Servalli, Sindaco mio… tra rifiuti, ospedale, foibe e altri guai, la città va sempre più giù

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Caro Sindaco Servalli, è da un mese che non ti scrivo, ti ho dato tutto il tempo per poterti raccapezzare tra i vari problemi che ti assillano e le preoccupazioni che ti crucciano.

Certo che di problemi ne hai, e pure parecchi, tra la macchina comunale che funziona come funziona (piuttosto male), le manine e le boccucce interne che ti fanno gli scherzetti, gli alberi che ti preoccupano, le telecamere che ci sono ma è come se non ci fossero, i Vigili urbani che vanno, quando vanno, per conto loro, la spazzatura che ti e ci sovrasta, e chi più ne ha più ne metta.

Ma c’è qualcosa di personale che lega diversi avvenimenti dei quali ti voglio parlare, e cioè i Vigili, per qualcosa che mi è capitato qualche settimana fa.

E se qualcuno dice che il servizio dei Vigili Urbani a Cava è inefficiente, ora deve ricredersi, perché il servizio c’è, i Vigili vigilano, le contravvenzioni le rilevano, non bisticciano più con gli automobilisti e incassano le multe: consta ed è costato a me.

Ho fermato la mia auto di fronte al trincerone, poco distante dall’ufficio di smistamento delle poste, con i lampeggianti accesi e il permesso stampa sul cruscotto, proprio per fotografare cumuli di rifiuti, traffico di tutti i generi, Tir che non ti dico, inquinamento, difficoltà di attraversamento pedonale e altre quisquilie varie: sono rimasto lì circa un quarto d’ora.

Dopo qualche giorno mi è arrivato per posta un verbale di contravvenzione per sosta vietata; quando ho chiesto all’ufficio dei VV.UU. il motivo per cui non mi era stato notificato all’istante, mi è stato risposto che ora i Vigili non si fermano più e fanno le contravvenzioni scattando le foto con le telecamere montate sulle loro auto e inviano i verbali al domicilio. Quindi non si preoccupano più di accertarsi se magari il conducente si sia fermato per un improvviso malore, se ha esposto un permesso autorizzativo della sosta, come nel mio caso; fotografano, notificano e chi s’è visto s’è visto.

Proprio bravi, osservano, fotografano, multano e scappano: quando si dice efficienza, purtroppo, a senso unico!

Detto questo, iniziamo con i rifiuti perché ormai è accertato che i cittadini cavesi sono degli impenitenti sporcaccioni, e non c’è chi li fermi, le denunzie quotidiane che fanno tanti cronisti metelliani sono acqua persa, non c’è chi li cambi o li civilizzi; ormai la città sembra diventare sempre di più una specie di discarica a cielo aperto, e ho la sensazione che più si evidenzi, peggio sia.

Mi ricordo il film di Totò e Fabrizi “Guardie e ladri”, nel quale il ladro, Totò, scappava, inutilmente inseguito dalla guardia Fabrizi, e tra i due la distanza era sempre maggiore perché Totò era magro e agile e quindi difficilmente raggiungibile, mentre Fabrizi aveva una bella pancia e faceva più fatica a inseguirlo; quando entrambi non ce la facevano più, adeguatamente distanziati talvolta si fermavano per riprendere fiato.

E ricordo la scena della stazione ferroviaria dove, accanto ai binari, Fabrizi cercava di convincere Totò a farsi arrestare: “vieni qua, fatti arrestare” gli intimava, e Totò, con la mano chiusa a “peperone” gli rispondeva “ma a chi, vieni a prendermi se ce la fai”.

E’ la stessa scena che mi immagino tra lo sporcaccione cavese, che deposita i rifiuti dappertutto, e chi vorrebbe individuarlo e sanzionarlo, e lo sporcaccione, imitando Totò, pure lui con la mano chiusa a “peperone” gli risponde “ma a chi, vieni a prendermi se ce la fai”.

Io qualche ulteriore suggerimento te lo darei: vista la situazione è necessario che tu e la Metellia ingaggiate almeno qualche migliaia di vigilanti anti-sporcaccioni, quelli che il buon Livio definisce con un termine un tantino reboante “Ispettori ambientali”, i quali il loro mestiere lo fanno, ma sono pochi rispetto ai zozzoni cavesi: se questo nucleo viene potenziato, probabilmente un risultato lo otterrai.

Su questo argomento non mi sento di coinvolgere la Metellia, che fa quello che può, ma il problema rimane.

Se andiamo avanti di questo passo, nel mentre Cava degrada sempre di più, le città limitrofe sembrano avviate verso una riqualificazione del loro territorio, perciò loro migliorano, Cava peggiora, tra poco ci livelleremo e poi noi scenderemo di livello; e andranno a farsi benedire anche i “quarti di nobiltà” e l’appellativo di “piccola Svizzera” che tanti illusi ancora vantano.

Però qualche ulteriore consiglio te lo voglio dare; fatti un giro nelle città vicine, non ti dico Mercato San Severino, che ha una annosa tradizione di pulizia dall’epoca del Sindaco Romano, ma magari a Castel San Giorno: fermati, osserva e rifletti.

Se poi dovessi trovare il tempo di arrivare a Casarlano, una frazione in altura di Sorrento, un posto incantevole, ti suggerisco di fermarti davanti alla Chiesa della Vergine, a sinistra troverai due transenne che nascondono un’isola ecologica, all’interno della quale viene depositata la spazzatura; una specie di Merano in sedicesima.

Allora, visto che non si riesce a risolvere il problema del deposito dei rifiuti, fai “buon viso a cattivo gioco”, apri tante piccole isole ecologiche, dove i zozzoni potranno occultare le loro schifezze.

E non voglio trascurare il verde pubblico, mi riferisco agli alberi ad alto fusto dei quali si sta facendo una strage in tutta la città, e piange il cuore vedere come cadono giù, pure se sono belli, sani e rigogliosi.

Ma gli Agronomi hanno detto che vanno tagliati, per evitare che, con gli stravolgimenti climatici che ci ritroviamo, possa accadere qualche altra disgrazia come quella capitata nella villa comunale: a proposito qualcuno vorrebbe che tu gli spiegassi perché è ancora chiusa la “Schwerte” di via Veneto?.

Ma l’Agronomo ti avrà anche suggerito di sostituire gli alberi da abbattere con altri alberi, in maniera da non depauperare il verde cittadino?

Capita, però, di vedere che gli alberi li stai facendo abbattere, ma non c’è nessun segnale della loro sostituzione; e la cosa è preoccupante, molti temono che la promessa di sostituirli sia solo un vago impegno che non avrà seguito.

Spero che non sia così, ma una tua rassicurazione tranquillizzerebbe tutti.

E c’è un ulteriore problema che richiede una tua risposta; in verità sono due in uno, il vecchio ospedale di Santa Maria dell’Olmo, e il nuovo ospedale di Fra Gigino.

Non dico che le due cose siano collegate, sarebbe una assurdità, piuttosto alternative.

Tu, in buona compagnia di tanti cavesi, vi state intestardendo a far ristrutturare il vecchio edificio, che già è costato milioni, e altri se ne spenderanno: quattrini bruciati per un edificio che andrebbe in gran parte demolito, conservando solo la parte antica.

Ma sarebbe più utile per Cava e il circondario impegnarsi sul progetto di quello nuovo, che tutti attribuiscono a Fra Gigino, ma che rispecchia una vecchia idea dell’amministrazione Abbro, in parte ripresa dal Sindaco Messina, il quale ha pure dichiarato che questo progetto è da prendere seriamente in considerazione.

Finora non mi è sembrato di leggere un tuo commento, né favorevole e, per fortuna, nemmeno contrario; ma una tua spinta sarebbe certamente positiva, visti i buoni rapporti che ancora hai con il Governatore De Luca.

A tal proposito, io non credo che tu, come ha detto qualche tuo maligno oppositore in occasione della vicenda della intitolazione della villetta al lato della Stazione ferroviaria alle Vittime delle foibe, sia diventato un simpatizzante e un seguace dell’On. Edmondo Cirielli ,il quale, nonostante sia un Questore della Camera dei Deputati per FdI, alla fin fine qui in Campania non ha gran peso, meglio De Luca che i soldini li darà; anche perché il nuovo Ospedale sarebbe un fiore all’occhiello per l’Azienda Universitaria Ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi D’aragona, e tu sai che De Luca ha per la stessa un grande interesse.

Qualche ora fa hai scritto su FB che bisogna conservare l’unità di intenti: appunto, l’intento futuro non dovrebbe essere quello di avere un vecchio ospedale rabberciato, piuttosto una moderna cittadella ospedaliera, degna di questo nome.

O no?

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