Cava de’ Tirreni, Flora Calvanese: “Perché siamo sempre ultimi nella campagna vaccinale?”

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foto Gabriele Durante

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Gentile Direttore,

una buona notizia, la signora di 77 anni, la cui vicissitudine presso il Centro Vaccinale di San Francesco ho portato alla luce, è stata vaccinata nel pomeriggio di ieri 27 luglio con Pfizer.

Ma, purtroppo, non a Cava.

E’ andata a Salerno al centro vaccinale del cinema Augusteo e nel giro di mezzora, senza fila, ha ottenuto la sua prima dose. Nessuno le ha chiesto di andare dal medico di base per farsi inserire nella piattaforma dei fragili, nessuno le ha chiesto se fosse residente a Salerno leggendo il suo cognome ucraino, come invece è accaduto ieri a Cava, dove pure era stata esibita una tessera sanitaria dello Stato Italiano con i codici della Regione Campania.

Questa vicenda ci pone alcuni interrogativi che purtroppo non possiamo eludere. Io non voglio generalizzare, anzi le dico che nei due centri vaccinali cavesi abbiamo personale competente, gentile disponibile. Soprattutto a Santa Lucia ho trovato sempre una disponibilità a farsi carico e risolvere i problemi. ma non possiamo evitare di porci alcune domande.

Perché a Cava i vaccini mancano sempre? Invece a Salerno da quando è cominciata la campagna vaccinale c’è sempre stata disponibilità di ogni tipo di vaccino, eppure l’ASL è la stessa.

Come è possibile che a Cava nel mese di luglio si sono fatti solo richiami e non sono arrivate nuove prime dosi? da chi dipende questo disservizio? Come è strutturato il rifornimento?

Inoltre, come si può consentire che prestino servizio in un centro vaccinale operatori, sedicenti medici, perché non avevano alcun cartellino identificativo e si sono rifiutate di qualificarsi, che svolgono un ruolo sistematico di disincentivazione delle persone nei confronti della vaccinazione.

Perché cercare di imporre a una donna di 77 anni Astrazeneca o Jonhson, perché questo hanno fatto dicendole di andare dal medico di base per farsi inserire nella piattaforma dei fragili. Inoltre, le due operatrici hanno applicato una prassi desueta che si utilizzava due mesi fa quando c’era carenza di vaccini e Astrazeneca bisognava pur farlo a qualcuno e si era scelta una fascia di età 60/80 nella quale aveva dato meno problemi.

Questo accadeva due mesi fa, quando avevamo molte dosi di Astrazeneca e poche di Pfizer, ma ora l’approccio alle vaccinazioni è cambiato dopo tutto quello che è accaduto e soprattutto perché c’è maggiore disponibilità di vaccini e ormai dappertutto si dà la possibilità alla persona di scegliere.

A Cava sono state vaccinate con prima dose circa 30mila persone, ora, tolti i minori di 12 anni, resteranno all’incirca altri 10mila cittadini, senza i quali non si raggiunge l’immunità di gregge, ma che sono quelli più difficili da vaccinare, non perché siano tutti NoVax ma perché forse hanno qualche resistenza o non lo ritengono importante.

Le due operatrici di San Francesco svolgono a tal fine un ruolo dannoso per la campagna vaccinale.

Ho segnalato il loro comportamento al Direttore dell’ASL, al Presidente della Regione, al Ministro della Salute, al Commissario Figliuolo, nella speranza che qualcuno prenda provvedimento.

Rimane la domanda di fondo “perché Cava de’ Tirreni è sempre ultima nella campagna vaccinale”, nonostante i tanti operatori meritevoli, perché non si risolvono alcuni deficit organizzativi che hanno rallentato e continuano a rallentare la campagna, perché noi dobbiamo avere un servizio di serie B.

Cordiali saluti,

Flora Calvanese

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