Cava de’ Tirreni… trasparenza e sicurezza: forma e sostanza

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Vogliamo fare una divagazione su questa città, la quale sembra moderna, organizzata, tutto sommato pulita rispetto a realtà poco distanti molto degradate,

La segnaletica è abbastanza efficiente, Il verde, nonostante, tutto, c’è e almeno al centro è abbastanza ben tenuto, comunque la valle metelliana è un gingillo che molti ci invidiano; i fabbricati sono alquanto ben curati, insomma centro e immediate periferie sembrano reggere al confronto con realtà limitrofe.

Molte cose andrebbero migliorate e tutti lo sanno, ma l’immagine è buona, il richiamo del corso perticato funziona, parte della movida dalle città limitrofe, Salerno in primis, quotidianamente viene ospitata da noi, con grande soddisfazione di bar, pub, ristoranti, pizzerie, rosticcerie, ecc., meno da parte degli abitanti di quelle strade, specialmente nei fine settimana.

Sembra che quella che fa acqua è la macchina amministrativa, che stenta ad essere governata, ed è per questo motivo che abbiamo girovagato sul sito ufficiale del Comune, e ci siamo soffermati sul capitolo della trasparenza, in merito alla quale c’è una specifico obbligo di legge il quale prevede che sul sito istituzionale di un Ente pubblico debbano essere pubblicati i dati identificativi di coloro che rivestono le maggiori cariche, curriculum professionali, redditi dei vari anni, e via dicendo.

A tale obbligo sono assoggettati, ovviamente, anche i Comuni, tant’è che sul sito istituzionale del Comune di Cava esiste, nella pagina relativa al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio, una apposita sezione nella quale sono indicati vari paragrafi nei quali debbono essere pubblicati tali dati.

Tale obbligo deriva dall’art. 14 del D. Lgs 33/2013, conosciuto come Decreto Trasparenza.

In particolare, per il Sindaco, i Consiglieri Comunali e gli Assessori gli obblighi riguardano:

a)l’atto di nomina o di proclamazione;

  1. b) il curriculum;
  2. c) i compensi di qualsiasi natura connessi all’assunzione della carica e gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici;
    d) i dati relativi all’assunzione di altre cariche, presso enti pubblici o privati, ed i relativi compensi a qualsiasi titolo corrisposti;
    e) gli altri eventuali incarichi con oneri a carico della finanza pubblica e l’indicazione dei compensi spettanti;
    f) le dichiarazioni di cui all’art. 2, della legge 5 luglio 1982, n. 441, nonché le attestazioni e dichiarazioni anche dei date del coniuge non separato e ai parenti entro il secondo grado, sconsenzienti.

La successiva delibera ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) n. 241 del 08 marzo 2017, ha specificato che relativamente alla situazione reddituale e patrimoniale (articolo 14, comma 1, lettera f), l’obbligo riguarda solamente gli amministratori dei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti.

Per la tempistica di pubblicazione, il comma 2, del citato art. 14, prevede che i documenti vengano pubblicati sul sito entro tre mesi dalla elezione o dalla nomina e per i tre anni successivi dalla cessazione del mandato.

I dati dovranno essere richiesti ai singoli amministratori, dopo l’insediamento degli organi, con nota a cura del Responsabile della Trasparenza che, di norma, nei comuni è il Segretario comunale.

Ai sensi dell’articolo 47, comma 1, del d.lgs. 33/2013, l’ANAC può irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro, a carico del responsabile della mancata comunicazione dei dati, se mancano o sono incompleti

E’ facile comprendere che il nostro Comune ha tutte le caratteristiche per sottostare a tale obbligo, e per questo ci è venuta la curiosità di “curiosare” sul sito ufficiale dello stesso, dove non abbiano trovato sorprese, ad eccezione dei redditi del 2020 non ancora caricati.

Allora tutto bene? Sembrerebbe proprio di sì, anche se la quasi ineccepibilità della forma sembra cozzare con la sostanza della città se è vero, com’è vero, che vi sono segnali inquietanti che derivano da episodi e sensazioni che fanno temere.

E non ci riferiamo certamente alle difficoltà di bilancio, che potrebbero comportare la decadenza dell’attuale amministrazione e la nomina di un Commissario prefettizio, richiesta dall’opposizione, o almeno l’intervento di una Commissione prefettizia per il controllo dei conti. Purtroppo questa situazione graverà su tutti i cittadini che, già tartassati da ogni tipo di imposta e tassa ai massimi, pagheranno ancora.

In questa riflessione ci riferiamo al grado di sicurezza di questa città città.

E’ di qualche giorno fa il messaggio minaccioso pitturato su un muro in zona San Lorenzo, contro l’attuale Consigliere Luigi Petrone, che per i cavesi è ancora fra Gigino, il quale si sarebbe reso reo di non si sa bene cosa.

Il messaggio è inquietante, e non potrebbe essere altrimenti considerato il testo: “La p 38 è calda, fra Gigino salta!”, con il disegno di una specie di falce e martello, a lato sembra ci sia una stella a 5 punte, tipo quella usata dalle Brigate rosse ai tempi del terrorismo rosso di qualche decennio addietro.

Fra Gigino minimizza, le FF. OO. indagano.

Sembra che tutto sommato sia effettivamente opera di qualche mitomane o di un burlone in vena di scherzi; se qualcuno volesse fare veramente male a fra Gigino potrebbe farlo senza grandi difficoltà visto che egli non solo gira per Cava liberamente, ma al confine della città ha un locale molto frequentato.

Ma è un segnale che, aggiunto ai tanti altri rivenienti anche dagli anni passati, non lascia tranquilla la cittadinanza.

Diciamoci la verità, da un po’ di tempo il cittadino ha paura, paura di esporsi, paura di camminare, specialmente di sera, nelle strade non affollate, si sente tranquillo solo se è in compagnia o è sul corso principale porticato.

Qualche sera fa, tra Viale Crispi e Via Garzia, ci siamo imbattuti in un camioncino che viaggiava lentamente, alla cui guida c’era uno scalmanato il quale, apostrofando i pochi passanti sul marciapiede, attraverso un altoparlante rivolgeva volgarità irripetibili contro gli stessi e i loro familiari: noi abbiamo avuto paura.

Nella stessa serata, alle 23 circa, allorquando, ci siamo avvicinati all’autovettura parcheggiata a qualche centinaia di metri di distanza, abbiamo avuto la sgradita sorpresa di trovare, dopo tanti anni, un parcheggiatore abusivo, uno di quei “signori” che, all’epoca del Sindaco Gravagnuolo e dell’Assessore alla Sicurezza Alfonso Senatore, erano scompari dalla circolazione: ora sembrano ricomparsi, e anche altri hanno segnalato il fenomeno.

Nell’affollata Napoli, in alcune delle strade principali come, ad esempio, Corso Umberto, Corso Garibaldi e zone limitrofe, che durante la giornata sono frequentatissime, ad una certa ora di sera, non oltre le 20, tutti i negozi abbassano le saracinesche, perché gli esercenti non si sentono più tranquilli, hanno paura.

Cava sta facendo la stessa fine?

Ed è per questo che ci chiediamo cosa sia diventata questa città, cosa c’è dietro la facciata del perbenismo di una città che una volta era il fiore all’occhiello della Provincia, nella quale essa era citata come un esempio da imitare.

Cosa si nasconde nel ventre di questa città?

Quale verminaio c’è sotto?

Abbiamo ancora la certezza che il futuro non ci riservi brutte sorprese, oltre quelle che già quotidianamente ci assillano?

E’ ancora oro quello che luccica, o sta per esplodere qualcosa che cova da tempo sotto la cenere?

Questo è l’assillo che attanaglia tanti cittadini, timorosi per il futuro loro e dei propri figli e nipoti.

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