Cava de’ Tirreni, a colloquio con Fabio Armenante: “Rimettersi in gioco per riportare la nostra città alla partecipazione e al merito”
Dopo vent’anni l’ex assessore e Difensore civico torna alla politica con il Partito Liberaldemocratico. “Serve un’alternativa seria ai populismi e un progetto che rimetta al centro cittadini, servizi e sviluppo.”
Cavese di nascita, cinquantotto anni, avvocato abilitato alle magistrature superiori, ha formato la sua identità nella scuola di pensiero politico della Democrazia Cristiana, traducendola fin dall’inizio nella militanza politica e poi come Segretario del CCD a livello locale.
Stiamo parlando di Fabio Armenante.
Consigliere comunale e capogruppo del CCD nel 2001, ha proseguito poi nell’esperienza di giunta con il sindaco Alfredo Messina, come assessore ai Servizi Sociali e alla Polizia Municipale. Nel giugno 2003 eletto a primo e unico Difensore civico della storia di Cava de’ Tirreni, un ruolo di garanzia a stretto contatto con i diritti dei cittadini. Oggi, guidato da quello stesso spirito, ha scelto di aderire al Partito Liberaldemocratico, che si è recentemente strutturato a Cava de’ Tirreni come un laboratorio di idee e competenze aperto all’area moderata e riformatrice.
“Basta lamentarsi: chi ama la propria città deve mettersi in gioco e passare dall’interesse personale a quello collettivo”
Agli inizi del 2000 lei era in città alla guida del CCD, poi dal 2001 al 2005 è stato assessore comunale con il sindaco Messina. Dopo venti anni ritorna all’impegno politico. Qual è il motivo di questo suo rientro?
C’è una frase di Kennedy che mi ha sempre affascinato: “Non chiedete che cosa il vostro Paese può fare per voi — chiedete che cosa potete fare voi per il vostro Paese”.
Il senso di questa frase è alla base del rientro. Basta lamentarsi, bisogna agire e mettersi in gioco personalmente. Credo che fare politica, ovvero prendere parte attiva alla vita della comunità in cui si vive per cercare di migliorarla, sia necessario per chiunque; ciò non significa solo ricoprire cariche istituzionali, ma anche unirsi a un gruppo di persone che condividono le stesse idee, partecipare alla vita della comunità… insomma passare dall’interesse personale all’interesse collettivo.
Questo è quello che mi ha spinto a rimettermi in campo, ovvero cercare di tradurre i miei valori e le mie idee in azioni concrete per il bene comune della nostra città.
Si sente un po’ nei panni di un novello Cincinnato?
Se per novello Cincinnato intende una persona onesta che serve la collettività con spirito di sacrificio e disinteresse allora posso dire, senza falsa modestia, di rispecchiarmi (con le dovute proporzioni!!!) nella leggenda del generale romano. Negli anni della politica attiva, senza voler dire se bene o male, ho ricoperto incarichi e ruoli pubblici senza pensare a tornaconti personali o ricompense.
E perché proprio con il Partito Liberaldemocratico guidato da Luigi Marattin?
Sicuramente non è stata una scelta di comodo, ma una scelta di libertà.
Invero, il motivo principale che mi ha spinto ad iscrivermi al Partito Liberaldemocratico (PLD), guidato da Luigi Marattin, è la volontà di costruire un’alternativa politica seria ai populismi e alla polarizzazione degli attuali schieramenti di centrodestra e centrosinistra
Il movimento si rivolge a chi non si sente rappresentato dall’attuale bipolarismo e desidera rimettere al centro del dibattito pubblico le idee liberali, l’atlantismo, la concorrenza e il merito.
Il Partito Liberaldemocratico si colloca stabilmente nell’area del centro liberale, riformatore ed europeista. Si propone come un “Terzo Polo” autonomo rispetto alla coalizione di centrodestra (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia) e a quella di centrosinistra (PD, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra).
Dal punto di vista puramente numerico, il Partito Liberaldemocratico (PLD) è attualmente una forza politica minore, ma la sua rilevanza e il suo peso nel dibattito pubblico vanno analizzati sotto diversi aspetti. Infatti, pur non avendo al momento la forza elettorale dei grandi partiti di massa, il PLD cerca di ricoprire un ruolo di stimolo programmatico e di aggregatore per l’intera area dei liberali europeisti italiani.
“La nostra forza oggi non è nei numeri, ma nel pensiero: libertà, democrazia e merito devono tornare centrali”
Il filosofo Søren Kierkegaard sosteneva che “la maggioranza politica è la più pazzesca di tutte le categorie, e il numero è la negazione della verità”. Sta di fatto, però, che al di là dei propositi e della qualità della proposta politica, il PLD al momento è un partito molto marginale, che nei sondaggi non arriva all’uno per cento. Non rischiate di fare la fine del vaso di terra cotta tra i vasi di ferro?
Assolutamente vero.
La nostra forza al momento non è numerica, ma di pensiero. Concetti quali libertà, democrazia e merito sono alla base della proposta politica che deve essere di coalizione di tutte le forze moderate di centro.
La nuova legge elettorale in via di approvazione è la più polarizzante della storia repubblicana: introduce un premio di governabilità totalizzante per il raggruppamento che raggiunge la soglia del 42%. In questo scenario, diventa matematicamente vitale che le forze del ‘Terzo Polo’ uniscano le forze per puntare a un obiettivo concreto dell’8%. Raggiungere questa soglia significherebbe disinnescare il premio e aprire la strada a un sistema proporzionale puro, che rimane la forma parlamentare più democratica e rappresentativa.
Al momento i sondaggi ci vedono attorno all’1-2%, mentre Azione si attesta sul 3-4%. È del tutto evidente che da soli non si vada da nessuna parte e si rischi l’irrilevanza. Ma è altrettanto evidente che l’unione e la federazione di queste aree renderanno il prossimo Parlamento più equilibrato e radicalmente più democratico.”
L’obiettivo del PDL è quello di aggregare imprenditori, liberi professionisti, lavoratori, giovani e realtà associative che chiedono una pubblica amministrazione efficiente, servizi migliori e istituzioni capaci di agevolare le opportunità invece di ostacolarle. Quali iniziative il PLD intende mettere in campo per avere un riscontro nella nostra città?
L’obiettivo del Partito Liberaldemocratico a Cava de’ Tirreni è ben più ambizioso della mera aggregazione delle, pur fondamentali, categorie economiche e sociali del territorio. La nostra vera missione è riportare al voto i tantissimi cittadini che hanno scelto la via dell’astensione.
Basti pensare che nelle ultime elezioni amministrative, rispetto alla tornata precedente, si è registrato un calo drammatico di circa tremila votanti: parliamo di un 10% di elettori che storicamente partecipavano alla vita democratica cittadina e che oggi si sentono esclusi. Il ‘come’ riavvicinarli è la vera sfida da affrontare. Intendiamo farlo partendo da un confronto aperto con le forze politiche e civiche cavesi, tessendo una rete sul territorio che sia capace di restituire fiducia e catturare l’interesse reale delle persone.
E rispetto all’attuale Amministrazione comunale del sindaco Giordano come si porrà il PLD?
Il nostro posizionamento dipenderà esclusivamente dalle azioni e dai risultati concreti messi in campo dall’amministrazione. Saremo pronti a elogiare e sostenere le scelte amministrative se si dimostreranno corrette e utili per la comunità, così come saremo fermi nel criticarle laddove le ritenessimo errate o dannose per la città.
Una cosa è certa: l’azione e lo stimolo del PLD non saranno mai frutto di una contrapposizione preconcetta o strumentale. Il nostro comportamento nei confronti del sindaco Giordano sarà sempre improntato alla massima lealtà istituzionale e alla più assoluta sincerità.
Qual è il suo giudizio sull’attuale situazione politico-amministrativa del nostro Comune e della città?
Dare un giudizio oggi sarebbe più un pregiudizio che una valutazione obiettiva. Il primo anno di mandato — e in questo momento siamo a poco più di tre mesi dall’insediamento — non è mai realmente valutabile. Qualsiasi amministrazione che subentra non può fare a meno, nei primi mesi, di portare avanti e gestire decisioni e capitoli di spesa ereditati dalla precedente Giunta.
Certo, qualche correttivo mirato può essere messo in campo sin da subito, ma si tratta appunto di interventi tampone, non di scelte strategiche proprie. Per un bilancio serio e onesto sull’operato del sindaco Giordano e della sua maggioranza bisognerà attendere che la macchina amministrativa risponda alla loro reale programmazione.
“Cava deve diventare la città di servizio per la Costiera Amalfitana: turismo e servizi sociali sono le due facce della stessa medaglia”
Per concludere, guardiamo al futuro. A suo avviso, di cosa ha assolutamente bisogno la nostra città per essere rilanciata e ritrovare le giuste condizioni per il suo sviluppo?
La nostra città ha un disperato bisogno di una chiara e coraggiosa scelta di campo: Cava de’ Tirreni deve diventare stabilmente la città di servizio e il punto di riferimento strategico per la Costiera Amalfitana.
Al centro degli interessi e della programmazione dell’Ente deve esserci l’individuo, da tutelare e valorizzare attraverso due pilastri: uno sviluppo concreto dei servizi turistici e un potenziamento efficace dei servizi sociali. Questi due ambiti non sono separati, ma rappresentano in realtà le due facce della stessa medaglia: l’attenzione verso l’uomo, inteso sia come cittadino da sostenere sia come visitatore da accogliere.
Dal punto di vista prettamente amministrativo, poi, ritengo non più procrastinabile una profonda riorganizzazione aziendale della macchina comunale. È necessaria una verifica puntuale dei carichi di lavoro interni al fine di ottimizzare le risorse, ridurre i costi gestionali dell’Ente e, contemporaneamente, elevare la qualità dei servizi erogati ai cavesi.










