Cava de’ Tirreni, minoranza in fuga dall’Aula: PRC e PSI aprono il cantiere dell’“opposizione dal basso”
Seduta consiliare tesa: niente chiarimenti sul caso Fariello, bocciata la mozione d’ordine e via libera all’aumento della TARI. Subito dopo, Rifondazione e Socialisti avviano un tavolo politico per costruire un fronte civico di opposizione
L’ultima seduta del Consiglio comunale di Cava de’ Tirreni si è trasformata in un punto di rottura tra maggioranza e minoranza. I gruppi di opposizione hanno abbandonato l’Aula denunciando l’impossibilità di esercitare pienamente il proprio ruolo di controllo, in un contesto segnato da incertezze procedurali e da un clima giudicato poco trasparente.
Al centro delle tensioni, il mancato chiarimento tecnico‑giuridico sul caso Fariello: secondo la minoranza, non è stato garantito un parere limpido sulla vicenda, mentre il Segretario vicario ha dichiarato di non poter esprimere valutazioni sul procedimento. A ciò si è aggiunta la bocciatura della mozione d’ordine che chiedeva di verificare la regolare costituzione della seduta, interpretata come un ulteriore segnale di chiusura.
La frattura politica si è aggravata con l’approvazione dell’aumento della TARI da parte della maggioranza guidata dal sindaco Raffaele Giordano. Una decisione che, secondo PRC e PSI, contraddice le promesse della campagna elettorale e pesa immediatamente su famiglie e attività commerciali.
Proprio in risposta a questo quadro, Rifondazione Comunista e Partito Socialista hanno avviato un primo tavolo di confronto per costruire un’“opposizione dal basso”, aperta nei prossimi giorni a forze politiche, associazioni, liste civiche e cittadini. L’obiettivo dichiarato: ricostruire un presidio di trasparenza, partecipazione e coerenza rispetto agli impegni assunti con la città







