L’alternativa a Servalli? Per ora una nebulosa politicamente indistinta

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foto Gabriele Durante

Nell’intervista che abbiamo pubblicato oggi, Fabio Siani mostra quanto sia politicamente cresciuto in questi anni. Sia chiaro, è stato sempre vivace e positivo, ma l’esperienza maturata negli ultimi anni nel delicato ruolo di Commissario liquidatore del Consorzio di Bacino lo ha resto molto più sicuro nelle valutazioni, deciso nelle censure, asciutto nelle analisi. In altre parole, sa di cosa parla e lo fa con misura nei modi, ma senza sconti nella sostanza.

E ciò appare evidente quando, in modo prevedibile, esprime un giudizio negativo sull’Amministrazione del sindaco Servall, ma è durissimo oltre le aspettative nei contenuti. Riesce, in breve, ad essere molto critico, ma lo esplicita con serenità, quasi con leggerezza, senza livore, con un distacco quasi british.

Liquida, infatti, l’Amministrazione Servalli in poche battute, definendola “priva di programmazione”, e chiedendo agli attuali amministratori comunali quali sono i “progetti che lasceranno a chi li succederà?”, nella convinzione che “chi verrà dopo avrà difficoltà perché dovrà ripartire da zero, dovrà arare prima di seminare”. In altre parole, la sua è una pesante e decisiva stroncatura da vero commissario liquidatore.

Per questo, Fabio Siani  ritiene che “la città deve essere rilanciata e bisogna chiedere alle migliori risorse umane di cui disponiamo (e ci sono) di dare un supporto”, tacciando Servalli di non aver saputo, ma a nostro avviso non aver voluto, “creare una valida squadra di governo”.

Fabio Siani, d’altra parte, chiede che ci siano amministratori comunali che sappiamo dare alla macchina amministrativa un indirizzo politico, che è una loro esclusiva competenza e non certo dei dirigenti. E’ una verità sacrosanta, ma, ad onor del vero, bisogna anche riconoscere che in questi ultimi anni il nostro Comune non si è fermato grazie proprio ai dirigenti comunali, alcuni di loro in particolare, che hanno saputo tenere la barra dritta, spesso e anche in assenza di una guida decisa e lungimirante della parte politica.

Detto ciò, ci sono paio alcuni passaggi politici particolarmente importanti e significativi, perché riguardano più che altro le prospettive rispetto alle prossime comunali.

Il primo, è il superamento del centrodestra. Fabio Siani, infatti, parla appunto della necessità di puntare ad un candidato unitario che non sarà “del centrodestra, ma della coalizione alternativa all’Amministrazione Servalli”.

Questo cosa significa? Immaginiamo un passo indietro per i partiti tradizionali di quello che una volta era il centrodestra, un’apertura verso l’associazionismo politico civico, un dialogo e una ricerca di un punto di incontro con realtà politiche con sensibilità diverse, quindi finora organiche o in qualche modo orbitanti nel centrosinistra.

Non sarà, questa, un’operazione facile, anzi, l’impresa appare impegnativa, tuttavia, questa impostazione appare molto interessante e intrigante. In altre parole, può essere foriera di un cartello politico-programmatico assai più ampio e consistente, non solo da un punto di vista elettorale, di quello che può mettere in campo il centrodestra sic et simpliciter. In breve, un rassemblement (quantunque di questi tempi il francese non è politicamente di moda) di ampio respiro da risultare molto innovativo anche dal punto di vista qualitativo, culturale ed etico.

Il secondo, è che dalle risposte di Fabio Siani traspare evidente una preoccupazione, quella del reclutamento di un personale politico di qualità. Da qui, l’appello alle migliori risorse delle città da coinvolgere nel governo e, nello stesso tempo, è quasi temerario e rivoluzionario, considerate le consuetudini della politica a prescindere dai diversi schieramenti, quando sostiene che è sbagliato “scegliere un assessore soltanto perché ha ottenuto 600/700 voti e dargli, magari, deleghe importanti”. In pratica, gli assessori non dovrebbero essere nominati “tra i consiglieri comunali e dovrebbero svolgere il loro compito solo per amore della città, quindi gratis et amore dei”.

Insomma, stiamo a vedere. Siamo in pieno lavori in corso.

Fabio Siani appare chiaramente ben disposto, ma la partita deve giocarla con molti altri partner. Ad ogni modo, in generale la buona volontà non manca e le negative esperienze del passato, soprattutto quelle vissute dalle compagine di governo locale di centrodestra, hanno lasciato il segno e consigliano approcci diversi e più consoni alla responsabilità di guidare una città. Certo, dal dire al fare c’è di mezzo il mare. D’altro canto, è scontato che le strade dell’inferno sono lastricate dalle migliori intenzioni. Figurarsi quelle politiche, poi.

Ad oggi, e questo è un fatto, l’alternativa all’attuale maggioranza guidata dal sindaco Servalli è una nebulosa. E come tale è qualcosa di indistinto. Alla fine, approssimandosi l’appuntamento elettorale delle comunali, qualcosa o anche più di qualcosa di sicuro si paleserà. La questione, però, sarà di capire se quel che emergerà e che eventualmente potrebbe affermarsi risulti essere migliore dell’esistente da un punto di vista programmatico e progettuale, e più ancora del personale politico.

Quel che serve, in breve, è un cambio di passo. Energico e radicale.

In conclusione, cambiare tanto per cambiare immaginiamo che ai cavesi interessi poco. E soprattutto non serve.

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