Utente chiama, Ausino non risponde

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Qualche utente di Ausino ci ha segnalato che in quasi tutte le bollette/fatture emesse vi sono alcune voci di difficile interpretazione, come, ad esempio, quella degli “oneri di perequazione” i quali, sebbene di importo contenuto (parliamo di pochi euro), sono ricorrenti.

Come noto, Ausino spa, Servizi idrici integrati, serve 26 Comuni tra la Costiera Amalfitana, Cava de’ Tirreni, e alcuni della Provincia di Salerno: i Comuni di Acerno, Agerola, Amalfi, Atrani, Baronissi, Castiglione dei Genovesi, Cava de’ Tirreni, Cetara,  Conca dei Marini,  Furore, Giffoni Sei Casali, Giffoni Valle Piana, Maiori, Minori, Montecorvino Pugliano, Montecorvino Rovella,  Olevano Sul Tusciano,  Pellezzano, Positano, Praiano, Ravello, San Cipriano Picentino, San Mango Piemonte, Scala, Tramonti, Vietri sul Mare, in pratica della Bassa Valle dell’Irno, del Salernitano e della Costiera Amalfitana.

Già in passato ci siamo occupati dell’Ausino, che in zona fa concorrenza a Gori, più esteso in Campania, con tariffe molto più alte, ma non ci soffermiamo sulla differenza delle tariffe tra Ausino e Gori, evidentemente causata da una più rilevante insolvenza nei Comuni servivi da quest’ultimo.

Ma desideriamo solo capire le voci in bolletta e, in questa occasione, gli “oneri di perequazione” ricorrenti.

A tal proposito abbiamo fatto una rapida ricerca sul web, dalla quale è emerso che questi oneri servono a compensare costi sostenuti nell’interesse generale del sistema, ad esempio per sostenere interventi di solidarietà in caso di calamità naturali o per le agevolazioni sociali, introdotti con vari provvedimenti dell’ARERA, che è l’Autorità di Regolazione per Energia Reti ed Ambiente.

L’ARERA ha emesso in proposito vari provvedimenti, iniziando dalla delibera n. 6/2013/R/COM, con la quale venne istituita la componente tariffaria denominata “UI1”.

Evitiamo di tediare i lettori riepilogando (il tutto è tratto dal sito di ARERA aggiornato a nov. 2020): con le bollette dell’acqua gli utenti pagano i corrispettivi di acquedotto, fognatura e depurazione, le componenti tariffarie e le imposte.

Di seguito si riporta il dettaglio delle componenti tariffarie che alimentano i relativi costi di gestione: UI1, per la perequazione dei costi relativi ai servizi di acquedotto, fognatura e depurazione; UI2, per la promozione della qualità contrattuale dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione; UI3, per la perequazione dei costi relativi all’erogazione del bonus sociale idrico; UI4, per l’alimentazione e la copertura dei costi di gestione del Fondo di garanzia delle opere idriche di cui all’articolo 58 della legge 221/2015, tutti espressi in centesimi di euro per metro cubo. Il valore delle componenti tariffarie sopra descritte è aggiornato da ARERA con apposite deliberazioni.

Insomma un vero e proprio rompicapo, dal quale si deduce che le componenti perequative da applicare in bolletta sono quattro: UI1, UI2, UI3 e UI4, le cui aliquote sono ballerine e si applicano sui consumi idrici veri e propri, sugli oneri di fognatura e depurazione, ecc.

Per tentare di comprendere il meccanismo, con tanta pazienza abbiamo fatto qualche calcolo, giungendo …a niente in quanto applicando le varie aliquote ai mc di acqua consumata e agli oneri fognari e depurativi, siamo giunti a risultati diversi da quelli indicati nella bolletta in esame.

A questo punto abbiamo ritenuto giusto interpellare direttamente Ausino, telefonando ai vari numeri, verdi e non, indicati sia sulle bollette/fatture, (089.461247 – Serv. Commerciale 800.445552 – Guasti 800194026), sia sul sito (089. 461515.fax – 461195 – 4454796 – 461247 – 801529).

Niente da fare, risponde sempre un call-center che si limita a prendere le notizie e trasmetterle ad Ausino il quale, poi, si metterà in contatto con l’utente.

Il problema è che, dopo tre segnalazioni fatte in più di due settimane, l’Ausino non ha ritenuto di rispondere.

Speriamo che, anche grazie a questo articolo, lo faccia quanto prima, in maniera da poter sciogliere l’enigma degli “oneri di perequazione”, e poterne dare una informativa esaustiva.

Vogliamo concludere con un’ultima considerazione: le bollette/fatture emesse da vari enti e società di gestione, luce, gas, acqua, eccetera sono sempre più di difficile comprensione, derivante non solo dalla complessità delle voci che concorrono a formare il costo definitivo di una fornitura, ma da diavolerie varie come la segnalazione del consumo rilevato (in tanti casi inutile perché poi non viene tenuta in considerazione), oppure recuperi o rimborsi di arretrati, eccetera.

Lamentarsi di questo con i fornitori dei servizi è una cosa inutile in quanto essi asseriscono che sono obbligati a fornire ai clienti tutti quei dettagli, il che si traduce in bollette/fatture di numerose pagine (ne abbiamo contate fino a otto o dieci), con la scontata conclusione che “molte notizie equivalgono a nessuna notizia”.

Se fossimo un paese serio dovrebbe esserci qualcuno che ci rappresenta che prendesse a cuore il problema e introducesse un provvedimento semplificativo che dicesse: caro utente, hai consumato 2oo mc di gas e devi pagare euro 170,00, senza altri dettagli, che quasi nessuno comprende.

Ma giacché siamo il paese che siamo, accontentiamoci tacendo.

 

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