelta fatta come M5S di provare a dare un nostro contributo per la creazione di un campo progressista (o campo largo, che dir si voglia) e la rifarei, anche perché la via era stata tracciata dalle ultime elezioni regionali che hanno visto trionfare il nostro Roberto Fico. E il MoVimento ci ha sollecitato in tal senso.
Veniamo tutti da tradizioni contadine, per cui proverò a ad analizzare ciò che è stato con un esempio mutuato dal buon seminatore.
Avrei auspicato dalle forze politiche con cui abbiamo arato il campo maggiore chiarezza e determinazione sia nella fase di selezione delle specie da piantumare sia nell’irrigazione delle stesse. Ci sarebbe voluta la forza per “dividere il grano dalla zizzania”, non l’abbiamo avuta o non sono/siamo stati messi in condizione di farlo.
Qual è il peggiore errore commesso dal centrosinistra in questa competizione elettorale?
La scelta masochistica dei 3 schieramenti a farsi la guerra tra loro, provando ad erodere consenso dalla stessa parte della barricata, non capendo che in realtà avevamo la mucca nel corridoio (citando il sempre lucido Bersani) e che, quindi l’avversario politico da contrastare era, ed è, la destra, che aveva già dimostrato nelle recenti regionali di avere i numeri per poter aspirare a vincere la competizione alle amministrative. In questo una grande responsabilità, creando un danno enorme alla città, hanno avuto, ed hanno, quelli che io definisco gli “avvelenatori di pozzi”, non le farò i nomi ma chi deve capire capisce. Le frustrazioni personali di alcuni e l’eccessivo personalismo di altri hanno condizionato un sano confronto che forse, e sottolineo forse, avrebbe potuto evitare la frammentazione con 3 candidati sindaci.
C’è qualcosa che va salvata da questa esperienza negativa?
Quando è cominciato a circolare il nome di Giancarlo Accarino avevamo, il Gruppo Territoriale ed io stesso, non poche perplessità. Non ci piaceva l’idea di dover ricorrere al “papa straniero”. Poi ho/abbiamo imparato a conoscere Giancarlo e ad apprezzarne le doti umane e le capacità politiche e ci siamo convinti che poteva essere una ottima opportunità per Cava.
Una volta sposato il progetto e contribuito a scrivere il programma, difendendo i temi cari al M5S, non abbiamo avuto più esitazioni e ci siamo spesi con lealtà nell’interesse della coalizione e nel provare a dare tutto l’aiuto possibile ad Accarino, e questo rimane!
Ho conosciuto una persona perbene, e questo rimane!
Ho apprezzato il comportamento e impegno di alcuni compagni di avventura, e questo rimane!
E’ cresciuta in me la stima e l’affetto nei confronti di alcuni; i rapporti umani, per me, valgono più delle esperienze politiche, e questo rimane!
Veniamo al futuro: a suo avviso da dove si dovrebbe ricominciare per costruire una prospettiva vincente?
La risposta non può che essere legata alla precedente. Si riparte costituendo un gruppo di persone perbene e leali attorno a cui costruire un progetto. Facendo appello alla maggioranza silenziosa che a Cava esiste.
Il successo dell’attuale sindaco Giordano, a cui vanno tutti i miei complimenti e auguri di buon lavoro, è stato costruito con un percorso lungo e non privo di ostacoli. E questo dovrebbe essere di esempio.
Le cose non si improvvisano e i cittadini di tutte le fasce sociali vanno coinvolti.
La coalizione può avere un futuro se costruita su solide basi. Le scelte politiche le abbiamo delineate nel programma che abbiamo presentato come coalizione, da cui si può e si deve ripartire. Nella proposta che abbiamo fatto è risultata chiara l’idea di città che vogliamo.
A suo avviso come ci si dovrà relazionare con l’Amministrazione Giordano?
Una opposizione, anche dura quando serve, ma leale e costruttiva. Raffaele è anche il mio sindaco e gli si deve rispetto e collaborazione per il bene di Cava e sono certo che vorrà ascoltarci.
Ho imparato a conoscere una persona perbene e dovrà essere attento a circondarsi di persone all’altezza del compito.
Mi permetto di suggerirgli di riascoltare la favola dell’uccellino raccontata da Nessuno (Terence Hill) al suo idolo Jack Beauregard (Henry Fonda) e al simpatico vecchietto, nel divertente spaghetti western Il mio nome è Nessuno (1972) ideato dal mitico Sergio Leone. La storia, che parla di un pulcino salvato dal letame da un coyote che poi lo divora, serve a sottolineare in modo sarcastico che non sempre chi ci aiuta agisce per il nostro bene, né chi ci danneggia lo fa per malizia.
Un’ultima domanda. Alla città, alla società civile cavese, qual è il messaggio che vuole rivolgere?
Il mio appello è ad un impegno costruttivo. Io, com’è noto, non nasco politico, e resto prestato alla politica, ma ho deciso ad un certo punto della mia vita, con tutti i miei limiti, che dovevo provare a dare un contributo e non delegare sempre.
Non è giusto, ne corretto, che ci si limiti a pontificare sui social, senza mai lasciarsi coinvolgere e senza sporcarsi le mani. La città ha bisogno “ora” dell’aiuto di tutti, e chi vuole impegnarsi lo deve fare da subito, anche nel fare una opposizione costruttiva alla nascente amministrazione. E’ troppo facile alzare il ditino a 2 mesi dalle prossime elezioni amministrative e dire: “sono qui, sono il migliore che possiate trovare il mio curriculum professionale parla per me”.
Le cose si costruiscono insieme e per tempo.
Voglio concludere con un appello anche a chi, pur avendo fatto scelte diverse in queste ultime elezioni, non è distante dal nostro spirito progressista e di sinistra: mettiamo da parte i protagonismi e le distinzioni azzeriamo tutto, e tutti insieme costruiamo un’alternativa per il futuro di Cava.
(Dal pianerottolo di casa Benevento, dove mia moglie Valeria mi ha relegato da quando le ho detto che non potevo tirarmi indietro rispetto alla candidatura a consigliere, in quest’ultima tornata elettorale, è tutto!)









La tua analisi corrisponde rigo per rigo ai miei pensieri , come sempre dimostri con una critica costruttiva e senso di responsabilità grande competenza ed educazione .Peccato che queste qualità non soddisfino tutti i cittadini cavesi , io t avrei visto bene come sindaco .Mai dire mai
Giuseppe Benevento, la tua analisi politica è corretta e precisa. In molti miei post ho ribadito i concetti che tu hai dichiarato nell’ articolo
Ricominciare da zero ma riprendendo il progetto della larga intesa con persone che vogliono impegnarsi e che ci credono
Vince chi pianifica e chi fa squadra: Il centro-destra ha avviato da anni il suo progetto politico, mostrandosi credibile agli occhi della città.
Il centro-sinistra non è stato in grado di fare lo stesso: inspiegabili ritardi, laceranti personalismi, e mancanza di un dialogo con la società civile nella costruzione del progetto politico.
Gli avvelenatori di pozzi di cui lei ha parlato vanno eliminati, altrimenti non si riuscirà a costruire un progetto serio e unitario .