La sanità a Cava de’ Tirreni: ma non è che siamo dei “pirla”?

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Non si può dire che noi cavesi, o cavoti come i “puristi” ci definiscono, siamo sfortunati, amministrazione cittadina a parte, perché godiamo di qualche “doppia” fortuna.

Prendiamo, ad esempio, il centro della città, con il bel corso porticato che tante città ci invidiano, vorrebbero averlo anche loro, ma per trovarne uno simile occorre fare qualche viaggetto, e anche abbastanza lungo.

Nemmeno la città di Portici, qui in Campania alle porte di Napoli, nonostante il nome, li ha, e siamo certi che ai circa 53.mila porticesi rode il fegato.

Ma Cava ha altre due caratteristiche che la rendono particolare: il fatto di appartenere ad una Arcidiocesi che l’accomuna con Amalfi e il fatto che c’è uno storico duplicato, cioè l’Abbazia Benedettina, che, sebbene nei secoli abbia perduto l’importanza originaria, è una seconda comunità ecclesiastica, tant’è che l’Abate è equiparato a un Vescovo.

Cava, infine, ha il privilegio di avere ben due strutture sanitarie, entrambe funzionanti, e quindi, non dovremmo avere di che lamentarci.

Da una parte c’è l’Ospedale Santa Maria Incoronata dell’Olmo, che fino a qualche decennio addietro faceva parte dell’A.S.L., mentre oggi fa capo all’Azienda Ospedaliera Universitaria “Ruggi d’Aragona” la quale lo inglobò nelle altre sue strutture che così divennero cinque (il San Leonardo di Salerno, l’Ospedale Fucito di Mercato San Severino, il Presidio ospedaliero di Castiglione di Ravello, l’Ospedale Giovanni Da Procida di Salerno e, appunto, quello di Cava), fregiandosi della tradizione della Scuola Medica Salernitana.

Inoltre Cava gode delle prestazioni dell’A.S.L. della Provincia di Salerno.

Che i due sistemi funzionino bene o male è un fatto opinabile, è importante che ci siano in quanto il cittadino cavese può avvalersi di entrambe le organizzazioni, e capita spesso che, per superare i tempi lunghi dell’una o dell’altra, l’utente si rivolga alla “concorrenza” ottenendo soddisfazione.

Quindi verrebbe da dire che noi cavesi non abbiamo di che lamentarci, ma “qui casca l’asino”, come direbbe Paola Cantù, autrice di un divertente volume, perché non sempre le cose vanno per il verso giusto e l’utente, “meschino”, si trova mazziato e gabbato.

E spesso ci si mette anche il Governatore De Luca, che tiene ben stretti i cordoni della borsa sanitaria, e che quasi mensilmente li chiude con tanto di lucchetto e i cavesi, nonostante il duplicato delle strutture, debbono mettere mani al portafoglio per ricevere le prestazioni.

Ma questo è un altro discorso perché in questo momento ci preme sottolineare che, nonostante il “doppio canale sanitario”, la questione dell’Ospedale metelliano agita sempre di più anche l’Amministrazione comunale, la quale, già gravata dal fardello del deficit pluriennale che si porta sul groppone, e che sembra avviarsi verso una soluzione, ovviamente a danno delle tasche dei cittadini, è anche accusata dalle opposizioni di essersi disinteressata del problema del rilancio dell’Ospedale Santa Maria Incoronata dell’Olmo, e sembra che a dare man forte alle opposizioni ci siano anche elementi della maggioranza.

Una componente della maggioranza, infatti, precisamente Rifondazione Comunista, ha reso pubblico, tramite Circolo Francesco Gagliardi di Cava che ritiene tradito il patto legislativo per Cava.

Il comunicato stampa è del 1° giugno 2022 clicca qui per leggere il testo integrale.

Un comunicato abbastanza pepato!

Ci sembra opportuno riportare, però, anche una pepatissima considerazione di un lettore, pubblicata su FB, che evidenzia la delusione di un cavese doc.

Il quale, dopo aver fatto una disamina del deficit strutturale del bilancio, giungendo alla conclusione, scontata, che l’amministrazione ha perso il controllo della gestione politica, intenta a trovare le pecche dell’opposizione, cercando inutilmente di scaricare su quest’ultima le responsabilità che invece sono sue, che le cose vengono dette spesso in maniera incomprensibile, e che lo stesso Sindaco non si rende conto che, puntando il dito contro l’opposizione, dà ad essa un punto di forza, di sostegno, proprio perché l’opposizione ha proposto cose sensate.

Tutte cose che abbiamo detto anche noi e che condividiamo.

La tristezza è che, nonostante la città goda di due sistemi sanitari, sembra che nessuno abbia fatto nulla per avere a Cava una struttura ospedaliera efficiente, che si chiami cittadella sanitaria, che si chiami Ospedale di Comunità, che si chiami in altro modo, ma che ci sia!

Insomma, tra i tanti ospedali che i cavesi aspettano, vuoi vedere che ci chiudono pure quello vecchio e scalcinato che ci ritroviamo?

Ma non è che noi cavesi siamo proprio dei “pirla”?

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