Crisi energetica e scelte mancate
I rincari di benzina, diesel e gas pesano su famiglie e imprese mentre il governo valuta misure urgenti. Senza una strategia energetica alternativa, l’Italia resta vulnerabile alle crisi internazionali
La nuova crisi nel Golfo fa salire i prezzi dell’energia: benzina, diesel e gas aumentano rapidamente, con effetti pesanti su famiglie e imprese. Il governo cerca soluzioni e ieri Meloni e Giorgetti hanno discusso possibili interventi, senza decisioni. Tra le ipotesi c’è l’attivazione delle accise mobili, che ridurrebbero le tasse sui carburanti grazie alle maggiori entrate IVA. Ma il beneficio sarebbe minimo: 6-7 centesimi al litro. Tagliare le accise in modo diretto è invece molto costoso e ha già sottratto circa due miliardi alle casse pubbliche. Il problema è strutturale: senza vere alternative energetiche, l’Italia resta esposta alle crisi internazionali. Le tensioni nello Stretto di Hormuz si sommano agli effetti della guerra in Ucraina sul gas. E tutto questo deriva in buona parte dalle scelte della presidenza Trump: dai dazi ai conflitti in Medio Oriente, l’Italia paga le conseguenze di decisioni confuse e incoerenti. La speranza è che non arrivino danni ancora più gravi.





