Cava, gli alberi di viale degli Aceri: la strage degli innocenti

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foto tratta da Fb

Domani ricorre un anno dalla tragedia dell’incidente mortale nel quale rimase vittima il dottore Mollo, ucciso da un albero della Villa Comunale

Uno scempio. Una strage degli innocenti. Dove le vittime sono gli alberi. Quelli tagliati a viale degli Aceri per rifare, era ora, il marciapiede. Legambiente, per quanto vicinissima all’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Servalli, ieri mattina ha denunciato con un post sui social che “è  in corso lo sradicamento di oltre 20 alberi in Viale degli Aceri per realizzare una bella colata di cemento… e sembra che non saranno gli unici…”.

Beh, in verità è da un po’ che nella nostra città gli alberi più che piantumarli li abbattiamo. Due mesi fa, ad inizio dello scorso dicembre, lo denunciò il Movimento Cinque Stelle La denuncia dei Cinque Stelle.

“Nessun cittadino, a dire il vero tranne qualcuno – denunciava il comunicato pentastellato – ha reagito in alcun modo alla notizia data dal dirigente del IV settore del Comune di Cava de’ Tirreni circa l’abbattimento di 44 alberi di grandi dimensioni. Da qui a qualche giorno alcuni dei simboli della Città di Cava de’ Tirreni, ovvero gli alberi secolari che sempre appaiono raffigurati in dipinti, foto e cartoline storiche – già dal 1800 – saranno abbattuti e la skyline della nostra Città muterà per sempre”.

Eppure mai come negli ultimi anni si parla di green. Anzi, l’Amministrazione comunale si riempie la bocca di “Cava green”. E non è un caso se un intero, corposo capitolo del programma elettorale del sindaco Servalli vi è dedicato:  “Cava città verde e delle frazioni”.  Possiamo così leggere di una “Cava de’ Tirreni Green Valley”, di rimboschimento massivo, di creazione di nuove aree verdi, di realizzazione di parchi tematici, di riqualificazione di parchi, ville pubbliche e del civico cimitero, persino della creazione di un parco ricco di verde da adibire a cimitero per i fedeli amici a quattro zampe…

Tutto apprezzabile e condivisibile. Così come siamo consapevoli che ci vorrà del tempo per realizzare in parte se non in tutto gli obiettivi programmatici. Certo, però, che nel frattempo se almeno si evitasse di abbattere e sradicare alberi ed avere maggiore cura per quelli che abbiamo sul suolo pubblico, non importa se su strada o in villa, sarebbe di sicuro meglio.

Insomma, l’impressione è che c’era più cura del verde ai tempi in cui ci beavamo nell’autodefinire la nostra valle la Piccola Svizzera. D’altra parte, le nostre due ville comunali, con la scusa del Covid, sono chiuse da tempo senza un reale, giustificato motivo. E quel che è strano non c’è nessuno che si lamenti. E non ci risulta che l’opposizione abbia fatto un’interrogazione  al riguardo. E questa sarebbe la città green? Boh!?

Torniamo agli alberi di viale degli Aceri. In risposta al post di Legambiente, non è tardata molto la risposta del solerte assessore al ramo Nunzio Senatore: “Preventivamente abbiamo raccomandato l’impresa di recuperare gli alberi per poterli ripiantumare in altri siti. Purtroppo stamattina per alcuni alberi siamo arrivati tardi, ci hanno comunicato che il cemento era troppo a ridosso delle radici. Comunque alcuni riusciremo a recuperarli”. E’ una giustificazione che non regge e si commenta da sola. Tuttavia, non mi pare il caso di sparare addosso al povero vicesindaco Senatore. Fa del suo meglio e il suo impegno non manca. Anzi, bisogna dargli atto è che tra i pochi ad alzarsi presto la mattina e andare sui cantieri. Di questi tempi, scusate se è poco. Ma, forse, a quanto pare non basta. L’impressione è che sia poco e male assistito dagli uffici comunali preposti. Della macchina comunale disastrata, inefficiente ed inadeguata, oltre che troppo spesso persino nemica dei cittadini, ne abbiamo però parlato in altre precedenti occasioni, per cui fermiamoci qui.

E parlando di alberi, non possiamo non ricordare il mortale incidente di un anno fa. Domani, infatti, ricorre un anno dalla terribile morte del dottore Gioacchino Mollo, travolto da un albero della nostra Villa Comunale. Non possiamo non ricordare, a distanza di un anno, la vittima di questa tragedia e non esprimere il cordoglio alla sua famiglia. Quali che saranno gli esiti dell’indagine per l’accertamento delle eventuali responsabilità, certo è che da quell’evento così drammatico non possiamo non trarre degli insegnamenti. Il primo dei quali è che la manutenzione dei beni pubblici in tutte le declinazioni  e in generale la cura dell’ambiente devono rappresentare in ogni caso delle priorità.

Per il resto, non ci resta che chiedere all’Amministrazione Servalli meno parole e più fatti.

A cominciare dal green.

1 commento

  1. Ovviamente dove poteva essere fatto un intervento così inutile….in una zona pressochè centrale, perchè è di sicuro visibile a tutti e di certo non lo sarebbe stato in una frazione alta di Cava totalemente abbandonata (vedasi anche strada Cinque, dove un autombulanza non riusciva nemmeno a passare per via dei limitatore di altezza).
    E’ solo una campagna elettorale continua questa, non è governo del territorio. Uno scempio nello scempio.
    Per riassumerla tutta: UNA VERGOGNA.

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