scritto da Tina Contaldo - 10 Settembre 2026 07:06

I due volti delle città del Sud: il boom dell’innovazione e la spina delle periferie

I centri urbani attraggono multinazionali e investimenti grazie alle risorse del PNRR, mentre i quartieri marginali e ad alta densità abitativa affrontano la carenza di servizi, il degrado strutturale e il rischio di segregazione sociale

I dati economici più recenti raccontano una storia che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata un azzardo: il Mezzogiorno d’Italia sta registrando tassi di crescita del PIL e dell’occupazione che, in diverse congiunture, hanno superato quelli del Centro-Nord. Una spinta sostenuta dagli investimenti del PNRR, dalla riorganizzazione delle catene produttive nel Mediterraneo e dall’esplosione del turismo.

Tuttavia, camminando per le strade delle principali metropoli meridionali, la fotografia che emerge è a due velocità. Da un lato ci sono i centri storici e i nuovi distretti tecnologici, tirati a lucido, attrattivi e connessi con il mondo; dall’altro, un’estesa cintura periferica segnata da un’elevata densità abitativa, dalla carenza di servizi essenziali e da disuguaglianze sociali che rischiano di accentuarsi. Il riscatto del Sud, oggi, si gioca proprio lungo questa spaccatura.

L’aspetto più dinamico di questa trasformazione risiede nella nascita di veri e propri poli dell’innovazione. La creazione della ZES Unica (Zona Economica Speciale) per il Mezzogiorno e il rilancio dell’economia del mare hanno rafforzato il ruolo strategico dei grandi porti industriali e commerciali.

Questa vivacità ha innescato anche il fenomeno del south working: giovani professionisti e smart worker che scelgono di rimanere o rientrare al Sud, attirati da costi della vita inferiori rispetto ai grandi hub del Nord Europa e da una maggiore qualità della vita.

Ma la medaglia del riscatto economico ha un rovescio d’ombra. Il boom turistico e la concentrazione degli investimenti nei centri urbani hanno generato processi di gentrificazione e un rapido aumento dei prezzi degli affitti. Questo fenomeno sta progressivamente “spingendo” le famiglie a reddito medio e basso verso le estese cinture periferiche.

In quartieri storicamente complessi – come Scampia e Ponticelli a Napoli, San Paolo ed Enziteto a Bari, o Librino a Catania – la crescita economica del centro arriva spesso solo come un’eco lontana.

Queste aree soffrono di un cronico sovrappopolamento abitativo: nuclei familiari numerosi si trovano spesso a convivere in alloggi popolari di metratura ridotta o in complessi residenziali degradati e realizzati senza una pianificazione urbanistica adeguata. La densità demografica di questi quartieri, unita alla scarsità di piazze, parchi pubblici e spazi di aggregazione per i giovani, alimenta fenomeni di isolamento e marginalità. Si crea così un netto divario tra i lavoratori qualificati inseriti nelle nuove filiere dell’IT e del turismo e i residenti delle periferie, spesso relegati al lavoro informale o alla sottoccupaziome.

Il potenziale delle città del Sud Italia è reale e i successi ottenuti sul fronte dell’innovazione tecnologica e dell’attrazione di capitali ne sono la prova. Tuttavia, lo sviluppo economico non può rimanere un privilegio circoscritto ai “quarti nobili” delle metropoli.

La vera prova del nove per l’utilizzo delle risorse del PNRR e delle politiche di coesione non sarà soltanto la misurazione dell’aumento del PIL o dei profitti delle multinazionali, ma la capacità di rigenerare le periferie, riducendo la densità del disagio sociale e garantendo standard abitativi e di servizio dignitosi. Il futuro del Mezzogiorno si deciderà sulla capacità di integrare le sue periferie nel processo di crescita, trasformando la spinta dell’innovazione in un progresso davvero condiviso.

 

Laureata in Comunicazione Internazionale con una tesi su l’Antigone di Judith Butler, ha proseguito gli studi con un master in Europrogettazione e Internazionalizzazione delle imprese. Parla inglese, francese, greco e italiano e ha una forte passione per la scrittura che la caratterizza sin da bambina quando scriveva sceneggiature e racconti emozionanti e creativi. Fotografa e pittrice. Scrive poesie prendendo ispirazione dall’attualità soprattutto concentrandosi sul rapporto uomo/donna e sui fenomeni di migrazione volontaria o meno. Vive a Cava de' Tirreni ed è parte della Filellenica.

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