Napoli, mercoledì presentazione del libro “Dall’ascolto al dialogo. La comunicazione medico-paziente”

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“Parlare è un bisogno, ascoltare è un’arte” è una frase di Johann Wolfgang von Goethe, uno dei più celebri personaggi del panorama culturale europeo del XVIII secolo, ed è l’incipit giusto per iniziare un excursus sulla comunicazione medico-paziente.

 

Mercoledì 19 ottobre alle ore 17, presso l’Auditorium Ordine dei Medici, via Riviera di Chiaia a Napoli, verrà presentato il libro di Rosa Ruggiero “Dall’ascolto al dialogo. La comunicazione medico-paziente”, direttore editoriale “Giuseppe De Nicola editore”.

La presentazione vedrà la presenza di alcuni relatori e ospiti. L’introduzione di Bruno Zuccarelli, Presidente dell’Ordine dei Medici – Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia, e gli interventi di: Maria Triassi, Professore Ordinario di Igiene e Medicina Preventiva e Presidente Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Anna Maria Colao, Professore Ordinario di Endocrinologia, Titolare della Cattedra Unesco “Educazione alla Salute e Sviluppo Sostenibile” dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Aldo Bova, Presidente Nazionale “Forum Associazioni Socio-Sanitarie”, già Primario Dirigente Ortopedico. Le conclusioni sono di: Nicola Provenza, Medico Chirurgo – Gastroenterologo, già Deputato della Repubblica nella XVIII Legislatura ed estensore di un Disegno di Legge su “Disposizioni sul potenziamento degli aspetti comunicativi nella relazione del professionista sanitario con il paziente e con i componenti dell’équipe sanitaria”.

Il rapporto medico paziente è una delle poche forme di interazione umana in cui il fine è lo stesso: la salute del paziente. La comunicazione tra le due figure è un aspetto essenziale della pratica medica. Il paziente vuole considerare il medico come un proprio alleato. Il paziente ascoltato e supportato diventa più collaborante, meno impaurito, sentendosi motivato a lottare insieme al suo medico nel processo di guarigione. Il curante, d’altro canto, riesce ad acquisire molte più informazioni su “quella patologia” in “quella persona”, nel “suo contesto di vita”, fatto di famiglia, lavoro, passatempi.

I problemi di sfiducia e di incomprensione tra paziente e medico possono essere risolti attraverso lo sviluppo delle abilità di comunicazione di quest’ultimo. Anche perché il pubblico è sempre più informato e scettico nei confronti dei medici: il «dottor Google», il medico virtuale di fama internazionale, ritenuto un luminare della scienza, disponibile in qualunque momento, oltretutto in maniera gratuita, è il più consultato al mondo da coloro che cercano l’autodiagnosi in rete.

Imhotep, vissuto circa 5.000 anni fa (2600 a.C.) e considerato il padre della medicina, fu il primo a parlare della relazione medico – paziente e della comunicazione in Medicina. Noto per essere medico dalle straordinarie abilità curative, attribuiva un ruolo basilare per l’esercizio della professione medica alla conoscenza del paziente e della sua malattia, alla raccolta delle informazioni necessarie per poter fare diagnosi, oltre che all’esperienza diretta sul malato per la formazione del medico.

Ma è Ippocrate (Sull’arte, in Opere), molto più tardi, nel V secolo a.C., a definire il processo relazionale e comunicativo: il medico deve “saper leggere”, “saper curare” e “saper comunicare”; «il tocco, il rimedio, la parola» possono aiutare a guarire.

Sono passati più di due millenni, eppure gli insegnamenti dei padri della medicina sembrano essere completamente ignorati: il rapporto medico – paziente appare sempre più distaccato e superficiale.

Nel corso della presentazione si parlerà in maniera dettagliata del lavoro svolto dall’autrice per infondere nel lettore la consapevolezza che il confronto con l’ammalato non può essere lasciato alla buona volontà dei singoli, ma è un processo su cui lavorare molto, partendo da una formazione specifica che dovrebbe riguardare ogni futuro medico.

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