Comunità energetiche, una grande occasione per i territori
Crescono le esperienze, ma l’Italia è ancora lontana dal pieno utilizzo del loro potenziale. Servono semplificazione, competenze e partecipazione
Le Comunità energetiche rinnovabili possono rappresentare uno degli strumenti più interessanti della transizione energetica. Cittadini, Comuni, imprese e associazioni possono produrre e condividere energia da fonti rinnovabili, trasformando la produzione energetica in una risorsa per la comunità.
Ma la loro diffusione in Italia procede ancora lentamente.
Lo evidenziano due approfondimenti di Greenreport, «Mille Comunità energetiche rinnovabili non possono bastare» e «Il flop delle Comunità energetiche rinnovabili che l’Italia non può permettersi». Secondo i dati riportati da Greenreport, a dicembre 2025 erano 1.561 le configurazioni di autoconsumo complessive, di cui 904 Comunità energetiche rinnovabili, per circa 95 MW di potenza e 8.653 utenti: numeri in crescita, ma ancora lontani dagli obiettivi fissati. (greenreport.it)
Il problema, quindi, non è soltanto creare nuove Cer, ma mettere i territori nelle condizioni di realizzarle e farle funzionare.
Non solo pannelli fotovoltaici
Una Comunità energetica non è semplicemente un impianto fotovoltaico condiviso. È soprattutto un progetto di partecipazione.
Un Comune può mettere a disposizione edifici pubblici, cittadini e imprese possono aderire, mentre associazioni e realtà locali possono favorire informazione e coinvolgimento.
Già nel 2021 Terra Nuova, nell’articolo «L’energia rinnovabile di comunità», raccontava esperienze come quella di Magliano Alpi, mostrando come la produzione locale di energia potesse generare anche nuove opportunità economiche e sociali. (terranuova.it)
È questo uno degli aspetti più interessanti delle CER: una parte del valore prodotto dall’energia può rimanere sul territorio.
Le richieste di Legambiente
Legambiente considera le Comunità energetiche uno strumento strategico per la diffusione delle rinnovabili e per contrastare le disuguaglianze energetiche.
L’associazione richiama però la necessità di semplificare le procedure, rafforzare l’assistenza tecnica e accompagnare maggiormente cittadini e amministrazioni. Senza competenze e informazioni adeguate, soprattutto i piccoli Comuni rischiano infatti di incontrare difficoltà nella progettazione e nella gestione delle CER. (legambiente.it)
Anche il credito può fare la differenza
Un ulteriore ostacolo riguarda le risorse necessarie per realizzare gli impianti.
Terra Nuova ha recentemente raccontato l’accordo tra Banca Etica e il Coordinamento delle Comunità energetiche rinnovabili e solidali di Roma e Lazio, con strumenti finanziari destinati a sostenere gli investimenti e ad anticipare contributi pubblici. (terranuova.it)
L’accesso al credito può quindi diventare un elemento decisivo per trasformare progetti nati dal basso in infrastrutture realmente operative.
La sfida dei territori
Il futuro delle Comunità energetiche dipenderà dalla capacità di superare alcuni ostacoli: procedure più semplici, assistenza tecnica, reti elettriche adeguate e strumenti finanziari accessibili.
Ma servirà anche partecipazione.
La vera forza delle CER non sta soltanto nei megawatt prodotti, ma nella possibilità di coinvolgere direttamente le comunità e creare benefici ambientali, economici e sociali.
Come emerge dagli approfondimenti di Greenreport, dalle analisi di Legambiente e dalle esperienze raccontate da Terra Nuova, il potenziale esiste. Ora occorre creare le condizioni perché possa esprimersi pienamente.
La transizione energetica non riguarda soltanto la produzione di energia pulita: riguarda anche chi la produce, chi la condivide e chi ne beneficia. Ed è nei territori che questa trasformazione può diventare concreta.
Fonti
Greenreport – «Mille Comunità energetiche rinnovabili non possono bastare» e «Il flop delle Comunità energetiche rinnovabili che l’Italia non può permettersi».
Legambiente – Approfondimento sulle Comunità energetiche rinnovabili.
Terra Nuova – «L’energia rinnovabile di comunità» e «Banca Etica sostiene le comunità energetiche del Lazio».







