scritto da Guglielmo Scarlato - 19 Giugno 2026 08:05

Saragat alla Maturità 2026: un messaggio per gli studenti o per tutta l’Italia?

Siamo ancora capaci di pensare al futuro del Paese con lo stesso spirito di responsabilità e di concordia che animò i padri costituenti?

La scelta di proporre agli esami di maturità un brano del discorso pronunciato da Giuseppe Saragat all’atto del suo insediamento alla guida dell’Assemblea Costituente non appare casuale.

Nel 1946 l’Italia usciva da una guerra perduta, da una dittatura ventennale, da una guerra civile e da profonde lacerazioni sociali. Eppure uomini appartenenti a culture politiche molto diverse – cattolici, liberali, socialisti, comunisti – seppero riconoscersi in una responsabilità comune: costruire regole condivise per il futuro del Paese.

Saragat ricordava che la democrazia non può esaurirsi nel rito elettorale, ma deve tradursi in libertà effettive, giustizia sociale e dignità della persona. È un richiamo che conserva una sorprendente attualità.

Oggi l’Italia vive certamente una stagione incomparabilmente più stabile e prospera rispetto a quella del dopoguerra, ma attraversa altre fragilità: la crescente disaffezione verso la politica, l’astensionismo, l’invecchiamento della popolazione, le difficoltà economiche di molti giovani, la polarizzazione del dibattito pubblico e la tendenza a trasformare ogni confronto in uno scontro identitario.

La lezione della Costituente sembra ricordarci che una democrazia matura non si misura soltanto dalla forza delle maggioranze, ma anche dalla capacità di custodire uno spazio comune nel quale avversari politici possano continuare a riconoscersi come membri della stessa comunità nazionale.

Forse è questo il motivo più profondo della scelta ministeriale: invitare i maturandi, nel momento in cui si affacciano alla vita adulta, a considerare la cittadinanza non come un insieme di diritti acquisiti una volta per tutte, ma come un compito quotidiano. E ricordare agli adulti che la Costituzione italiana nacque non dall’uniformità delle idee, ma dalla volontà di superare le divisioni più drammatiche della nostra storia attraverso il dialogo, il compromesso e il senso delle istituzioni.

In un tempo nel quale la politica sembra spesso inseguire l’immediatezza del consenso e la logica dei social network, la voce di Saragat torna a suggerire una domanda semplice e impegnativa: siamo ancora capaci di pensare al futuro del Paese con lo stesso spirito di responsabilità e di concordia che animò i padri costituenti?

Guglielmo Scarlato, salernitano, avvocato cassazionista, deputato per tre legislature tra il 1983 ed il 1994. Studioso di diritto, è stato professore a contratto di Diritto Penale dell’ Economia presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Salerno, ha pubblicato numerose monografie e saggi su diversi temi giuridici ed è l’autore di alcuni voci dell’Enciclopedia Giuridica Treccani, quali quella sui reati ministeriali, sulla responsabilità penale del Presidente della Repubblica e l’attentato ai ai diritti politici del cittadino.

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