Cava de’ Tirreni, svolta sulla comunicazione del Comune: la rivoluzione digitale del sindaco Giordano
Avviata una trasformazione profonda: canali social ufficiali, regole chiare e una comunicazione finalmente moderna, trasparente e partecipata. Un cambio di passo netto e virtuoso che restituisce ordine, credibilità e dialogo tra Comune e cittadini
È di poche ore fa il video in cui il sindaco Giordano annuncia l’attivazione dei canali social istituzionali del Comune di Cava de’ Tirreni, invitando i cittadini a seguirli.
Era ora. Finalmente esiste una pagina Facebook ufficiale del Comune e non più, come accaduto finora, la pagina personale del sindaco che, in modo improprio, ha funzionato — senza esserlo — da canale istituzionale.
Sono stati attivati anche gli altri profili social: Instagram, YouTube, TikTok e, a breve, WhatsApp. Tutti riconducibili al Comune di Cava de’ Tirreni.
Dopo il “medioevo della comunicazione” della precedente amministrazione, questa è una vera rivoluzione. Ed è singolare che arrivi da un’amministrazione di centrodestra, dopo che con Servalli & soci si era toccato il punto più basso per qualità e modalità della comunicazione pubblica.
Uno dei primi atti della nuova Amministrazione è stato l’approvazione del disciplinare sulla social media policy. In pratica, sono state definite le regole per l’uso dei social network: sia per i dipendenti, a tutela dell’immagine dell’ente, sia per la gestione dei rapporti con i cittadini, incluse le modalità di moderazione dei commenti.
È un documento fondamentale. Fino a pochi giorni fa, infatti, nel nostro Comune si è visto di tutto. Non solo “libere uscite” di diversi dipendenti sui social, ma vere e proprie guerriglie digitali, con soggetti che si comportavano da scherani online. Altro che galateo della Rete, quella netiquette che dovrebbe garantire correttezza e rispetto tra gli utenti.
Ecco perché l’adozione di questo disciplinare rappresenta già una rivoluzione.
Ciò detto, questo primo passo dell’Amministrazione Giordano non può che essere apprezzato.
Immaginiamo però le possibili obiezioni. Tra queste, la più prevedibile: con tante emergenze, Giordano dà priorità alla comunicazione. Una contestazione non del tutto infondata, almeno a prima vista.
La verità è che la comunicazione non è un accessorio dell’attività amministrativa. È un elemento essenziale e concreto, come vedremo rispetto agli obiettivi da raggiungere. Non va confusa con la comunicazione politica, né tantomeno con la propaganda di cui si era abusato, in modo eccessivo e mortificante, nella precedente amministrazione.
Va aggiunto che questo primo provvedimento del nuovo sindaco è a costo zero. Almeno per ora. E, viste le casse comunali, non è un dettaglio.
Per inquadrare il tema: la comunicazione istituzionale garantisce trasparenza, informazione corretta e accesso ai servizi. Consente ai cittadini di conoscere scadenze, delibere, bandi, allerte e modifiche alla viabilità, rafforzando il rapporto tra amministrazione e territorio. E’ opportuno ricordare che la Legge 150/2000 distingue nettamente la comunicazione istituzionale da quella politica e vieta l’uso dei canali ufficiali per fini propagandistici, soprattutto in periodo elettorale. La comunicazione pubblica è, in fondo, uno strumento di democrazia: tutela il diritto dei cittadini a essere informati e a partecipare alla vita della comunità.
La vera sfida per le amministrazioni non è scegliere il canale più moderno, ma costruire un sistema stabile e organizzato. Servono ruoli chiari, processi coordinati, responsabilità definite e competenze diffuse, così da governare la comunicazione digitale e renderla davvero utile alla collettività.
Questo è uno dei primi obiettivi che Giordano e la sua squadra devono raggiungere. E non è l’unico.
La presenza del Comune sui social favorisce innanzitutto la partecipazione attiva dei cittadini. I social diventano luoghi in cui ascoltare, raccogliere contributi e coinvolgere la comunità nelle scelte pubbliche. La cosiddetta e‑participation permette ai cittadini di intervenire nelle fasi di ascolto e consultazione. In breve, il cittadino va considerato come un partner, non solo come destinatario. Anche questa è una rivoluzione copernicana.
In secondo luogo, la comunicazione deve aiutare il Comune a semplificare le procedure interne e modernizzare gli apparati. In breve, migliorare l’efficienza dell’ente e garantire maggiore trasparenza sull’intero ciclo decisionale.
Attivare, in terzo luogo, una comunicazione d’emergenza moderna ed efficace. Significa informare tempestivamente la popolazione sui rischi in corso — allerte meteo, incendi, allerte sanitarie, altre situazioni di pericolo — fornendo indicazioni chiare sui comportamenti da adottare.
Infine, i presìdi social permettono al Comune di raccogliere segnalazioni, suggerimenti e critiche. Oltre a rispondere con rapidità, questi contributi devono diventare una risorsa interna: organizzati e condivisi, aiutano a individuare problemi nei servizi, migliorare le attività e capire come l’ente viene percepito.
Il raggiungimento di questi obiettivi, in tempi ragionevoli, basterebbe già a rendere virtuosa l’Amministrazione Giordano.
Per raggiungere questi traguardi servirà non solo la volontà politica, sempre indispensabile, ma anche personale esperto, qualificato e motivato. E, inevitabilmente, qualche risorsa economica da investire.
In sintesi, il segnale che il sindaco Giordano ha voluto dare con questa scelta sui social è positivo sotto ogni aspetto.
Questo è un dato di fatto.
Il resto si valuterà strada facendo. Le premesse, pur buone, non sempre si traducono in azioni concrete. E la comunicazione resta un terreno scivoloso: può arrancare, non reggere la missione che dovrebbe avere e, soprattutto, rischia sempre di essere snaturata e ridotta a propaganda, invece che strumento di crescita democratica.
Per ora, però, prendiamoci il buono di questa scelta di fondo. Il resto si vedrà.







