scritto da Giuseppe Carratù - 20 Giugno 2026 16:23

Fisco sempre più pesante: la pressione fiscale sale, ma il conto lo pagano soprattutto i grandi contribuenti

La pressione fiscale in Italia è destinata a crescere ancora nei prossimi anni, raggiungendo livelli tra i più elevati d’Europa. Tuttavia, secondo l’analisi della CGIA di Mestre, l’aumento del gettito non ricadrà in modo uniforme: a sostenere la quota maggiore del prelievo saranno soprattutto i contribuenti con redditi più elevati e le grandi imprese

foto angelo tortorella

La pressione fiscale in Italia è destinata a crescere ancora nei prossimi anni, raggiungendo livelli tra i più elevati d’Europa. Tuttavia, secondo l’analisi della CGIA di Mestre, l’aumento del gettito non ricadrà in modo uniforme: a sostenere la quota maggiore del prelievo saranno soprattutto i contribuenti con redditi più elevati e le grandi imprese.

La pressione fiscale italiana continua a viaggiare su livelli molto elevati e, secondo le previsioni, è destinata ad aumentare ulteriormente. Un dato che alimenta il dibattito sull’equità del sistema tributario e sulla sostenibilità del carico fiscale per famiglie e imprese. Eppure, dietro il numero complessivo si nasconde una realtà più articolata: non tutti i contribuenti saranno chiamati a contribuire nello stesso modo.

L’analisi della CGIA di Mestre evidenzia infatti che l’incremento del gettito previsto nei prossimi anni non dovrebbe tradursi in un aggravio generalizzato per tutti i cittadini. A sostenere la parte più consistente dello sforzo fiscale saranno soprattutto i soggetti economicamente più forti: grandi aziende, società strutturate e contribuenti con redditi elevati. Ciò avviene per effetto della progressività del sistema tributario italiano, che concentra una quota rilevante delle entrate nelle fasce più alte della popolazione e del tessuto produttivo.

Secondo la CGIA, l’aumento della pressione fiscale non deriva necessariamente da nuove tasse introdotte dal Governo, ma è in larga misura il risultato dell’incremento dell’occupazione, dell’emersione di redditi imponibili e della crescita delle entrate tributarie. In altre parole, il peso percentuale delle imposte sul Pil cresce anche quando aumentano le entrate fiscali a un ritmo superiore rispetto alla ricchezza prodotta dal Paese.

Un elemento centrale dell’analisi riguarda la distribuzione effettiva del carico fiscale. In Italia, una quota relativamente limitata di contribuenti sostiene una parte molto rilevante dell’Irpef complessiva. I redditi medio-alti e alti rappresentano infatti il principale pilastro del gettito fiscale nazionale. Lo stesso vale per le grandi imprese, che contribuiscono in misura significativa alle entrate dello Stato attraverso imposte dirette, contributi e altri tributi.

La CGIA sottolinea inoltre come il dibattito pubblico spesso tenda a rappresentare il sistema fiscale come un peso indistinto distribuito sull’intera collettività. In realtà, i dati mostrano che il contributo richiesto cresce in maniera marcata all’aumentare della capacità contributiva. Da qui la convinzione che l’eventuale incremento della pressione fiscale complessiva finirà per incidere maggiormente sui contribuenti economicamente più solidi.

Resta tuttavia aperta la questione dell’efficienza della spesa pubblica e della qualità dei servizi restituiti ai cittadini. Per la CGIA, infatti, il problema non riguarda soltanto quanto si paga, ma anche il rapporto tra il livello di tassazione e i benefici che famiglie e imprese ricevono in cambio. In un Paese che continua a collocarsi ai vertici europei per pressione fiscale, la sfida resta quella di coniugare sostenibilità dei conti pubblici, equità tributaria e crescita economica.

Il quadro che emerge è quindi duplice: da un lato un fisco destinato a incassare sempre di più, dall’altro una distribuzione del carico che continuerà a gravare soprattutto su chi produce più reddito e genera una quota maggiore delle entrate fiscali nazionali. Una situazione che riapre il confronto sulla necessità di una riforma capace di alleggerire la pressione complessiva senza compromettere gli equilibri della finanza pubblica.

 

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Dottore commercialista iscritto all’Ordine Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di di Salerno; Revisore legale dei conti; Docente di fascia A per corsi avviamento start-up Invitalia, l'Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, di proprietà del Ministero dell'Economia. Specializzato in consulenza fiscale, consulenza gestionale-amministrativa-contabile e societaria per piccole e medie imprese; Formazione ed orientamento personale dipendente; Attività peritali di imprese e società commerciali; Direttore della pagina Fb Fiscal Coach.

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