Dalla Palestra Parisi alla Piazzetta Parisi

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Devo riconoscere che spesso noi cronisti siamo fortunati in quanto talvolta ci facciamo qualche scrupolo a parlare di cose che non fanno piacere, e che facciamo finta di ignorare perché tutto sommato non danneggiano i cittadini.

Qualche volta, però, sono gli stessi amministratori a tirarci per il cravattino, a “Sfruculia’ ‘a mazzarella ‘e San Giuseppe”, per dirla alla napoletana, stimolandoci così a mettere sul tappeto argomenti di cui avremmo preferito non parlare.

Ed è proprio della ex Palestra Parisi che mi ero ripromesso di non parlare, fino a quando un cortese Assessore, privatamente, vantandosi di ciò che era stato fatto, fra l’altro proprio l’abbattimento di quella bruttura fatiscente alle spalle dell’ex Pretura, ora Mediateca Marte (la concessione è stata revocata ma rimane pur sempre la struttura), mi ha indotto a intervenire.

E non per non fare un plauso all’Amministrazione Servalli, perché l’illustre Assessore il plauso lo desidera personalmente, sembra essere stato il promotore del risanamento, e se lo dice certamente è così.

E a questo punto mi ha stimolato a fare questo breve commento per evidenziare che, purtroppo, a Cava è discutibile anche il lavoro compiuto dal punto di vista toponomastico.

Ma non prima di aver fatto un sopralluogo in zona, dove mi sono reso conto che, tutto sommato, il lavoro non è male; certo poteva essere migliore, ma lasciamo stare, tutto è migliorabile, e non dobbiamo correre il rischio che per fare le cose perfette non facciamo nemmeno l’indispensabile.

E ho voluto anche fare qualche foto per dimostrare ai lettori che il luogo è piacevole, e comunque sempre meglio dell’obbrobrio preesistente.

E allora cos’è che non va, mi si chiederà.

Senza portarla per le lunghe, chiedo “papele – papele”, come direbbe Lino Banfi, se non fosse stato preferibile dare un altro nome alla piazzetta.

Nulla da contestare sul quello che è stato attribuito, vale a dire la intitolazione a Andrea e Gina Passaro, personalmente da me conosciuti e stimati come ottimi commercianti.

Ma a me, e non solo, è sembrata una forzatura, come il voler avviare un percorso toponomastico a nome di persone che, oltre ad essere stati bravi commercianti, non si comprende quale particolare lustro abbiamo dato alla città.

A Mamma Lucia è stata intitolata la piazzetta di S. Arcangelo, che sarà anche la sua frazione natia, ma forse per quello che è stata, ha rappresentato e rappresenta di sicuro meritava e merita una piazza o una strada più centrale ed importante.

E non è la sola gloria cavese ad essere semidimenticata, almeno dal punto di visto toponomastico.

C’erano altre personalità cavesi da onorare, ad esempio l’avv. Mimì Apicella, fondatore del glorioso “Il Castello” sul quale hanno scritto generazioni di cavesi; tanto per citarne un altro.

Il nome della ex palestra, chiamata Parisi, non so a chi fosse dedicata, forse alla memoria del generale Felice Parisi, al quale è peraltro intitolata una strada.

Ma la piazzetta poteva comunque continuare ad essere dedicata ad un Parisi, e magari dedicarla ad un cavese che per davvero ha dato lustro alla città. Si tratta del pittore Carlo Parisi, allievo di Tafuri, deceduto a Milano all’età di 93 anni nel 2017, probabilmente non tanto noto ai cavesi, certamente ignoto alla Commissione per la toponomastica, alla quale credo non mancassero le conoscenze per proporre altri nomi.

Scusate tanto, ma non sarebbe stato più bello passare da palestra Parisi a Piazzetta Parisi, onorando anche la memoria di un nostro concittadino tanto illustre e dimenticato?

Qualche anno fa, Annalaura Ferrara, attuale addetta stampa del Comune meetelliano, diede notizia LEGGI QUI, in data 21 maggio 2017, della morte, all’età di 93 anni, di Carlo Parisi, noto pittore cavese e allievo di Tafuri.

Carlo Parisi era considerato dalla critica l’artista del bello della natura, del mondo femminile con il giusto intuito.

Era nato a Cava de’ Tirreni il 4 marzo del 1924 e si era trasferito giovanissimo a Milano dove si era fatto conoscere dal mondo artistico cittadino e poi apprezzare per le sue opere, richieste anche da noti personaggi del mondo dello spettacolo e dell’alta borghesia meneghina e lombarda. Aveva iniziato a collaborare con le grandi case editrici italiane ed estere avviando poi la sua lunga esperienza di esposizioni in ogni parte del mondo.

Una particolare e suggestiva testimonianza della straordinarietà delle opere del cavese Carlo Parisi è stata offerta dall’assistente del segretario generale delle Nazioni Unite, Robert Muller. «A Carlo Parisi – ha scritto in una lettera Muller – con piena ammirazione per la sua stupenda arte di cui uno dei più belli esempi è esposto nel mio ufficio, alle Nazioni Unite».

Insomma una gloria cavese, semisconosciuta, che ha lasciato opere in tutto il mondo e una è esposta persino alle Nazioni Unite!

E concludo: ha fatto bene a vantarsi l’incognito Assessore ad aver fatto abbattere la brutta e fatiscente palestra; ma avrebbe fatto altrettanto bene l’Amministrazione comunale ad intestare la piacevole piazzetta al Pittore Parisi, senza creare un “obbrobrioso” precedente toponomastico.

Per me, checché ne dica il Comune, quella la chiamerò Piazzetta Parisi.

O no?

1 commento

  1. A nome della famiglia Parisi ringrazio il Sig. Nino Maiorino per l’accuratezza nella scelta delle sue splendide parole nel ricordare il nome di una persona straordinaria che ha sempre portato nel cuore la sua città natìa, in giro per il mondo il nome della stessa e a cui é sempre stato legato per storia, tradizione, cultura, amicizia e affetti familiari. Zio Carlo, fratello maggiore di mio padre e primo di sette figli avrebbe sicuramente apprezzato questo omaggio e con lui i restanti fratelli, la sorella con relativi figli, nipoti e pronipoti!. Prima fervido oppositore del fascismo (fu anche arrestato per il suo rifiuto alle “armi”), poi noto antifascista e in ultimo comunista fino in punto di morte, mi viene strano pensare che l’attuale amministrazione non abbia valutato questo “pedigree”. Forse qualcuno in amministrazione quando parla di cultura dimentica l’arte, intesa come
    <> ( Enc. Treccani)

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