Cava de’ Tirreni, il consigliere Eugenio Canora chiede chiarezza sul protocollo con l’ASCCCA: accesso agli atti sulla gestione dei servizi sociali
Il consigliere comunale di “Cava Sia – Città in Comune” presenta una richiesta formale per ottenere tutti gli atti relativi alla gestione transitoria dei servizi socioassistenziali. Nel mirino protocollo, pareri tecnici, rapporti economici, tutela del personale e comunicazioni con Regione e Comuni dell’Ambito
Il consigliere comunale Eugenio Canora riporta al centro del dibattito politico cavese una questione che, nelle ultime settimane, ha assunto un rilievo crescente: la gestione transitoria dei servizi socioassistenziali dopo la cessazione del Piano di Zona Ambito S2 e il contestuale avvio dell’Azienda Speciale Consortile “Cava–Costa d’Amalfi”. La richiesta formale di accesso agli atti -indirizzata al Sindaco, al Segretario Generale, ai dirigenti competenti e, per conoscenza, al Presidente dell’Azienda- rappresenta, infatti, un passaggio politico significativo, perché punta a fare chiarezza su un processo amministrativo complesso e delicato, che coinvolge servizi essenziali per le fasce più fragili della popolazione.
Canora motiva la sua iniziativa richiamando quanto emerso dalla stampa locale, secondo cui sarebbe stato sottoscritto un protocollo tra Comune e A.S.C.C.C.A. per garantire la continuità dei servizi nelle more della piena operatività dell’Azienda. Nel documento si legge che “la continuità dei servizi destinati alle persone fragili, la tutela degli utenti e dei lavoratori e la corretta gestione delle relative risorse rivestono particolare rilevanza pubblica e istituzionale”. È proprio su questo punto che il consigliere concentra la sua attenzione: comprendere come si stia gestendo la fase di transizione, quali atti siano stati adottati e quali garanzie siano state predisposte per utenti, lavoratori e bilancio comunale.
La richiesta è ampia e articolata. Canora chiede innanzitutto copia del protocollo, dei suoi allegati e di eventuali atti successivi, per verificare la cornice amministrativa che regola la collaborazione tra Comune e Azienda Speciale. Domanda poi gli atti presupposti del Comune: deliberazioni, determinazioni, pareri tecnici e contabili, deleghe, pubblicazioni all’Albo. Un passaggio particolarmente rilevante riguarda gli atti dell’Azienda detenuti dal Comune, tra cui la deliberazione del Consiglio di amministrazione del 30 giugno 2026, che potrebbe contenere elementi decisivi per comprendere lo stato di avanzamento dell’ente consortile e le ragioni che hanno reso necessaria una gestione transitoria.
Non meno importante è la parte dedicata al personale. Il consigliere chiede documentazione sulla posizione giuridica ed economica dei lavoratori, sulle comunicazioni ai dipendenti e ai sindacati, e su eventuali verbali di incontri. La tutela del personale proveniente dal Piano di Zona è infatti uno dei nodi più sensibili della transizione, sia per la continuità dei servizi sia per la stabilità organizzativa.
Ampio spazio è dedicato anche ai rapporti economici: quadro dei costi, criteri di imputazione, atti di liquidazione, rendicontazioni già predisposte, ricognizione delle somme e dei residui del Piano di Zona da trasferire all’Azienda. Canora chiede inoltre eventuali rilievi o contestazioni, segno che intende verificare non solo la correttezza formale degli atti, ma anche la solidità delle scelte contabili.
Infine, il consigliere domanda copia delle comunicazioni con la Regione Campania e con gli altri Comuni dell’Ambito, comprese eventuali prescrizioni o richieste di chiarimento. Un elemento che conferma come la vicenda non sia circoscritta al solo Comune di Cava de’ Tirreni, ma coinvolga un sistema più ampio di relazioni istituzionali.
La richiesta, formulata ai sensi dell’articolo 43 del TUEL e della legge 241/1990, viene presentata come esercizio delle prerogative consiliari e finalizzata alla verifica della regolarità amministrativa e contabile della fase transitoria. Canora chiede che la documentazione gli venga trasmessa via PEC “con cortese sollecitudine”, sottolineando l’attualità della gestione e la natura essenziale dei servizi coinvolti. Un’iniziativa che, al di là del profilo tecnico, assume un chiaro valore politico: riportare trasparenza, responsabilità e controllo democratico su un passaggio amministrativo finora assai tormentato e che incide direttamente sulla vita di utenti, famiglie e lavoratori.







