scritto da Gabriella Avagliano - 19 Agosto 2026 11:03

Velia Teatro Festival, la prestigiosa Rassegna nel segno della memoria e dell’identità

Una rassegna itinerante che intreccia teatro antico, filosofia e cultura mediterranea per riattivare la memoria dei luoghi e rafforzare il legame tra comunità e patrimonio storico

Ci sono luoghi in cui il passato non ha mai smesso di esistere, che continuano a custodire le tracce di antiche civiltà impresse nel paesaggio, nella memoria e nelle pratiche culturali delle comunità. Sono luoghi in cui storia, mito e poesia si incontrano e attraversano i secoli, assumendo significati sempre nuovi: un racconto tramandato, una traccia incisa nella pietra, un paesaggio capace di evocare la presenza di un mondo antico.

Si tratta di piccoli scrigni di grande valore storico e culturale, che meritano di essere riscoperti e valorizzati. Ed è proprio da tale prospettiva che il Velia Teatro Festival, da quest’anno nella sua nuova dimensione itinerante, sceglie di ripartire, promuovendo un dialogo proficuo tra cultura, memoria e territorio.

Giunta alla sua XXIX edizione, la prestigiosa Rassegna, mediante spettacoli di teatro antico, riflessioni filosofiche e iniziative dedicate alla cultura mediterranea, si propone di riattivare la memoria dei luoghi e instaurare nuove connessioni tra comunità e patrimonio storico, culturale e paesaggistico.

Da luglio a settembre il Festival si snoderà in contemporanea tra Cilento, Irpinia e l’alto Casertano, coinvolgendo il Castello Talamo Atenolfi di Castelnuovo Cilento, i borghi di Ortodonico di Montecorice e Rodio di Pisciotta, il Parco Archeologico di Roccagloriosa, la Cavea teatrale di Venticano (Av), il Teatro-Tempio di Monte San Nicola a Pietravairano (Ce).

Per il territorio Ascea-Velia, quest’anno gli eventi non si terranno nell’area esterna dell’iconica Torre di Velia, ma nell’Arena Zenone, presso la Fondazione Alario per Elea-Velia.

A tal proposito, il presidente della Fondazione, Marcello D’Aiuto, che si è detto entusiasta di ospitare la Rassegna, ha dichiarato: “Il Velia Teatro, ormai da quasi trent’anni, porta in scena la cultura classica unendo alle rappresentazioni teatrali momenti di approfondimento e riflessione. Un modo per riflettere sullo straordinario patrimonio culturale e ideale di cui il Cilento è custode”.

“La formula itinerante ideata quest’anno da Michele Murino, organizzatore e anima del festival -prosegue Marcello D’Aiuto- è il modo per dare centralità a luoghi che sono stati per troppo tempo trascurati, luoghi che custodiscono ed esprimono i valori più autentici del nostro territorio. Lo sviluppo sociale ed economico di un territorio passa per la riscoperta delle proprie vocazioni. Inseguendo modelli astratti si finisce per frustrare le aspirazioni e le potenzialità di un territorio e dei suoi abitanti”.

“Certamente la cultura, quella classica in particolare -puntualizza D’Aiuto- deve essere uno dei principali perni su cui fondare un autentico e definitivo programma di sviluppo”.

“In questi ultimi anni -conclude- nel Cilento abbiamo assistito alla diminuzione dei flussi turistici nei periodi estivi. Ci siamo resi conto che non si può vivere di turismo nei soli mesi estivi. Occorre per questo lavorare sulle aree interne. Come sempre la cultura, Velia Teatro in questo caso, disegna la direttrice e indica il percorso da seguire.”

 

Laureata in Filologia con 110 e lode, ha conseguito il Dottorato di ricerca in Italianistica. Ha pubblicato diversi saggi in riviste scientifiche e una monografia dal titolo “Tracce del Mezzogiorno nel documentario etnografico”, dedicata alla ricerca storico-sociale del Sud Italia, dal Secondo Dopoguerra agli anni ’70. Attualmente è docente di materie letterarie presso la scuola secondaria di primo grado.

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