scritto da Francesco Angrisani - 28 Agosto 2026 10:03

Un foglio di carta

L’ambiente non si protegge soltanto attraverso grandi decisioni o grandi opere. Si protegge anche attraverso il modo in cui guardiamo le cose di ogni giorno. Un foglio può diventare l’occasione per ricordarci che ciò che utilizziamo non nasce dal nulla

Un foglio di carta.

Sembra poco. Una cosa semplice, quotidiana, quasi invisibile. Eppure, dentro un foglio di carta c’è molto più di quanto siamo abituati a vedere.

Con un foglio abbiamo imparato a fare una barchetta, un cappello. Abbiamo imparato a scriverci sopra: un appunto, una frase, la lista delle cose da comprare. Su un foglio abbiamo lasciato parole importanti e parole dette di fretta, ricordi, pensieri, promemoria destinati magari a essere dimenticati.

Un foglio di carta conosce anche i nostri gesti. Porta i segni della nostra rabbia quando lo accartocciamo e della nostra dolcezza quando lo ripieghiamo con cura e lo conserviamo. Può rimanere per anni tra le pagine di un libro ingiallito, custodendo una data, un nome, una frase. Può perdersi e, qualche volta, essere ritrovato.

Ma prima di diventare tutto questo, quel foglio era un albero.

È forse questo il pensiero che dovremmo recuperare, soprattutto oggi, quando la carta è così presente nelle nostre vite da essere diventata quasi invisibile. La usiamo, la stampiamo, la gettiamo, spesso senza chiederci da dove venga e dove andrà a finire.

Avere rispetto della carta significa allora anche riconoscere il valore della risorsa da cui proviene. Significa evitare gli sprechi, usare un foglio su entrambi i lati quando è possibile, preferire la carta riciclata e raccogliere correttamente quella che non serve più. Piccoli gesti, certo, ma capaci di costruire abitudini diverse.

L’ambiente non si protegge soltanto attraverso grandi decisioni o grandi opere. Si protegge anche attraverso il modo in cui guardiamo le cose di ogni giorno. Un foglio può diventare l’occasione per ricordarci che ciò che utilizziamo non nasce dal nulla: porta con sé una storia, una materia, una risorsa naturale.

Per questo vale la pena fermarsi un momento prima di accartocciare e buttare.

Un foglio di carta è una cosa semplice.

Ma è anche il dono di un albero.

E averne cura significa avere rispetto di quel dono.

Cavese, dopo la maturità scientifica prosegue gli studi in Economia e Commercio, ma è il mondo del volontariato a segnare in modo decisivo il suo percorso umano. Fin dal 1980 si impegna nell’associazionismo ambientalista, muovendo i primi passi nel M.A.P.A.N. (Movimento Anticaccia Protezione Animali Natura), con cui promuove campagne di sensibilizzazione contro la strage dei cuccioli di foca destinati all’industria delle pellicce. Il suo impegno civile si amplia con iniziative di respiro internazionale, tra cui la raccolta firme a sostegno della candidatura di Nelson Mandela al Premio Nobel per la Pace. Per quasi un decennio dedica tempo ed energie alla tutela dei cani abbandonati, collaborando con un ricovero situato tra Vietri sul Mare e Molina, occupandosi dell’assistenza agli animali e della sensibilizzazione sul tema del randagismo. Parallelamente porta avanti un percorso politico locale, diventando consigliere della Prima Circoscrizione di Cava de’ Tirreni nella Lista Verde Alternativa, con un’attenzione particolare alla tutela ambientale e alla partecipazione civica. La sua vocazione per uno stile di vita sostenibile si traduce anche in un progetto imprenditoriale: è cofondatore de L’Orto Biologico, negozio specializzato in alimenti biologici che da quasi quarant’anni promuove un’alimentazione sana, il consumo consapevole e il rispetto dell’ambiente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.