Cava de’ Tirreni, il Commercio tra desertificazione e necessità di una visione
Il dibattito sulla crisi del commercio a Cava de’ Tirreni si riaccende dopo le recenti dichiarazioni dell’assessore De Rosa e l’intervento di CavaSIA, che rilanciano la necessità di una strategia condivisa per contrastare la desertificazione commerciale. Tra identità urbana, nuovi modelli di sviluppo e visione futura, la città è chiamata a decidere quale commercio vuole costruire nei prossimi anni
La crisi del commercio cittadino torna al centro del dibattito pubblico a Cava de’ Tirreni dopo le dichiarazioni dell’assessore Gian Pio De Rosa sulla chiusura di alcune attività storiche del Borgo Scacciaventi e sulla necessità di intervenire per contrastare il fenomeno della desertificazione commerciale.
L’Assessore ha richiamato il rischio di un’offerta commerciale ritenuta non coerente con l’identità del centro cittadino, annunciando l’utilizzo degli strumenti regolamentari e pianificatori a disposizione del Comune.
Sul tema è intervenuta anche CavaSIA, evidenziando come la crisi del commercio non possa essere affrontata soltanto con vincoli o regolamenti, ma attraverso una strategia complessiva che coinvolga istituzioni, commercianti e cittadini. Tra le proposte rilanciate, il recupero del progetto del Centro Commerciale Naturale, aggiornabile oggi nella prospettiva di un Distretto Urbano del Commercio, capace di integrare commercio, cultura, turismo, eventi e innovazione.
Il confronto apre una riflessione più ampia: quale commercio vuole costruire Cava de’ Tirreni nel futuro?
Il ricambio commerciale è un fenomeno naturale. Le attività storiche possono chiudere per diversi motivi legati ai cambiamenti del mercato, ai costi e alle nuove abitudini dei consumatori, mentre nuove realtà imprenditoriali si affacciano intercettando bisogni emergenti.
Tra queste rientrano anche settori legati alla sostenibilità, ai prodotti biologici, alle produzioni locali e ai servizi specializzati. Se valorizzate e integrate con il tessuto esistente, queste attività possono contribuire ad elevare lo standard qualitativo complessivo dell’offerta cittadina.
La sfida, quindi, non è contrapporre vecchio e nuovo, ma creare una sinergia capace di rafforzare il centro urbano, aumentare l’attrattività e sostenere un commercio di qualità.
La desertificazione commerciale non si combatte soltanto con interventi normativi: servono politiche di sostegno, capacità di attrarre investimenti, promozione del territorio e una visione condivisa.
Le domande restano aperte: quali criteri guideranno le scelte dell’Amministrazione? Quali strumenti saranno messi in campo per accompagnare il cambiamento? Quale ruolo avranno turismo, cultura, eventi e marketing territoriale?
Il futuro del commercio a Cava de’ Tirreni dipenderà dalla capacità di governare la trasformazione, valorizzando la storia della città e costruendo nuove opportunità per il suo centro urbano.







