Cava de’ Tirreni, Raffaele Giordano sindaco: riflessioni a caldo sull’esito del ballottaggio
Giordano ha incentrato la sua campagna elettorale sul concetto di cura e proprio di cura Cava ha certamente bisogno
Raffaele Giordano è il nuovo sindaco di Cava de’ Tirreni. Intervistato dalle prime testate giornalistiche che l’hanno aspettato all’uscita di casa dove si trovava ad aspettare l’esito degli scrutini, Giordano ha usato parole commosse e di grande speranza. “Una persona che ha dato e vuole dare tutta sé stessa per la propria città” ha detto di sè il neo sindaco, aggiungendo che la sua priorità adesso sarà il ritorno alla normalità nelle cose semplici. “Far tornare normali cose che oggi sembrano straordinarie” sono le sue parole.
Non si può dire del neo sindaco e di tutta la squadra a suo sostegno che “non li si sia visti arrivare”. Il centro destra cavese ha lavorato da oltre un anno in maniera organizzata, coesa, lucida alla realizzazione di un traguardo che mattone, dopo mattone, si è realizzato. In un’epoca di individualismo, correnti interne ai singoli movimenti che generano fratture, protagonismi vari, lavorare per un risultato comune è già di per sé una impostazione di metodo ragguardevole. Giordano poi è persona stimata a livello bipartisan a Cava per quella sua capacità di stare in mezzo alla gente, di ascoltare, di sembrare “uno di noi” malgrado per competenza e cultura sia persona obiettivamente oltre la media.
Non a caso, poco più che quarantenne, è già un cardiochirurgo affermato, professore universitario nella prestigiosa Federico II e politico con una certa esperienza alle spalle. Come ben l’ha definito il nostro direttore (clicca qui per il link), un fondista con le idee chiare.
A sinistra, sembra che lo stesso tipo di impegno sia stato messo solo per mantenere a galla lo status quo ed è ovvio che alla lunga sia stato questo il vero motivo del disastro del campo largo. Anche il cittadino più miope e disinteressato alla politica, ritrovandosi in un pantano, non può che chiedersi da dove si sia originato. La mancanza totale di visione si è tradotta anche nell’incapacità di seminare per il futuro e fare squadra intorno a qualcuno che, già dentro o fuori dal campo largo, avrebbe ben potuto rappresentare la città e raccogliere consensi. Ma non pensiamoci più o, meglio, auguriamoci che la sinistra cavese possa pensarci seriamente da oggi in poi, facendo una riflessione adulta e una buona analisi di realtà.
Chi forse non abbiamo visto arrivare in tutta la sua forza elettorale è stato invece lo sfidante al ballottaggio Luigi Petrone. Impressiona il suo 46,3% di voti, impressiona ancora di più se si considera il numero assoluto: 11.066 preferenze contro le 12.829 di Giordano.
Sembra un numero davvero enorme se si considera che – almeno sulla carta – da una parte, Giordano era appoggiato da ben sei liste mentre Petrone solo da due, dall’altra che non ci sono stati apparentamenti.
Significativo anche il netto calo di affluenza: dal 66,16% del primo turno, già calante rispetto alla precedente tornata elettorale, al 54,21%. Stiamo parlando di ben 5.550 persone che non sono tornate alle urne nel secondo turno. Indecisione o piuttosto scelta precisa di non scegliere?
Si tratterebbe già così di un giudizio severo per entrambi i candidati.
Il dato più significativo sta però nella lieve perdita di consenso di Giordano al secondo turno (addirittura -338 voti per lui rispetto al primo turno) e nell’exploit di Petrone che, se è vero che non ce la fa, raddoppia però i suoi consensi rispetto al primo turno.
Come va interpretato questo dato? Ci sono stati apparentamenti ufficiosi da parte di qualche parte politica? I votanti di sinistra hanno fatto una scelta di parte – o meglio di partito – rifiutandosi di votare per il sindaco espressione della destra? O semplicemente, in autonomia, i Cavesi hanno scelto un voto che potrebbe definirsi di protesta e di rottura?
A Palazzo di Città intanto si è insedierà a giorni Raffaele Giordano che, sempre nella sua prima intervista afferma la volontà di “Remare tutti per un unico grande obiettivo: “Ritornare una grande città”. Suona un po’ trumpiano (vi dice niente il cappellino MAGA?), vivere in una città sana e risanata sarebbe già un ottimo obiettivo. Del resto, Giordano ha incentrato la sua campagna elettorale sul concetto di cura e proprio di cura Cava ha certamente bisogno.
Da parte nostra, facciamo i migliori in bocca al lupo e auguri al sindaco e alla squadra che nominerà a coadiuvarlo nei prossimi anni. Da medico qual è, Giordano ha centrato la campagna elettorale sul concetto di cura e noi speriamo di poter abitare una città sana e risanata.
Evviva Cava!







