Cava, sui social infuria la polemica per il “non-marciapiede” realizzato a viale degli Aceri

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Sul banco degli imputati oltre all’assessore Nunzio Senatore finisce anche l’Osservatorio cittadino sulla Disabilità

Divampa la polemica social sul “non marciapiede” realizzato di recente dal Comune metelliano in viale degli Aceri.

A mettere un consistente “carico da 11” è l’esponente di Fratelli d’Italia Fabio Siani.

“Ma è mai possibile progettare un tale stortura? Così si gestiscono i soldi dei Cavesi? Non ci sono scuse che tengano. Mi piacerebbe leggere cosa pensano i consiglieri comunali.”

C’è da dire che negli ultimi giorni il dibattito tra pro e contro era già stato molto vivace proprio sul canale Facebook. Per la verità sono più i contrari che gli estimatori del marciapiedi bonsai comparso a viale degli Aceri.

Felice Gabry Landi scrive: “veramente ci sono punti che tra il margine della fioriera ed il muro ci sono non più di cm. 20/25. Un’opera completamente inutile si è pensato solo a creare posti auto a dispetto dei pedoni visto che il marciapiede non è pedonabile neanche per il transito di un bambino, a meno che non si voglia far calpestare le fioriere che credo saranno coperte con griglie di ferro.”

La questione è proprio questa: con il posizionamento di alberi, pali della luce, parcometro e vano per i deposito dei rifiuti, restano pochi centimetri per poter camminare, anche se si è normodotati.

Ad ammettere che non si tratta di un marciapiede è lo stesso assessore ai Lavori Pubblici Nunzio Senatore che cerca di fornire una spiegazione ai commenti piuttosto veementi ed a tratti ironici dei cittadini.

“Per l’ennesima volta sono costretto ad intervenire per i lavori su Viale degli Aceri – scrive Senatore- La strada ha una larghezza definita all’interno della quale devono essere inserite alcune cose: un marciapiede a norma utilizzabile per tutti, normodotati, genitori con passeggini e persone con disabilità di 1,5 mt netti (in luogo di due inutili ed inutilizzabili prima esistenti), due carreggiate a norma, capaci di contenere autobus e/o autocarri nei due sensi di marcia, gli stalli per la sosta a destra e a sinistra a norma, qualche alberello, la pubblica illuminazione e accessori vari (macchinetta parcheggio, segnali vari). Considerato lo spazio disponibile, per non sacrificare niente di ciò che ho descritto, su indicazione dei tecnici, si sta realizzando sul lato dove insistono tutti i ‘punti di interesse’, (abitazioni, negozi ed attività), il marciapiede più largo, libero da ostacoli, mente sul lato opposto con le dimensioni rimanenti, dove c’è solo praticamente un muro di confine con un piccolo cancelletto di una entrata secondaria, tutte le cose che possono creare impedimenti al transito dei pedoni (pubblica illuminazione, alberi, macchinetta pagamento parcheggio, qualche segnale). A monte e a valle delle strada saranno garantiti i passaggi pedonali con percorsi tattili per gli attraversamenti in piena sicurezza. “

“In poche parole – ammette l’assessore ai Lavori pubblici- la strada non ha larghezza sufficiente per contenere due marciapiedi a norma e quello raffigurato non è assolutamente un marciapiede”.

E tanto basta!

Scrive Maurizio Accarino: “La mia riflessione è simile, ma chi decide simili BRUTTURE. Rendendo la città meno confortevole e fruibile per i cittadini. Da autorevole ARCHITETTO la città nel suo insieme, la sua organizzazione e la sua gestione, deve essere immaginata e ripensata in funzione delle caratteristiche, delle esigenze ed delle aspettative, rapportate agli attuali livelli di vita, delle “persone reali” che, di fatto, devono utilizzarla”.

Insomma ,dai progetti virtuali, alla città vissuta nel quotidiano, ce ne corre. Ed è questo che invocano i cittadini.

E Gianna Barrella fa notare: “Le barriere architettoniche sono utopia????”. Rilevando, quindi, che anche l’Osservatorio cittadino sulla Disabilità avrebbe dovute vigilare.

Sul tema disabilità Oriana Ferrara rincara la dose: “Il marciapiede è fatto per camminarci, passare con i passeggini e chi è disabile con le carrozzina… no fare lo slalom tra i pali…”.

Evidenzia a tal riguardo Giovanni Campanile: “E le sedie a rotelle? Passano per sopra?”

La discussione si anima e ad intervenire per trarre d’impaccio il suo assessore è personalmente il sindaco Vincenzo Servalli: “Molto spesso, anche per altre cose, si sono dati giudizi con lavori in corso. Fermo restando che ognuno è libero di dire quello che vuole, ma si potrebbe aspettare la fine dell’intervento? Nunzio ha spiegato le diverse esigenze tenute nel conto. Io sono certo che poi i cittadini saranno soddisfatti”.

Luisa Polacco commenta: “quando ci saranno gli alberi sarà difficile anche scendere, dunque… marciapiedi per alberi. I pedoni? Bella domanda! Che si arrangino, stiamo assistendo alla realizzazione di progetti futuristici.”

I disagi che si presentano sono evidenti: “Abito dalla parte di strada dove dicono ci sia solo un muro di confine – scrive Ada Pallino-, dove hanno ristretto il marciapiedi. Io per andare verso via Mazzini devo attraversare due volte la strada rischiando di essere investita perché il semaforo di via Vittorio Veneto scatta contemporaneamente con il verde dei pedoni in viale degli Aceri. Ma chi cavolo li fa sti progetti!!”

E la cosa più non va giù è che i cittadini debbano camminare sul marciapiede opposto che, secondo quando affermato da Nunzio Senatore, ha tutti gli standard necessari.

Insomma, è l’Amministrazione comunale a decidere quale sia il marciapiede da utilizzare.

Michele Picariello: “affermano che sia sufficiente il futuro marciapiede che sarà realizzato sul lato opposto da due metri di luce utile. Su carta, quel marciapiede “ridotto” ha una quota minima di 60 cm, ma la realtà è completamente diversa.”

Sulle pagine social abbondano le foto che ritraggono il marciapiedi incriminato in tutte le angolazioni. Si va dall’impossibilità di uscire dalle auto con il rischio di finire a ridosso degli alberi, ai centimetri risicati per districarsi con i piedi sulla striscia riservata a chi parcheggi su quel lato di strada, alle evidenti barriere per passeggini e disabili.

Insomma, un gran bel pasticcio!

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