Cava de’ Tirreni, interrogazione del consigliere Petrone sul “Parco Ludico Naturalistico di Croce”

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Luigi Petrone (foto Aldo Fiorillo)

“Alcuni concittadini che abitano alla frazione Croce nei pressi di via M. Di Florio ci hanno segnalato che sono in corso d’opera lavori presso il “Parco Ludico Naturalistico di Croce”, in via M. Di Florio, che già ora sfigurano, irreversibilmente e mutilano, una importante parte del bosco ceduo, anche mediante l’era-dicazione di centinaia di ceppaie di castagno. I predetti concittadini, sono preoccupati che tale intervento avviene in spregio di ogni normativa di tutela dell’ambiente”.

Principia così l’interrogazione che il consigliere comunale Luigi Petrone, leader del movimento politico La Fratellanza, presenterà nella seduta del prossimo 3 agosto.

“In effetti la superficie del parco -prosegue l’interrogazione di Luigi Petrone- è di  circa 415.126 mq di cui ben 409.626 ricadono in  zona E2 tutela silvio pastorale del P.R.G. classificata in zona 1B del P.U.T. Legge 35/87, dove vige l’inedificabilità assoluta ex art.33 della legge 47/85, mentre solo 5.453.00 mq ricadevano in zona E4 del vecchio P.R.G. ora trasformata con variante semplificata in zona H, entrambe le zona E4 e H sono ricomprese in zona territoriale 4 del P.U.T. legge 35/87, nonostante questa classificazione di fatto i 5.376.00 mq risultano di natura  completamente boscata”.

“Pertanto -si legge ancora nell’interrogazione- per l’esecuzione dell’opera si dovrà procedere all’eliminazione di  centinaia di ceppaie di castagno, in quanto come detto primo, l’area allo stato risulta essere costituito da un bosco ceduo”.

“Il terreno dello scavo -si apprende- attualmente viene smaltito presso il sito denominato “Cannetiello” posto a pochi metri dall’area interessata dove è in corso una bonifica ambientale”.

“Entrando nel merito del titolo autorizzativo -spiega Petrone- lo stesso è stato rilasciato il 18.1.2010 per cui l’inizio dei lavori doveva avvenire entro un anno dalla data di rilascio mentre, la fine dei lavori, doveva concludersi dopo tre anni (termine completamente disatteso), i lavori  effettuati nel 2010 hanno riguardato  esclusivamente la realizzazione di una piccola fondazione. Dal 2010 fino al mese scorso i lavori sono stati fermi per cui sono trascorsi ben undici anni. Appare altresì surreale l’eventuale concessione di proroga ove sia stata richiesta e concessa dopo ben undici anni dal rilascio del titolo edilizio”.

“Tutto ciò premesso -conclude Petrone nella sua interrogazione- formuliamo la domanda di rito: “chiediamo se il fatto illustrato in premessa sia vero, se di esso sia informata l’Amministrazione e se questa, nel caso il fatto sia vero, abbia effettuato opportune verifiche e adottato o stia per adottare provvedimenti in proposito”.”fra g

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