scritto da Angela Senatore - 20 Settembre 2026 12:33

LIBRI & LIBRI Mario Avagliano con Voto alle donne chiude Magmatica Culturae Festival

Ospite della serata finale di Magmatica Culturae Festival, Mario Avagliano offre una lectio magistralis di grande spessore storico e attuale

A 80 anni dal 2 giugno 1946, Mario Avagliano e Marco Palmieri, sodalizio di storici di lingua esperienza, pubblicano “Voto alle donne. La storia di una battaglia dalle suffragette alla Costituente” edito da Einaudi.

Il saggio ripercorre la storia della emancipazione femminile italiana  dall’Unità “senza madri” fino alle madri Costituenti elette nel 1946.

Ospite della serata finale di Magmatica Culturae Festival, Mario Avagliano offre una lectio magistralis di grande spessore storico e attuale. A fargli da spalla, la giornalista Concita De Luca, presidente della Commissione Pari Opportunità dell’Ordine dei giornalisti della Campania, e Sabrina Carnemolla, formatrice di Prime Minister, scuola di politica per giovani donne dai 14 ai 19 anni.

La location è il Centro per l’artigianato digitale, luogo dove la tradizione, l’appartenenza, di coniugano con l’innovazione e lo sguardo all’esterno. È anche il posto dove la creatività prende forma. Mi era sembrato il posto giusto per parlare della energia e della tenacia femminile che emerge da Voto alle donne.

Come si approda all’elezione delle 21 madri Costituenti? Qual è stato il percorso che ha condotto fin lì? Queste sembrano essere le domande dalle quali lo studioso è partito nella sua ricerca.

Alla fine dell’Ottocento, l’associazionismo femminile nasce in maniera quasi spontanea. Le donne sono uscite dalle case per necessità, la rivoluzione industriale le ha rese lavoratrici, eppure a loro non è riconosciuto alcun diritto. Prima ancora che i diritti politici, sono quelli civili oggetto di rivendicazione.

Durante i moti rivoluzionari si assiste già ad una partecipazione femminile senza precedenti. La milanese Laura Solera Mantegazza nel 1848 aiuta i patrioti durante le Cinque giornate di Milano e nel 1860 ricerca fondi per la spedizione dei Mille proclamando “… Facciamolo perché gli uomini la smettano di relegarci in cucina, casalinghe e modeste, e capiscano che possiamo essere loro compagne”.

Lo scetticismo nei confronti della partecipazione femminile tuttavia imperversa nel nostro Paese. Deputati come Morelli o Mirabelli, fautori di proposte di estensione del voto alle donne, il primo già nel 1874, sono dileggiati e messi alla berlina. Addirittura Morelli propone, oltre il voto alle donne, una legge sul divorzio e sulla abolizione della schiavitù domestica. Sono gli anni in cui Anna Maria Mozzoni, giornalista milanese, si fa portavoce della protesta al codice Pisanelli e pubblica “La donna in faccia al progetto del nuovo Codice civile italiano” e poi, a soli ventisette anni, “La donna e i suoi rapporti sociali”.

Siamo a pagina 25 di 386 del libro e ci sarebbe già da poter scrivere altri libri. Il dialogo dura da oltre un’ora e il pubblico continua ad essere interessato come dall’inizio.

A che punto siamo oggi? C’è la possibilità che i diritti acquisiti vengano persi?

Mario Avagliano non ha dubbi, i diritti vanno tutelati perché non si faccia retromarcia ma soprattutto la lotta per la parità è ancora una lotta a pieno campo. “Si dice che ci vorranno ancora cinque generazioni perché la parità sia reale” afferma e cita Teresa Mattei la quale si batté in Costituente perché nell’articolo della 3 della Costituzione fosse aggiunto l’inciso “di fatto”.  L’uguaglianza di fatto è ancora oggi molto distante dalla sua realizzazione: non lo è nel lavoro ad esempio, nell’accesso alle posizioni manageriali, non lo è nella stampa, dove le posizioni apicali sono appannaggio maschile, solo per fare degli esempi. Dovrebbe essere un diritto naturale, è invece una battaglia, dalla quale non si può arretrare di un passo.

Più volte, durante la sua lectio-intervista, Mario Avagliano incalza il pubblico con domande. Il silenzio che riceve come risposta è la prova lampante della necessità di libri come Voto alle donne, la necessità di conoscere la storia non solo dal punto di vista degli uomini, di riempire i libri delle figure anche femminili che hanno fatto l’Italia. “Ad Annamaria Mozzoni, a Salvatore Morelli” dice rivolgendosi alla Amministrazione “andrebbero dedicate delle strade. Ci sono tantissime strade in Italia dedicate a uomini come Gioberti che con tutte le forze si opposero alla partecipazione femminile, nessuna dedicata a chi per quella emancipazione ha lottato”.

Non è una formalità, nominando si dà diritto di esistere, non nominando si lascia la storia all’oblio.

L’assessore Antonella D’Ascoli in prima fila ascolta le parole di Mario Avagliano annuendo con la testa. Sicuramente Cava saprà farsi carico di questa proposta e restituire dignità a chi per la dignità ha investito l’esistenza.

Giornalista pubblicista, collabora con Ulisse online dal 2021 occupandosi principalmente della pagina culturale e di critica letteraria. È stata curatrice della rassegna letteraria Caffè letterari metelliani organizzata da Ulisse online e IIS Della Corte Vanvitelli e ha collaborato con Telespazio in occasione del Premio Com&te. È da maggio 2023 responsabile della Comunicazione di Fabi Salerno. Abilitata all’esercizio della professione forense, lavora in una delle principali banche italiane con specializzazione nel settore del credito fondiario.

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