Cava de’ Tirreni, fototrappole e rifiuti: il Comune riparte dai controlli, ma i nodi restano irrisolti
L’annuncio dell’Amministrazione riapre un dibattito antico: sanzioni e videosorveglianza bastano a migliorare il servizio? Tra linee programmatiche in attesa di attuazione e una comunicazione da rivedere, la richiesta di scelte più strutturali
Nel leggere l’ultimo comunicato del Comune sulle fototrappole contro gli sversamenti illeciti, è inevitabile tornare indietro di undici anni. Ricordiamo l’ardore dell’assessore Nunzio Senatore che, nell’estate 2015, annunciava multe da 500 euro per chi conferiva i rifiuti fuori regola, accompagnando il tutto con un manifesto pubblico. Era l’inizio dell’Amministrazione Servalli. Sappiamo com’è finita.
Ben venga il contrasto agli abbandoni illeciti. Ma, con tutto il rispetto, mentre ai cavesi arrivano bollette sempre più pesanti, era davvero necessario ripartire con il solito annuncio da “stato di polizia”? Il sindaco Giordano e la sua squadra sono sicuri che la svolta nella raccolta e nella gestione della Metellia passi dalle fototrappole, per quanto utili possano essere? E siamo certi che la responsabilità sia solo dei cittadini poco rispettosi e non, almeno in parte, di un’organizzazione del servizio inadeguata e di una politica sui rifiuti ancora più insufficiente? Insomma, la città sporca è davvero solo colpa dei cittadini? Non è forse inderogabile e impellente la necessità di rivedere alla radice il sistema organizzativo e di conferimento dei rifiuti?
Le scelte da compiere, sia chiaro, spettano all’Amministrazione comunale. Metellia, invece, deve renderle operative e proporre soluzioni tecniche all’altezza, non limitarsi alla routine quotidiana. Per questo, forse a Metellia si deve cambiare un po’ d’aria. L’impressione è che pesano su Metellia gli undici anni del precedente governo cittadino. Una rinfrescata, ma di qualità, è a dir poco necessaria ed auspicabile. E dare alla governance della Metellia una nuova mission, tale da rappresentare davvero una svolta e una discontinuità rispetto agli anni del governo Servalli.
Sia chiaro: non si tratta solo di cambiare un presidente, o per lo meno non solo questo, ma di avviare una vera resettata, a partire dal management. Lo ripetiamo: sulla Metellia l’Amministrazione Giordano si gioca una parte decisiva della sua credibilità politica e gestionale. I cavesi aspettano il Sindaco al varco. Per questo non sarebbe affatto fuori luogo coinvolgere un tecnico esterno, competente ed esperto, capace di progettare un reale cambio di passo nella gestione dei rifiuti. Servono idee nuove e un bagaglio di conoscenze maturate sul campo, non nel cortile di casa.
Lo diciamo anche alla luce delle linee programmatiche dell’attuale Amministrazione. Forse è il caso di partire dall’impegno a rivedere “il Regolamento TARI secondo criteri di equità (Ta.Ri.P.), pubblicando ogni anno il costo pro capite del servizio”. E, soprattutto, mettere i cittadini nelle condizioni di pagare in base ai rifiuti che producono. Quand’è che saranno annunciate concrete ed innovative iniziative in tal senso?
Nelle linee programmatiche si legge anche: “Rivedremo il piano e il calendario di conferimento, realizzeremo isole ecologiche di quartiere con differenziazione spinta”. È questo che i cavesi attendono, con tutto il rispetto per le fototrappole.
L’auspicio è che presto un comunicato del Comune annunci novità concrete.
In questo quadro, l’approccio più corretto lo ha indicato l’assessore al ramo Clelia Ferrara, annunciando “una campagna di informazione sulla gestione dei rifiuti”. Era ora. Serve più comunicazione, ma soprattutto comunicazione seria. E sarebbe il caso di dire basta alla comunicazione discutibile di Metellia, che spesso irrita invece di favorire collaborazione e condivisione.
In questa ottica, invitiamo il sindaco Giordano a scendere in campo personalmente in questa campagna, come ha fatto per la sicurezza nei fine settimana accanto alla Polizia Municipale. Sarebbe auspicabile un impegno analogo sui rifiuti, al fianco di Metellia, anche per favorire un’operazione simpatia verso un’azienda poco amata e molto criticata (talvolta ingiustamente) dai cavesi.
Due ultime considerazioni.
La prima. Dal comunicato apprendiamo che le fototrappole “rilevano i più piccoli mutamenti del campo visivo, capaci di intercettare sversamenti industriali, il problema più grande che abbiamo. Sono piccolissime, posizionabili ovunque, hanno 120 ore di autonomia e rilevano le targhe anche al buio”. Domanda: l’obiettivo principale è il contrasto agli sversamenti industriali? E ancora: le fototrappole non vanno segnalate con appositi cartelli di avviso per le norme sulla privacy? Con tre fototrappole in più si pensa di risolvere il problema dei rifiuti conferiti in modo irregolare?
Infine e in ogni caso: avremo un report annuale sulle contravvenzioni? Anche questo sarebbe un modo corretto di comunicare e di garantire trasparenza.
La seconda. Il comunicato si chiude con la rassicurazione che la Polizia Municipale “affiancherà, con la propria presenza sul territorio, il sistema di videosorveglianza”. Apprezziamo la buona volontà e siamo certi che gli agenti faranno il possibile. Ma qualche perplessità è inevitabile: il numero dei vigili è troppo esiguo e del tutto inadeguato per una città di quasi cinquantamila abitanti. A meno che non si vogliano usare sagome di cartone.
Ad ogni modo, concludendo, l’Amministrazione comunale, più che assumere il ruolo del poliziotto, dovrebbe impegnarsi a sensibilizzare i cittadini e condividere con loro scelte e strategie. Diversamente, dietro l’angolo ci sarà l’ennesimo fallimento.








Gentilissimo Direttore, condivido con Lei (e con tanti che lo pensano) che una revisione del sistema raccolta rifiuti della Metellia è indispensabile ed è da inserire tra le priorità, in uno alla creazione delle isole ecologiche di quartiere con differenziazione spinta previste nel programma elettorale (oggi programma di attuazione dell’Amministrazione Comunale) del nostro Sindaco Giordano. Se alcuni cittadini non hanno ancora compreso che l’abbandono dei rifiuti e la scorretta selezione degli stessi comporta “necessariamente” un aumento della tariffa, a mio avviso dobbiamo investire sulle nuove generazioni. La Metellia deve abbandonare tutte le inutili manifestazioni del passato che vedono una scarsa reale partecipazione dei cittadini e sperpero di danaro. Tutte le risorse economiche destinate a tali manifestazioni (la prossima in programma è Metellia Express) devono, ovviamente a mio personale parere, essere investite nel sensibilizzare i bambini delle scuole su tale problematica. Se si riuscirà nell’intento, saranno i bambini a richiamare i genitori ad adottare comportamenti più rispettosi dell’ambiente e della collettività.
Pasquale, ho letto con attenzione il tuo articolo e, come spesso mi capita leggendo quello che scrivi, trovo molti spunti sui quali riflettere.
Non vorrei però che questa fosse letta come una critica al tuo ragionamento, tutt’altro. La considero piuttosto una sollecitazione, perché credo che tu abbia già individuato alcuni dei nodi veri.
Quando parli di Metellia, di management, di discontinuità e della necessità di nuove competenze, secondo me stai già andando oltre la semplice questione delle fototrappole. Ed è proprio da lì che, forse, bisognerebbe partire per andare ancora più in profondità.
Da troppo tempo discutiamo degli errori della precedente amministrazione e, adesso, di quelli della nuova. Cambiano i nomi, cambiano le responsabilità politiche, ma alla fine il conto continua a essere pagato dai cittadini.
La domanda che mi pongo è un’altra: perché la macchina continua a produrre gli stessi problemi?
Si parla di cambiare la governance delle partecipate, e credo sia giusto. Ma perché non affrontare anche il tema della macchina comunale nel suo complesso? Dirigenti, organizzazione degli uffici, responsabilità, competenze, rapporti con le partecipate e capacità di trasformare gli indirizzi politici in risultati concreti.
Altrimenti rischiamo di cambiare gli uomini al vertice lasciando sostanzialmente immutato il meccanismo che sta sotto.
Non penso che ai cittadini interessi soltanto sapere chi ha sbagliato prima o chi sta sbagliando adesso. Credo interessi soprattutto capire se qualcuno abbia finalmente intenzione di mettere mano al sistema.
Forse è questa la discussione che manca.
E te lo dico proprio perché apprezzo il tuo modo di sollevare i problemi: proviamo, quando possiamo, a non fermarci alla schiuma. Sotto la schiuma c’è il problema vero, ed è lì che forse vale la pena scavare.
Un caro saluto, Pasquale.