Cava de’ Tirreni, sulle alienazioni Servalli cerca di smentire la sua stessa delibera ma le opposizioni lo bastonano

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“Non è vero che vendiamo la Biblioteca l’attuale immobile non è in grado di partecipare ai progetti del PNRR per la presenza di barriere architettoniche, non ha più spazi per ospitare il patrimonio librario e il prezioso archivio storico che, peraltro, necessitano di una struttura adeguata alla loro conservazione. Quando sarà possibile, sarà tutto trasferito nella magnifica cornice di Villa Rende. Non è vero che vendiamo Piazza Amabile…” così il sindaco Servalli in conferenza stampa, cercando di smentire quello che c’è scritto nella delibera di alienazione dei beni immobili del Comune e da lui stesso votata dopo che è stato lui a proporre il provvedimento clicca qui e leggi la delibera .

Le opposizioni però non ci stanno e vanno giù duri contro il sindaco Servalli e la sua Amministrazione.

Il gruppo consiliare civico SIAMO CAVESI denuncia l’operazione di vendita del patrimonio immobiliare che Servalli sta massicciamente portando avanti definendola pericolosa “perché vendere (o svendere) un’intera città, compresi beni di grande valore storico culturale e strategico significa dire addio definitivamente alla programmazione urbanistica e rinunciare ad avere (se mai questa amministrazione l’ha avuta) un’idea circa il volto futuro da dare a Cava” leggi qui la versione integrale del comunicato.

Non è da meno l’associazione civica CAVA 4.0 che con un video molto ben fatto in modo plastico illumina i cavesi sull’operazione di vendita dei beni comunali portata avanti da Servalli e i suoi clicca qui per vedere il video.

Il movimento civico La Fratellanza ha invece diffuso un ironica vignetta, in pratica, un “volantino” sulle vendite dei beni comunali dal titolo “SOTTOCOSTO” LE OFFERTE CHE CERCAVI, che abbiamo pubblicato come immagine di copertina di quest’articolo.

In conclusione, il sindaco Servalli ha cercato di mettere una pezza ma la sua delibera parla chiaro, troppo chiaro per non essere smentito dalla realtà dei fatti. Sembra un po’ come Putin quando vuol far credere al mondo intero che l’invasione russa dell’Ucraina non sia un’aggressione violenta e tragica, bensì un’operazione di difesa…

 

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